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Tecnologia e nuovi social

Discord, la community della generazione Z: i ragazzi senza muretto

Discord, server e community per offrire ai giovani spazi e amici virtuali di condivisione. Ore e ore sull'app nel lockdown e i genitori in difficoltà

Discord, la chat dei gamers, la nuova community della generazione Z. Videogiochi, passioni comuni, chat a partita in corso, videochiamate di gruppo: l’app da oltre 100 milioni di utenti attivi al mese che ha azzerato le distanze al tempo della Dad e ha assicurato la socialità dei giovani, incollati ai display di pc, smartphone e tablet per ore e ore, complici i lockdown.

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Abbiamo intervistato molti ragazzi aquilani, appassionati di questa nuova vita comune, che ci hanno raccontato di questi nuovi “amici”, come se fossero ragazzi con cui condividono la loro quotidianità. In effetti guardano film e serie insieme, parlano in gruppo in video chiamate (proprio come noi facevamo sul muretto di quartiere!) e si danno veri e propri appuntamentiQuesti ragazzi si incontrano virtualmente pur essendo residenti in diverse città d’Italia.

“Che tu faccia parte di un club scolastico, gruppo di gamer, comunità artistica mondiale o semplicemente di un piccolo gruppo di amici che vuole passare il tempo assieme, Discord rende più facile chiacchierare ogni giorno e ritrovarsi più spesso”.

Ti accoglie così Discord, invitandoti sul sito ufficiale a scaricare l’app. Ma di cosa si tratta?

discord

Discord è un “servizio di comunicazione vocale, video e testuale usato da oltre 100 milioni di persone per passare il tempo e chiacchierare, con i propri amici e la propria community. Usato, ad esempio, dai tanti amanti del mondo giapponese di Anime e Manga, che sulla piattaforma – nella loro Community – possono incontrare virtualmente tanti compagni di passioni, chiacchierare in chat, condividere contenuti o parlarsi e vedersi attraverso videochiamate.

Un passatempo che catalizza, nel tempo, l’attenzione dei ragazzi, i quali – soprattutto nell’epoca della pandemia e delle relative restrizioni – sembrano quasi essersi adattati alla nuova vita. Sembra, infatti, che abbiano come sostituito alle ‘vietate’ relazioni sociali con i propri amici, quelle virtuali: con nuovi amici di hobby e passioni, che possono essere collegati da tutto il mondo.

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La risposta della generazione Z – successiva a quella dei Millennials – alla distanza fisica imposta dalla pandemia. I giovani sono rimasti per mesi lontani, in primis, dalle loro amicizie, ma non si sono persi d’animo cambiando pelle.

Discord racchiude, oggi, tanti giovani alle prese con la sopravvivenza sociale. Una sopravvivenza divenuta, anche causa Covid, sempre più social.

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Discord, diventare amici su una Community

Nelle lunghissime giornate del Covid – costretti in casa, con la scuola spesso chiusa e una Dad con molti momenti liberi tra una lezione e l’altra – Discord ha visto aumentare, in maniera rilevante, le ore d’attività spese sulla piattaforma da parte dei giovani. Con le conseguenti preoccupazioni dei genitori, che capiscono con grande difficoltà questa nuova forma di ‘relazioni umane’.

All’interno dell’app i ragazzi possono selezionare ciascuno il proprio ambito d’interesse. Così gli utenti accomunati da una stessa passione finiscono per vivere una stessa stanza, conoscendosiattraverso l’app e le sue molteplici funzionalità. Per i numerosi amanti di Anime e Manga, ad esempio, conoscersi significa condividere anche ricette culinarie. Accade spesso che i ragazzi decidano di prepararsi piatti giapponesi, condividendo preparazione e ricetta su Discord. Film, telefilm e cartoni, ovviamente, anch’essi all’insegna della condivisione. Si attende con ansia una nuova puntata per poter guardala insieme, sempre virtualmente parlando.

“Io ho scoperto Discord un anno fa, cercando su Google alcuni contenuti di Anime. Facendo questa ricerca ho trovato dei gruppi: vere e proprie community di condivisione contenuti. Basta scaricare l’app sul proprio telefono o computer e cercare il server dedicato alla propria passione. Io, da allora, mi sono unito alla Community di Anime”.

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A parlare è Andrea, 14enne dell’Aquila e utente di Discord.

“Ora uso Discord tutti i giorni. C’è un salotto generale con delle regole da rispettare e ogni Community racchiude gli appassionati di un genere specifico. In base alla singola Community possono esserci anche migliaia di iscritti, che passano il proprio tempo online creando discussioni su varie tematiche, sulle proprie passioni e sull’attualità. Io ho proposto l’iscrizione anche a un mio amico che si è subito trovato bene”.

Da Como, Agrigento, L’Aquila… i ragazzi sono collegati da qualsiasi posto, in qualsiasi momento. Non c’è distanza che tenga, neanche ai tempi del Covid: che pare, anzi, avere accentuato il tempo trascorso su Discord dai giovani utenti.

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Discord, le Community sono sicure?

Discord è nato nel 2015 come un modo per i giocatori di videogiochi di comunicare tra loro e sviluppare una loro comunità, al di fuori dei giochi stessi. Da allora, è praticamente diventato un social network completo che funziona sulla base di server. Questi sono impostati con particolare attenzione, cercando di invitare le persone a riunirsi, discutere e scambiare contenuti di vario genere.

Gli utenti possono essere invitati ai server o trovare collegamenti online per accedervi. La persona che ha impostato il server di solito stabilisce alcune regole di base su chi è e il livello atteso di cortesia ed etichetta.

Secondo i termini e le condizioni di Discord, ci si può iscrivere se sono stati compiuti 13 anni, ma su Apple Store compare la dicitura +12. Tuttavia la verifica dell’età nel giugno 2020 è stata implementata. L’app ha l’avviso ‘arancione’ di Parental Guidance, che indica come sia consigliata la guida dei propri genitori nell’utilizzo dell’app.

I server sono impostati e costruiti sugli gli interessi dei più giovani, ma non è escluso che possano iscriversi alle Community anche persone adulte: per questo si suggerisce di utilizzarlo con cautela. La maggior parte delle conversazioni è privata e consente il monitoraggio di video e posizione in diretta.

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