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Il ringraziamento

Veronica, salvata dopo mesi in Terapia Intensiva Covid a L’Aquila: il grazie al personale sanitario

Veronica, l'incubo Covid durato mesi e poi una brutta infezione batterica: finalmente è tornata a casa. Era ricoverata da fine ottobre.

Veronica, l’incubo Covid e la rinascita, a piccoli passi, di una ragazza speciale.

La saturazione bassa, il ricovero, la Terapia Intensiva e la famiglia vista solo dietro un telefono o una finestra. La speranza, quasi spenta, di una guarigione che sembrava ormai impossibile. Poi la luce.

Il 28 maggio Veronica è tornata, finalmente, a casa ed è stata accolta dalla sua famiglia. Il grazie dei familiari all’intero Reparto di Terapia Intensiva del San Salvatore, al suo direttore, il professor Franco Marinangeli, e al dottor Emiliano Petrucci, punto di riferimento nei mesi di angoscia. 

veronica

Storie di buona sanità e di sofferenze, dai reparti del San Salvatore e dal G8, campi di battaglia in cui da oltre un anno si lotta contro l’emergenza Covid19. Quella di Veronica è una storia che comincia a fine ottobre, quando il virus arriva a casa sua.

Veronica Falasca ha 36 anni ed è affetta dalla sindrome di Down. Vive con sua madre a Collefracido.

È la nostra bambina“, ci racconta la famiglia, contattata dalla redazione. “Quando si è ammalata è stato un brutto colpo, ma speravamo che le sue condizioni non si complicassero. Il suo primo sintomo è stato la febbre. Poi, dopo pochi giorni, ha iniziato ad avere la saturazione bassa. Così è stato inevitabile il ricovero. I primissimi giorni sono stati complicati… Veronica, infatti, è legatissima alla nostra famiglia e sapere di non poterle stare vicino è stato difficile: temevamo che in ospedale potesse andare incontro a problemi di comunicazione con il personale sanitario”.

Per fortuna ci sono i telefonini. E Veronica ogni volta che ha potuto ha sempre tenuto aggiornati i suoi familiari: mamma Maria e le sorelle Romina e Daniela su tutti.

Ci ha inviato l’ultima foto il 5 novembre: l’ha scattata alla sua mano con la flebo. Poi è iniziato il vero incubo. Solo una settimana dopo è finita in Terapia Intensiva“.

Vi è rimasta circa 21 giorni, in coma farmacologico. “Un bruttissimo sogno durato tre lunghe settimane. Ogni sera parlavamo con i dottori e, purtroppo, le notizie erano tutto fuorché buone. Veronica non stava bene, i parametri clinici erano negativi e ci restavano solo qualche briciola di speranza e le preghiere“.

Il nostro punto di riferimento era il dottor Petrucci, che ci ha sempre tenuto informati sulle condizioni cliniche di Veronica. L’équipe del San Salvatore ce l’ha messa tutta. Veronica ha subito anche una tracheotomia e, forse, da lì abbiamo iniziato a ritrovare speranza, informati quotidianamente dei suoi progressivi miglioramenti. Finalmente a metà dicembre il risveglio. Veronica ha ripreso ad interagire con i dottori”. 

Una ritrovata serenità durata poco per i familiari di Veronica, il cui quadro clinico è peggiorato nuovamente e all’improvviso, a causa di un’infezione batterica. 

Un nuovo periodo buio. I medici ci hanno spiegato che era come essere tornati indietro di un mese nei progressi precedentemente fatti. Potete immaginare, quindi, la disperazione, stavamo perdendo ogni speranza. Poi, all’improvviso, la gioia: la nostra Veronica ha iniziato a dare segnali di ripresa e, finalmente, ai primi di gennaio è stata trasferita dal G8 alla Terapia Intensiva del San Salvatore“. 

Da qui inizia il lento ma progressivo miglioramento di Veronica, che dentro quei reparti ha trovato una seconda famiglia e che in ospedale è cresciuta. Letteralmente. “A febbraio gli infermieri le hanno anche organizzato una piccola festa di compleanno. Si è fatta volere bene e tutto il personale sanitario l’ha riempita di affetto”. Intanto la famiglia ha affrontato, in quel periodo, anche la positività della madre di Veronica, la signora Maria.

Il Grazie più grande

Veronica è tornata a casa, con mamma Maria, le sorelle Daniela e Romina, il cognato Fabio, i nipotini: Flavio, Giulio, Luigi e Luca. Sono tutti loro, la sua famiglia, che vogliono esprimere un messaggio di riconoscenza alla meravigliosa équipe che ha portato Veronica alla guarigione.

Oggi vogliamo dire grazie ai medici e a tutto il personale sanitario. Sono stati encomiabili e sono sempre stati presenti per noi, che eravamo preoccupati e spaventati per le condizioni critiche di Veronica. Il ricovero è durato fino a febbraio, poi la nostra bambina è stata mandata a fare riabilitazione: prima alla Clinica San Raffaele di Sulmona, poi a Villa Dorotea a L’Aquila. Ora che Veronica è tornata a casa finalmente viviamo il nostro lieto fine e il grazie più grande va a tutti i medici e gli infermieri che l’hanno assistita, curata e che non l’hanno fatta mai sentire sola. Ci avete regalato un miracolo che oggi stringiamo stretto, nel sorriso luminoso di Veronica“. 

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