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L’Aquila, struscio e tavolini: tanta voglia di normalità in centro storico

L'Aquila: i commercianti del centro storico sperano in un definitivo ritorno alla normalità. "Si respira aria nuova. Se stiamo attenti ne usciremo presto".

L’Aquila adesso ha tanta voglia di normalità: soprattutto il centro storico, a 12 anni dal sisma, pulsa di nuova vita.

A L’Aquila non bastava il terremoto, che ha messo in ginocchio il cuore pulsante della città. C’è stato il lockdown di marzo, le chiusure dello scorso autunno, le paure legate a una pandemia ancora in corso.

Adesso, in centro si respira aria nuova: tanta gente in giro, locali e negozi aperti, tra attività storiche e altre di recente apertura.

C’è gente che passeggia guardando le vetrine, chi consuma al bar, ristoranti pieni anche durante la settimana. Si passeggia finalmente anche sotto i portici finalmente. Ad ottobre infatti è stato riconsegnato alla città il secondo tratto dopo i lavori di restauro post sisma.

“Ji portici dell’Aquila, so come nu salotto d’atri tempi…”, così venivano definiti da Emilio Rosati in una nota canzone ben nota agli aquilani di buona memoria. Protagonisti dello struscio serale di generazioni di aquilani sono stati da sempre, fino al terremoto, luogo di incontro e di appuntamento, chiave e simbolo della città. E adesso, finalmente, sotto quegli archi si sentono di nuovo chiacchiere e risate.

L’Aquila, riaperto il secondo tratto dei Portici

A L’Aquila la gente è stanca: siamo stati chiusi troppo tempo. Se all’inizio poteva sembrare anche simpatico mettersi a fare pane e pizze tutti i giorni, ora c’è tanta voglia di sedersi e consumare qualcosa di buono, anche per dare una mano ai gestori dei locali e ai tanti ristoratori che sono le prime vittime della crisi economica”, dice al Capoluogo una residente del centro storico.

Ristoranti all’aperto: la strina aquilana che preoccupa gli chef

L’Aquila poi, forse più di altre città, ha ancora bisogno di riprendersi i propri spazi: sono stati 12 anni pesantissimi specie per chi ha sempre vissuto il centro storico, adesso cerchiamo solo normalità, con tutte le dovute attenzioni”.

Voglia di normalità anche per i commercianti del centro storico che, a fatica, hanno riportato le loro attività lì dove si trovavano prima che a L’Aquila tutto si fermasse dopo il 6 aprile 2009.

Tra loro c’è un pioniere del commercio: Peppe Colaneri. Peppe lo conoscono tutti in città, è l’anima e il volto del negozio “La Luna store”.

l'aquila peppe Colaneri

“La Luna” luogo quasi “iconico” per gli aquilani dove, dalla cartoleria all’oggettistica, si può trovare di tutto: in tempo di pandemia, anche le mascherine personalizzate.

Come tutti i suoi colleghi, dopo il terremoto si è rimboccato le maniche e ha cercato di riaprire prima possibile. Dal 6 aprile 2009 in poi ha vissuto anche tutte le difficoltà legate agli eventi sismici del 2016 e del 2017. Per Peppe fino ad oggi sono stati 12 anni di traslochi.

Adesso, proprio nell’annus horribilis per eccellenza, finalmente è riuscito a tornare sul Corso Stretto.

“Ora sono proprio felice – dice Peppe al Capoluogo – sono stati mesi difficili. Noi che siamo in trincea da 12 anni lo sappiamo bene: abbiamo vissuto una quantità di spopolamenti, che davvero sembrava di stare in guerra. Finalmente si respira aria nuova, come se la primavera avesse portato una ventata di sano ottimismo”.

“Dobbiamo stare attenti, ci mancherebbe, ma la città ha voglia di cose normali: la passeggiata, un po’ di shopping, un aperitivo seduti al bar ‘come se non ci fosse Covid’. Ce lo meritiamo, e sappiamo tutti adesso che in ogni caso non bisogna abbassare la guardia”.

In questi giorni Peppe ha ricominciato a vedere tanti volti amici. “Sono passati in tanti, giovani e adulti. Chi per un saluto, chi per fare due chiacchiere. Tutti portano le mascherine, c’è attenzione e cautela, ma finalmente si rivede gente anche in giorni ‘normali’, senza una particolare occasione”.

“Non sarà mai come prima del terremoto, ma va sempre meglio e io sono un’ottimista di natura: anche in famiglia la sera, chiuso il negozio ci fermiamo in centro per bere o mangiare qualcosa. Lo scorso fine settimana è stato un vero ‘raffiato’, ci sentivamo il cuore leggero come non accadeva da tempo. Speriamo davvero di essere in uscita da questo tunnel in cui siamo entrati a causa del Covid“.

Peppe Colaneri e la sua “La Luna store” tornano sul Corso Stretto

Manteniamo alta l’attenzione: così invece di fare passi indietro, possiamo solo andare avanti e ricominciare a vivere davvero”, conclude.

Un’altra ottimista per natura, che ha fatto del sorriso la sua arma vincente, è Sabrina Castri, titolare del negozio di calzature per bambini “Tipo e Tipa”. Sabrina è la figlia di Tony, storico coiffeur per signore che aprì negli anni ’60 uno dei primi negozi di parrucchieria in centro, alla Galleria Irti.

l'aquila sabrina castri l

Sabrina aveva la sua attività su Via Strinella. In autunno, proprio durante l’emergenza, la decisione di trasferirsi a Piazza Regina Margherita.

È stata una scelta coraggiosa, ma adesso sono felice.  Dopo mesi di isolamento e silenzio finalmente si vede in centro tanta bella gente. Sembra essere tornati indietro nel tempo, soprattutto lo scorso fine settimana. Abbiamo respirato un’aria diversa, L’Aquila aveva di nuovo quella vitalità che non si percepiva da anni, davvero da prima del terremoto”.

“Il contesto poi è meraviglioso: siamo circondati da palazzi stupendi, riportati davvero a nuova vita. Speriamo davvero che questi scampoli di spensieratezza siano solo il primo passo verso una normalità che cerchiamo di acciuffare da 12 anni”.

“Noi commercianti aquilani non patiamo solo gli effetti economici della pandemia: sono 12 anni che combattiamo per la quotidianità“.