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Maria Grazia Filetici, le sfide della nuova direttrice del Munda

Gli obiettivi della nuova direttrice del Munda, l'architetto Maria Grazia Filetici. Conto alla rovescia per il ritorno nel Castelo Cinquecentesco.

Architetto, nata a Napoli, Maria Grazia Filetici è la neodirettrice del Munda, Museo Nazionale d’Abruzzo, diventato “museo con autonomia speciale” proprio con la sua nomina.

Stamattina la presentazione alla città, nella sede del Munda alle 99 Cannelle. Con la direttrice Filetici, c’era anche il nuovo consigliere, il professore Vincenzo Cerulli Irelli, romano, di origini abruzzesi, politico e docente universitario di diritto amministrativo.

In servizio al Mibact dal 1985, Maria Grazia Filetici ha curato diversi progetti nelle zone archeologiche di Pompei e di Roma e nel 2017 ha vinto l’Europa Nostra Award per il restauro della Piramide di Caio Cestio nella capitale.

“Lavoreremo tutti  insieme in un contesto multidisciplinare e di tutela del nostro patrimonio. L’Aquila ci aspetta con grandi impegni”, ha detto la direttrice.

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“Offriamo con il Munda un panorama artistico unico al mondo, fatto anche di collegamenti con scuole storico artistiche e maestri eccezionali. Le arti fanno parte a pieno dell’industria creativa”.

Mentre i restauri del Castello Spagnolo potrebbero finire forse nel 2022, si è parlato questa mattina di una riapertura entro l’anno dopo la fine del primo lotto del Forte e quindi di una ritorno, seppur in parte, delle opere del Munda nella loro sede originaria.

Castello L’Aquila, riapertura vicina: fine lavori primo lotto entro l’anno

“Da non aquilana mi ha sempre colpito la vita che pulsa intorno al Castello. Dopo il sisma anche l’opera di Renzo Piano attesta che si va avanti e si cammina anche con contributi innovativi e diversi da ciò a cui siamo abituati”.

“Il primo lotto di lavori al Castello è quasi concluso. L’0biettivo è di riportare al più presto le opere e al piano terra aprire l’accesso al pubblico per il mammut”, ha aggiunto il professore Cerulli.

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La nostra mission è avere una squadra con competenze multidisciplinari che possa produrre nuovi percorsi critici e progettuali. I progetti saranno orientati all’inclusione sociale, alla valorizzazione delle collezioni, alla loro sicurezza e alla loro nuova partecipazione alla vita della città. Attenzione particolare sarà da me riservata ai rapporti inter istituzionali”, ha aggiunto la direttrice.

“Sarà un ritorno al Castello con accostamenti progressivi. Questa sede non chiuderà, per adesso lavorerà in sinergia. Non si può pensare di risolvere 12 anni di attesa in pochi mesi. I depositi sono pieni e sofferenti per attacchi organici e gli effetti che i lavori hanno portato. Il Castello ha avuto grandissimi danni strutturali, che non tutti riescono a comprendere. Sarà una sfida importante, ma noi siamo qui per questo”.

La video intervista del Capoluogo