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Raffaele Cappelli, il ricordo a 100 anni dalla scomparsa del senatore del grano

Nel centenario della scomparsa del senatore Raffaele Cappelli, il Comune di San Demetrio Nè Vestini ricorda l'uomo illuminato che diede il nome e lustro all'omonimo grano.

Raffaele Cappelli: il ricordo, nel centenario dalla scomparsa, del senatore originario di San Demetrio Nè Vestini che diede il nome al grano conosciuto oggi in tutto il mondo.

Da anni si è tornato a parlare di grani antichi. Uno dei più famosi è proprio il grano Senatore Cappelli, considerato il “nonno” del frumento italiano per uso alimentare.

Il successo del grano Cappelli fu dovuto alla sua larga adattabilità, alla qualità della sua semola e poi a quella rusticità che determinò l’aumento delle rese dei raccolti tanto che per un trentennio, dagli anni 20 agli anni ’50 del secondo scorso, fino al 60 per cento della superficie nazionale a grano duro era seminata a Cappelli.

Deve il suo nome proprio al marchese Raffaele Cappelli, che non tutti sanno essere nato nel 1848 a San Demetrio Nè Vestini.

Il grano del senatore Cappelli ha una storia antica, che affonda le sue radici all’inizio del secolo scorso quando, nel 1915, il genetista Nazareno Strampelli dedicò la Cultivar di grano duro autunnale (il codice internazionale per la nomenclatura delle piante coltivate), al marchese abruzzese Raffaele Cappelli di San Demetrio, senatore del Regno d’Italia e a lungo presidente della Società agricoltori italiani, un’organizzazione apolitica nata alla fine del XIX secolo.

grano cappelli

Il senatore Cappelli inoltre ebbe l’onore di presiedere la Commissione per la riforma agraria. Fu proprio in quegli anni, infatti, con la dichiarazione di autarchia del governo fascista, che venne utilizzato il grano Cappelli per le coltivazioni a frumento di tutto il Paese.

“L’amministrazione di San Demetrio Nè Vestini vuole ricordare oggi suo illustre cittadino che nel corso del tempo ha continuato a portare in alto questo nome tanto che è stato dato a un tipo di grano”, dice al Capoluogo il sindaco, Antonio Di Bartolomeo.

“Grazie ai suoi interventi nelle riforme agrarie il grano Capelli fu utilizzato per le coltivazioni a fumento in quasi tutta Italia”.

Dopo quasi un secolo, il grano Cappelli è ancora coltivato in diverse regione del Sud Italia come Sicilia, Sardegna, Puglia, e Calabria, per la produzione di pane e pasta di grande qualità.

Nel 2017 il Comune di San Demetrio ha creato la Fondazione Senatore Cappelli, tra le cui finalità vi è la “valorizzazione delle tradizioni del territorio quali la coltivazione e la trasformazione dei frumenti antichi attraverso eventi culturali-formativi e l’istituzione della Scuola del Pane quale strumento di formazione, divulgazione, nonché di emancipazione sociale dei giovani”.

Nel pomeriggio odierno l’amministrazione insieme al sindaco depositerà una composizione floreale nella tomba della famiglia Cappeli nel piccolo cimitero del comune.

“Oggi corre il centenario della morte del Senatore Cappelli, illustre rappresentante della famiglia Cappelli nacque a San Demetrio Nè Vestini il 23 marzo 1848 e morì a Roma il 1 Giugno 1921. Certamente uno dei più importanti esponenti della classe dirigente abruzzese dell’epoca. Personaggio illuminato, fu Senatore e Diplomatico, per un brevissimo periodo anche Ministro degli Affari Esteri del Regno d’Italia, ma soprattutto si ricorda per essere stato tra i promotori e protagonisti della riforma agraria. Credette negli studi del genetista Strampelli che era alla ricerca di una selezione di grano in grado di soddisfare le nuove esigenze alimentari degli inizi 900 ed è per questo che lo sostenne e gli mise a disposizione i terreni della Capitanata per effettuare la mi sperimentazione. Da questo connubio Strampelli, dopo il successo della sperimentazione, ringraziò il Senatore Cappelli dando il suo nome alla nuova varietà di grano. La Fondazione Cappelli partecipata del Comune di San Demetrio, celebrerà il Centenario della morte attraverso un studio in collaborazione con L’Università di L’Aquila per far conoscere meglio questo illustre concittadino”, questo il ricordo rilasciato al capoluogo da Silvano Cappelli, Presidente della Fondazione Senatore Cappelli