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Vaccini Abruzzo, 15mila fragili in attesa: tra le prime regioni per capacità vaccinale

Vaccini in Abruzzo: continuano i richiami al personale scolastico e procedono le prenotazioni per tutte le fasce d'età. Pfizer ai maturandi. Mancano circa 15mila fragili. L'intervista a Maurizio Brucchi

Abruzzo, vaccinazioni no stop. Numeri che collocano la regione tra le prime in Italia per capacità vaccinale. Sono ancora tante, tuttavia, le segnalazioni di fragili non vaccinati, ma “la regione è a quota 90,8% di prime dosi effettuate sui fragili prenotati. Sono circa 15mila le persone fragili che restano da vaccinare”. L’intervista a Maurizio Brucchi.

Campagna vaccinale in Abruzzo, il punto con il responsabile regionale Vaccini, nonché Direttore sanitario della Asl di Teramo, Maurizio Brucchi. Dati sull’andamento delle somministrazioni, tra prime e seconde dosi e focus sui Fragili.

“Siamo sopra la media nazionale in quanto a capacità vaccinale. L’Abruzzo è (dati aggiornati a venerdì 4 giugno) al 92,3%, la media italiana è al 90,7%. Dando uno sguardo alle categorie – spiega Maurizio Brucchi abbiamo ormai completato la vaccinazione dei Sanitari. Nella categoria del Personale Scolastico, la Regione ha somministrato la prima dose al 97,2% degli aventi diritto, mentre la media nazionale è all’80,8%. Siamo tra le prime quattro regioni d’Italia per questa fascia e stiamo procedendo alla somministrazione delle seconde dosi“.

Numeri che aiutano a fornire il quadro della situazione sull’avanzamento della campagna vaccinale in regione, verso l’obiettivo dell’immunità di gregge.

Andando a vedere, nello specifico, le categorie suddivise per fasce d’età, questa è la situazione in Abruzzo (dati aggiornati al 4 giugno 2021):

Per la fascia 90-99 anni: prima dose somministrata al 93% degli iscritti;

Per la fascia 80-89 anni: prima dose somministrata al 90% degli iscritti;

Per la fascia 70-79 anni: prima dose somministrata all’85,2% degli iscritti;

Per la fascia 60-69 anni: prima dose somministrata al 69,4% degli iscritti;

Per la fascia 50-59 anni: prima dose somministrata all’88,2% degli iscritti.

“Relativamente alle seconde dosi – sottolinea Brucchi – nella fascia 80-89 anni la somministrazione c’è stata per l’80% della popolazione che aveva ricevuto il primo vaccino; per i 70-79enni siamo al 40,4%; 30,5% per la seconda dose nella fascia 60-69 anni, al quinto posto in Italia, 22% per la fascia dai 50 ai 59 anni. Ovviamente la seconda dose dipende direttamente dalla data di somministrazione della prima e dai tempi relativi previsti per il richiamo”.

Abruzzo, qual è la situazione per i fragili?

Sono i numeri a testimoniare come la regione abbia messo in sicurezza le categorie più fragili, aggiunge Maurizio Brucchi ascoltato dalla redazione.

Quello dei fragili, in effetti, è un discorso a sé. Si consideri che inizialmente la piattaforma regionale era stata aperta per chiunque avesse un codice d’esenzione, salvo poi – secondo nuove direttive ministeriali – dare priorità ai soggetti con determinate patologie e gravità.

167.344 sono le persone che si sono registrate sulla piattaforma regionale, con i propri codici di esenzione: ne restano circa 15mila da vaccinare. 

Spiega Brucchi, “La categoria dei fragili ha una forbice ampissima. In una prima fase sono stati ricompresi tutti, ma è chiaro che, andando avanti, la forbice si è giustamente ristretta, in base alla gravità dell’esenzione in questione. Tuttavia, l’Abruzzo ha preso una decisione ben precisa, cioè mantenere la piattaforma delle prenotazioni aperta. Ciò vuol dire che se una persona dovesse acquisire una fragilità oggi, ovviamente, avrà la possibilità di iscriversi prioritariamente alla piattaforma, per ricevere la vaccinazione”. 

I numeri dicono che in regione il “il 90,8% degli iscritti alla Piattaforma Fragili è stato già vaccinato. Si tratta sicuramente di una percentuale importante. In questo preciso momento, poi, lo stesso fragile ha più possibilità di iscriversi per la vaccinazione: oltre alla Piattaforma regionale ancora aperta, per decisione dell’Assessore Nicoletta Verì, c’è la Piattaforma Poste, da quest’ultima il soggetto fragile può accedere e prendere direttamente appuntamento. Fermo restando – precisa Brucchi – che noi stiamo continuando a chiamare chi si è iscritto e si iscrive alla piattaforma regionale riservata ai Fragili”. 

“Ritengo che su questa categoria sia stato fatto un grande lavoro: siamo stati la prima regione a dare priorità ai fragili. Se c’è qualcuno che è rimasto indietro, cosa purtroppo possibile, questo qualcuno sarà chiamato quanto prima”.

“Bisogna capire che la piattaforma aveva l’obiettivo di dare accesso alla vaccinazione a questa categoria secondo tempistiche prioritarie rispetto ad altri che non soffrono di alcuna patologia. Oggi, quest’obiettivo è caduto: dal momento in cui una persona – dai 12 ai 100 anni – può iscriversi alla Piattaforma Poste e vaccinarsi. Tuttavia, se l’obiettivo da parte di alcuni è quello di scegliere il tipo di vaccino da ricevere siamo di fronte a un falso problema. Il discorso è che il tipo di vaccino viene scelto esclusivamente dal medico vaccinatore, che valuta le patologie del soggetto”.

Vaccini, i problemi non mancano. All’Aquila in questi giorni sono stati rimandati 900 appuntamenti di Astrazeneca, molti dei quali erano richiami a 12 settimane dalle prime dosi.

Ora, con quest’apertura alle vaccinazioni Over 12 che estenderà rilevantemente la platea dei soggetti da vaccinare, si rischia di farsi trovare impreparati o l’andamento delle vaccinazioni dipenderà esclusivamente dalla puntualità nella consegna delle dosi?

La programmazione delle Asl tiene conto di numerosi fattori, compreso ovviamente l’approvvigionamento di vaccini. Ad oggi le consegne sono in programma fino al 27 giugno, di conseguenza è stata stilata e organizzata una programmazione settimanale che viene modulata a seconda delle specifiche necessità. In questi giorni, purtroppo, c’è stata una consegna di Astrazeneca posticipata di qualche giorno e questo ha creato qualche problema: ma i vaccini stanno arrivando e la capacità vaccinale della Regione garantisce la sicurezza di vaccinare tutte le categorie, senza remore per queste ulteriori fasce che si andranno ad aggiungere. Chiaro che ogni Asl deve lavorare accuratamente alla propria programmazione: assicurando innanzitutto le seconde dosi e, poi, pensare alle prime“.

“La tipologia di vaccini utilizzata dai medici e dal personale impiegato nelle somministrazioni dipende dalle disponibilità effettive di dosi in dotazione all’Azienda Sanitaria di riferimento. Viene esclusa una determinata tipologia di vaccino solo se il soggetto presenta una qualche patologia. In questi giorni, ad esempio, sui maturandi stiamo utilizzando Pfizer: ad oggi il vaccino di cui abbiamo maggiore disponibilità. Logico che cerchiamo sempre di seguire le direttive nazionali fornite dall’Aifa e dal Comitato Tecnico Scientifico.