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Ricostruzione chiese, cratere 2009 troppo lento: “Le curie siano stazioni appaltanti”

L'AQUILA - Uniformare le norme del cratere 2009 a quello del cratere 2016 per accelerare la ricostruzione delle chiese: "Le curie siano stazione appaltante". La richiesta al ministero.

L’AQUILA – Uniformare le norme del cratere 2009 a quello del cratere 2016 per accelerare la ricostruzione delle chiese: “Le curie siano stazione appaltante”. La richiesta al ministero.

Oltre un centinaio le chiese già restaurate nel cratere sisma 2016, mentre quelle nel cratere 2009 continuano ad aspettare, con pochissime eccezioni. Per far fronte a questa situazione, i sindaci chiedono di uniformare le norme dei due crateri, togliendo il Ministero della Cultura come stazione appaltante e affidando il ruolo alle curie.

Per il terremoto 2009, infatti è stato stabilito che fosse il ministero a fare da stazione appaltante per i lavori, ma, come spiega il sindaco di Villa Sant’Angelo, Domenico Nardis, a IlCapoluogo.it, “il ministero è troppo lento”. Proprio nella giornata di ieri, nell’ambito dell’inaugurazione del MAXXI L’Aquila a Palazzo Ardinghelli, il ministro Dario Franceschini, parlando della chiesa di Santa Maria Paganica, proprio di fronte al nuovo museo di arte contemporanea, aveva sottolineato come non vi fosse alcun problema di risorse, ma di “tempi e personale”.

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Un problema evidentemente chiaro ai sindaci che, nella riunione tra gli 8 rappresentanti del tavolo di coordinamento aree omogenee, il titolare dell’Ursc, Raffaello Fico e Francesco Mattucci, responsabile della Ricostruzione pubblica dei comuni del cratere, hanno espresso l’esigenza di superare le lentezze burocratiche del ministero, affidando direttamente alle curie il ruolo di stazione appaltante. L’istanza sarà quindi portata al ministero.

“Quasi tutte le chiese del cratere 2009 – sottolinea il sindaco Nardis – sono ferme, tranne qualche eccezione; occorre snellire immediatamente la procedura, che diventi come quella per il terremoto 2016, in cui il soggetto attuatore sia la curia e non il ministero”.