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Vaccini Covid Abruzzo: in testa alla corsa per l’immunità, ma indietro sugli anziani

Abruzzo, a questi ritmi potrebbe essere tra le prime regioni a raggiungere l'immunità al 70%. La Regione, però, è ancora sotto la media italiana di Over 80 e 70

L’Abruzzo corre verso l’obiettivo immunità al 70%. Quando sarà possibile raggiungerla? A questi ritmi entro la fine di agosto 2021. La regione è sopra la media nazionale per numero di dosi somministrate: ma è indietro con over 80 e over 70. Vediamo perché.

vaccini immunità abruzzo persio

Abruzzo e immunità, abbiamo analizzato la situazione e l’andamento della campagna vaccinale in regione, con il contributo dell’esperto Riccardo Persio, dottorando di ricerca all’Università Kore di Enna. Nel grafico 1, i conti sono stati fatti sulla base della media delle somministrazioni, effettuate nelle regioni, nel corso della settimana che va da lunedì 3 a domenica 9 maggio. Johnson & Johnson (unico vaccino monodose) è stato considerato come se fossero state somministrate due dosi di un vaccino normale (quindi a due dosi).

“I calcoli vengono eseguiti ipotizzando che tutte le Regioni italiane mantengano la stessa media settimanale di vaccinazioni registrata dal 3 al 9 maggio“, ci spiega l’esperto aquilano Riccardo Persio. “Un ritmo che, in Abruzzo, si attesta, al momento, sulle 11500 dosi giornaliere somministrate. Mantenendo questo numero di dosi eseguite, la regione finirebbe di vaccinare il 70% della popolazione (la soglia considerata necessaria dall’UE ndr) il 30 agosto 2021. Esattamente una settimana dopo la Puglia, al primo posto in questo grafico realizzato per Il Capoluogo da Riccardo Persio.

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Una data in cui non si arriverebbe ancora alla fascia dei 25enni, “che non rientrano nel 70% previsto per raggiungere l’immunità“.  Logico che, comunque, la campagna vaccinale in Italia terminerà quando anche l’ultima regione avrà raggiunto l’immunità al 70%. Regione che – stando sempre a queste stime, calcolate sui ritmi della settimana appena trascorsa – potrebbe essere la Sicilia. Per le tempistiche, si ipotizza di terminare la campagna a livello nazionale per gli inizi di novembre.

L’Abruzzo corre, quindi, nonostante le problematiche registrate inizialmente con la minore quantità di dosi ricevute rispetto ad altre regioni, lo stop momentaneo subito da Astrazeneca e i recenti ritardi negli arrivi di Moderna, con la Asl1 dell’Aquila costretta a rimandare numerosi richiami.

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L’Abruzzo, quindi, avanti con il piano vaccini, potrebbe essere avvantaggiata con ulteriori riaperture, che arriverebbero prima rispetto ad altri territori: sembrerebbe questa, al momento, l’intenzione del Governo.

Ad oggi, che previsione è possibile fare?

Non mi aspetto un grosso miglioramento nell’andamento della campagna vaccinale regionale, poiché l’Abruzzo – considerando la conformazione del suo territorio – ha molte persone da vaccinare a domicilio e, inevitabilmente, i tempi richiesti non possono essere gli stessi di quelli delle vaccinazioni nelle sedi predisposte. Nella provincia dell’Aquila, infatti, il 90% dei Comuni ha meno di 5mila abitanti ed è situato in territorio montano. Inoltre ci sono Regioni che hanno un numero rilevante di dosi di Astrazeneca avanzate, situazione che non caratterizza l’Abruzzo, dove le dosi disponibili serviranno anche per i richiami. Quindi regioni come Basilicata, Sicilia e Calabria – con Astrazeneca ancora nei frigoriferi – presentano al momento un margine di accelerazione maggiore rispetto all’Abruzzo“.

Proprio nella giornata di ieri, tuttavia, sul fronte Astrazeneca è arrivata una buona notizia, annunciata dall’Assessore alla Sanità Nicoletta Verì. Nella disponibilità della Regione arriveranno 35mila dosi aggiuntive di Astrazeneca, poiché

“viste le attuali giacenze presenti nelle nostre farmacie, potevamo avere difficoltà nel garantire le seconde dosi per il personale scolastico docente e non docente e per le forze dell’ordine. Questo perché nella nostra regione le rinunce a questa tipologia di vaccino (di cui vi avevamo parlato qui) sono state molto limitate rispetto ad altre aree del Paese e sono stati tantissimi gli over 60 e 70 che hanno ricevuto la prima somministrazione di AstraZeneca in queste settimane”.

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Orientativamente, la data per l’immunità stimata per la nostra regione potrebbe anche arrivare prima, in realtà. “Prendendo in considerazione le prossime forniture vaccinali in programma, tra la prima e la seconda settimana d’agosto potremmo già raggiungere la quota del 70% delle vaccinazioni”. 

Andiamo a vedere, però, come sta vaccinando la Regione. Di seguito l’elaborazione a cura dell’esperto Persio.

vaccini abruzzo età media grafico 2 persio

Sull’asse orizzontale viene presa in considerazione la stima dell’età media delle persone vaccinate finora, mentre sull’asse verticale l’età media della popolazione residente per ogni singola regione.

L’Abruzzo è la terza Regione più vecchia d’Italia per età media, la prima è la Liguria. L’età media italiana è di 46,5 anni (indicata dalla linea rossa in verticale ndr): in Abruzzo l’età media è pari a 47,5“. 

Fatta questa premessa, leggiamo il grafico. “Abbiamo quattro quadranti, le regioni più a destra sono quelle che hanno vaccinato maggiormente le fasce anziane, se una regione è posizionata a sinistra l’età media dei vaccinati sarà, al contrario, minore”, ci spiega Persio. “Stesso discorso per l’età media, le regioni più in alto hanno un’età media della popolazione maggiore, quelle più in basso presentano una popolazione più giovane”.

L’Abruzzo, terza a livello nazionale per età media, dovrebbe avere – allo stesso tempo – la terza età media per vaccinazioni effettuate. Ma non è così, anzi. La Liguria è, non casualmente, la Regione che ha la più elevata età media dei vaccinati, poi c’è la Toscana, a seguire le Marche e così via, come si può vedere nell’elaborazione grafica. Le Regioni nel quadrante in alto a destra sono hanno sia un’età media della popolazione superiore alla media italiana, ma hanno anche un’età media nelle vaccinazioni effettuate elevata: più precisamente sono in linea con le priorità stabilite per fasce d’età dalle direttive nazionali”. 

“Le regioni che, invece, sono in basso a destra – Veneto, Emilia Romagna e Lazio – sono quelle che hanno la performance migliore. Ciò vuol dire che, nonostante abbiano un’età media inferiore alla media nazionale, sono avanti con la vaccinazione delle fasce anziane. Infatti l’età media dei vaccinati, in queste tre regioni, è superiore alla media nazionale: stanno utilizzando le dosi a loro disposizione in conformità alle linee guida nazionali. Cosa che, di certo, non possiamo dire per l’Abruzzo, che infatti si colloca in alto a sinistra, ma che avrebbe avuto la possibilità di usare queste dosi molto meglio, avendo una popolazione più anziana e avendo ricevuto dosi in misura maggiore proprio a fronte di un maggior numero di over 80 e over 70“. 

Over 80 e over 70 per i quali l’Abruzzo risulta essere di 5-6 punti percentuali indietro rispetto alla media nazionale delle somministrazioni effettuate.

“Le spiegazioni a questi dati potrebbero essere due. La prima è che, probabilmente, molti soggetti fragili e over 80 impossibilitati a muoversi non sono stati vaccinati, quindi parte delle dosi usate dalla regione sono state destinate ad altri; la seconda spiegazione – che non esclude la prima – è che quando si è verificato il surplus di dosi Astrazeneca da utilizzare, queste sono andate a molte persone fuori lista che si sono proposte di ricevere le dosi avanzate.

Proprio ad incrementare le vaccinazioni – includendo tutti quei soggetti fragili o anziani residenti nelle aree interne della provincia aquilana – serviranno i team mobili attivi sul territorio. Nella sua visita in Abruzzo il Generale Figliuolo, Commissario all’Emergenza Covid, ha annunciato il raddoppio dei team mobili gestiti dall’Esercito.

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