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Funivia Gran Sasso, il Piano controlli: i test che simulano l’incidente di Stresa

Tragedia funivia Stresa - Mottarone, Pignatelli (CTGS): "Tragedia difficile da digerire. Nostri impianti controllati, eseguiamo prove di finto taglio".

L’AQUILA – Tragedia della funivia dello Stresa – Mottarone, Pignatelli (CTGS): “Tragedia imprevedibile, in 35 anni in questo campo mai accaduta una cosa del genere. Nostri impianti controllati, eseguiamo anche prove di finto taglio”.

“Una tragedia imprevedibile e imprevista, difficile da digerire, ma in 35 anni che faccio questo lavoro è la prima volta che sento una cosa del genere”. Così l’amministratore unico del CTGS, Centro Turistico del Gran Sasso, Dino Pignatelli commenta al microfono del Capoluogo.it la tragedia della cabina dello Stresa – Mottarone, precipitata dalla funivia con un gravissimo bilancio di 14 morti. Solo un bambino è sopravvissuto.

A stabilire le cause del terribile incidente sarà un’inchiesta della locale procura.

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Funivia del Gran Sasso e gli impianti del CTGS: un Piano di controlli che simula, tra l’altro, anche la rottura della fune traente.

Come spiega l’amministratore unico del CTGS, a spostare la vettura sono una fune traente ad anello chiuso (per salita e discesa) e due funi portanti. La fune traente può essere agganciata in due modi, o con la cosiddetta “testa fusa”, un vecchio metodo di bloccaggio funi sulla vettura attraverso un cuneo di piombo, o con avvolgimento delle tre spire su un cilindro, che è il metodo utilizzato anche per la funivia del Gran Sasso.

Scrupolosi i controlli previsti dall’apposito Piano: “C’è la manutenzione ordinaria, come quella che stiamo effettuando in questo periodo, che viene eseguita costantemente e si interviene puntualmente sulle eventuali criticità segnalate in fase di manutenzione; dopodiché il Piano dei controlli prevede una revisione speciale da effettuare ogni 5 anni e una revisione generale, anche per gli adeguamenti normativi, ogni 20″.

Tra i protocolli di sicurezza anche diverse prove per scongiurare imprevisti, come quelli verificatisi sulla funivia dello Stresa – Mottarone: “Si effettuato anche prove di finto taglio, simulando proprio quello che è successo allo Stresa. Si toglie tensione alla fune traente e si verifica se scattano i freni di emergenza sulle funi portanti. Questo meccanismo impedisce proprio che la rottura della fune traente determini pericoli, anche se la rottura fisica di una fune è di per sé un’ipotesi abbastanza improbabile. Questo in linea generale, ovviamente per quanto successo sullo Stresa sarà la magistratura a ricostruire la vicenda specifica”.