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Corridoi europei, l’Abruzzo vuole esserci: “Torniamo al centro del dialogo”

Corridoi europei e infrastrutture, l'intervista al presidente Marco Marsilio: "Abbiamo riavviato il dialogo. Adesso tocca al Governo".

Corridoi europei e infrastrutture, l’intervista al presidente Marco Marsilio: “Abruzzo marginalizzato, ma abbiamo riavviato il dialogo. Adesso tocca al Governo”.

È stata approvata nella giornata di ieri la mozione del centrodestra che ha l’obiettivo di ottenere l’inserimento della Regione Abruzzo nelle Reti dei corridoi europei della mobilità Ten-T, sia lungo l’asse adriatico nord-sud che lungo l’asse longitudinale est-ovest, recuperando in tal modo un drammatico divario infrastrutturale che ha penalizzato e frenato la crescita e lo sviluppo del territorio. “L’Abruzzo – sottolinea il presidente Marco Marsilio nell’intervista a IlCapoluogo.it – è stato tagliato fuori dai corridoi europei”. Corridoi che se “corrono” normalmente lungo il Tirreno, ma “nella fascia adriatica si interrompono all’altezza di Ancona e per arrivare in Puglia passano per Napoli, sulla direttrice Bologna-Roma-Napoli-Bari”. Ancor peggio per i corridoi est-ovest, di cui “esiste solo quello mediterraneo Torino Lione”.

Nella mozione approvata ieri dal Consiglio regionale, quindi, la strategia per riportare l’Abruzzo al suo ruolo centrale, ma non solo: “Abbiamo promosso il coordinamento con le altre regioni, l’accordo con la Regione Lazio e il Ministero per un progetto unitario per RFI sulla Roma-Pescara, abbiamo fatto sedere allo stesso tavolo Marche, Molise e Puglia per l’iniziativa sull’asse adriatico, abbiamo fornito al Ministero e all’Europa tutta la documentazione, comprese le caratteristiche tecniche di mobilità militare per motivare inserimento nella Rete Coro di alcuni punti nodali, proprio per far uscire l’Abruzzo dalla marginalità. Adesso però la palla è passata al Governo, che deve negoziare con l’Europa e dimostrare di essere intenzionato davvero a far funzionare i corridoi europei, mettendoci i soldi veri, non solo quelli del Pnnr. Il Governo faccia capire all’Europa di avere intenzioni serie.”

«Corridoio Adriatico strategico per l'Abruzzo»

Ma non solo ferrovia, per quanto riguarda le infrastrutture: “Sono stati fatti passi avanti anche per quanto riguarda le autostrade A24 e A25, che avevano già 2 miliardi mai spesi per la messa in sicurezza, a cui si aggiunge un altro miliardo dal fondo supplementare. Con autostrade e ferrovie il corridoio est-ovest è praticamente fatto per collegare l’Abruzzo con Roma e quindi con il resto del mondo”.

Capitolo a parte, quello delle autorità di sistema portuali, salito alla ribalta nazionale per la questione dei “tre mari” d’Abruzzo, nell’intervento di ieri del presidente Marsilio, che ha scatenato le ironie dell’opposizione. “Nel giorno in cui vengono messi a nudo gli errori del Partito Democratico, che non è stato capace in anni di governo di realizzare una Autorità portuale in Abruzzo, – hanno sottolineato dagli uffici della Presidenza – un consigliere regionale del Pd cerca di spostare l’attenzione generale su una frase del presidente Marsilio nel corso di un lungo e articolato intervento a braccio che ha chiuso il consiglio regionale. L’Abruzzo è l’unica regione italiana (escluse le “piccole” Molise e Basilicata), di tutte quelle che si affacciano sui tre mari, Adriatico, Ionio e Tirreno, a non avere una propria Autorità portuale. Questo il concetto del presidente Marsilio espresso durante l’intervento”.

Al di là delle polemiche, comunque, “non abbiamo avuto nessun pregiudizio su Civitavecchia, ma per tutte le soluzioni bisogna valutare vantaggi e difetti. È vero che Civitavecchia avrebbe garantito una relazione meno concorrenziale con diversi porti, ma avremmo perso la Zes e saremmo finiti sotto l’autorità di un porto in crisi economica e senza un euro da investire, senza contare che avremmo perso tempo sulla progettazione del Piano regolatore del sistema portuale che Ancona ha avviato ed è fase avanzata, mentre Civitavecchia avrebbe dovuto fare da capo. Per questo abbiamo capito che non conveniva, come è stato detto perfino dai ministri del M5S e Pd, che a livello locale continuano ad alimentare questa fesseria secondo cui se andassimo sotto Civitavecchia otterremo una pioggia di soldi. Tra l’altro in tema di corridoi europei, la sede dell’autorità portuale è irrilevante“.