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Roberto Grillo, L’Aquila è una città razzista?

Omar, vittima dell'ennesima aggressione razzista a Milano. Roberto Grillo: "Omar, compagno di mia figlia e futuro papà: vorrei portarlo a L'Aquila, perché non è una città razzista"

L’Aquila è una città razzista? No. La riflessione del giorno è a firma di Roberto Grillo, noto fotografo professionista aquilano, che affida ai social un evento che lo ha tocca personalmente.

Roberto Grillo scrive di un’aggressione avvenuta a Milano: ad avere subito l’ennesimo episodio di violenza è il compagno di sua figlia, Omar. Un ragazzo africano che vive in Italia da tempo e che lavora in un supermercato Carrefour.

“L’AQUILA È UNA CITTÀ RAZZISTA…???
Omar è un ragazzo africano.
Omar è il compagno di mia figlia e il padre della mia futura nipotina.
Omar è una persona alla quale sono molto legato.
Omar lavora a Milano in un supermercato Carrefour come addetto alla sicurezza e accoglienza clienti.
Ieri sera, al lavoro, è stato aggredito verbalmente e non solo: “…sei uno sporco negro di merda…!!!”.
Voglio portare Omar a L’Aquila, farlo vivere qui con la sua futura famiglia, ma prima dobbiamo trovargli un lavoro.
L’Aquila non è una Città razzista.
Almeno lo spero…”

Una riflessione accompagnata da una fotografia dolcissima: due mani che sfiorano un pancione. Due mani simbolo di un amore possibile, da parte di chi non contempla forma alcuna di razzismo e ha fatto della diversità la sua ricchezza di vita.

roberto grillo omar

Non solo la foto, però, accompagna le parole scelte da Roberto Grillo per raccontare l’accaduto.

C’è, infatti, anche un desiderio, quello di portare Omar a L’Aquila,perché, nonostante le contraddizioni di questa città – ci spiega Grillo, contattato dalla redazione – credo di poter dire che L’Aquila non sia una città razzista. Una domanda, questa, che tuttavia mi sono posto per diversi anni“.

“Vorrei che Omar non facesse più parte di un ambiente in cui, nel suo lavoro, ogni due settimane viene aggredito con epiteti razzisti. Una costante per tanti ragazzi che lavorano, proprio come lui. Ieri un nuovo spiacevole episodio, in cui si è andati oltre le offese verbali”. L’Aquila, allora, potrebbe essere la nuova casa di Omar e della sua famiglia: la sua compagna e la loro futura bambina. “Come padre, credo e spero che la nostra sia una città accogliente e rispettosa e mi auguro che l’aver condiviso questo episodio sui social possa portare a una riflessione comune e condivisa, sui valori dell’ospitalità e della ricchezza culturale. Non dimentichiamoci che a L’Aquila è sepolto Celestino V, che della tolleranza ne ha fatto storicamente un messaggio universale”.