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Piscine ko, la protesta blu: una data per ripartire o è la fine

Piscine, si riparte il 15 maggio ma all'aperto: è crisi nera. Centro Italia Nuoto: "Non veniamo considerati". Piscina comunale L'Aquila, "Costretti a chiudere se non si riaprirà presto"

Una protesta blu, per alzare la voce e per chiedere aiuto: perché andare avanti così è semplicemente impossibile. Le piscine galleggiano a fatica, colpite da una crisi senza precedenti.

Il 15 maggio riapriranno le piscine all’aperto e al chiuso? Ancora non si sa.

Aspettano. I gestori degli impianti sperano che arrivi presto una data certa per la ripartenza al chiuso – non solo all’aperto – e, intanto, il prossimo 17 maggio, protesteranno via social: 20 milioni di persone, tra atleti, famiglie, gestori e staff tecnico, riempiranno i propri profili social e le pagine delle piscine di immagini blu e di commenti forti: perché forti sono le conseguenze che stanno pagando, per le misure da pandemia, da ormai oltre un anno.

Parteciperanno alla protesta blu anche la piscine della provincia dell’Aquila?

Lo abbiamo chiesto a Massimo De Leonardis, gestore del Centro Italia Nuoto di Avezzano e degli impianti di Celano e Collelongo, e a Gianni Benevieri, gestore della Piscina comunale dell’Aquila.

Probabilmente parteciperemo, anche se siamo totalmente scoraggiati dai comportamenti che il Paese sta avendo verso lo Sport e, in particolare, verso le Piscine“, ci spiega Massimo De Leonardis, contattato dalla redazione.

Siamo fermi da marzo 2020. C’è stata una ripartenza tra giugno e luglio. Poi abbiamo lavorato a settembre fino alla nuova chiusura, che ancora non vede una fine. Noi, per coscienza, abbiamo tenuto aperto l’impianto sportivo di Celano per permettere sia ai ragazzi di proseguire nell’attività agonistica, sia per attività sportiva e di idroterapia delle persone con disabilità. Chiaramente, però, l’attività agonistica rappresenta un costo rilevante, non accompagnato da altrettanti ricavi e in un momento di chiusura – come questo che stiamo attraversando – abbiamo scelto di agire di cuore, ma con immensi sacrifici. Siamo veramente ko, anche psicologicamente“.

Non essere considerati – conclude Massimo De Leonardis – è umiliante. Ed è una mancanza di rispetto verso il nostro lavoro, che va ad aggiungersi alle grandi perdite economiche subite dalle nostre attività. Noi abbiamo anche ospitato società che avevano necessità di fare attività agonistica, provenienti da Popoli o Sulmona…il nostro è un servizio per la gente e per il territorio ma, in quanto a supporti o tutele, non siamo stati trattati con la stessa attenzione che hanno ricevuto altre categorie. Probabilmente perché non abbiamo fatto rumore, quindi non siamo stati scomodi. Siamo alla pari di Tour Operator, Agenzie di viaggio o matrimoniali. I collaboratori hanno potuto ricevere qualche contributo, ma le associazioni sportive? Si consideri che pur tenendo l’impianto chiuso, le utenze arrivano lo stesso. Le spese ci sono state, i ricavi no e ne stiamo pagando uno scotto profondo”.

E la piscina comunale dell’Aquila?

Il nostro interesse è fare in modo che la nostra voce arrivati più in alto possibile. Stiamo definendo la nostra partecipazione a questa protesta social. Ciò che è certo è che ad oggi siamo profondamente delusi, poiché manca ancora una data precisa per la ripartenza“, ci spiega Gianni Benevieri, gestore della Piscina comunale dell’Aquila.

Tutti dicono che la piscina sia uno dei luoghi in cui la trasmissione del contagio è più difficile, eppure gli impianti restano chiusi, senza certezze sul futuro. Il nostro impianto è aperto agli agonisti dal 21 di dicembre: ciò vuol dire che le spese, per me che la gestisco, sono aumentate, a fronte di ricavi praticamente nulli. E sto ancora aspettando, come tutti i miei colleghi, che qualcuno decida come far ripartire il settore, così come sto aspettando che qualcuno si renda conto delle difficoltà che la piscina comunale dell’Aquila sta attraversando“.

Se io chiudessi l’impianto domani? Ne avrei tutti i motivi, purtroppo. Ma sarebbe una grave perdita per tutta la città. Mi dispiace che non ci sia una particolare attenzione, da parte di nessuno, sulle problematiche degli impianti, sia in generale sia, in particolare, del mio impianto, l’unico in regione (oltre a quello di Vasto) in cui ogni domenica vengono svolte le gare regionali“.

A questo punto – conclude Benevierinon mi resta che sperare che si possa riaprire presto. Altrimenti sarò costretto a gettare la spugna. Andare avanti è diventato troppo difficile. Spero che qualcuno – il Governo, la Regione (da cui dovrei ricevere un ristoro di 5mila euro, ma sono ancora in attesa), il Comune – si ricordi che le piscine hanno un costo. Non c’è solo la Montagna“.