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Cocullo, primo maggio senza Festa dei Serpari: è il secondo anno consecutivo

La Festa dei Serpari, che si svolge il primo maggio in onore di San Domenico Abate, non si terrà nemmeno quest’anno a causa delle restrizioni dovute al Covid.

COCULLO – La Festa dei Serpari, che si svolge il primo maggio in onore di San Domenico Abate, non si terrà nemmeno quest’anno a
causa delle restrizioni dovute al Covid.

A Cocullo la celebrazione in onore di San Domenico Abate non ci sarà nemmeno nel 2021. “Fino all’ultimo” affermano in una lettera il sindaco Sandro Chiocchio, il parroco della chiesa Don Daniele Formisani e il presidente della Pro Loco Mario Dante Marchione “avevamo sperato che almeno quest’anno ci fossero le condizioni minime di sicurezza per poter festeggiare”.

Restano per questo motivo le celebrazioni liturgiche in chiesa che, come previsto dalle norme, possono svolgersi sempre nel rispetto delle misure anti contagio.

“Dobbiamo rinunciare al Rito dei serpari, patrimonio identitario che va ben oltre i confini territoriali e che racchiude quei valori nobili che ci auguriamo possano essere sempre più centrali nella nuova normalità che ci accingiamo a vivere nel dopo pandemia” .

cocullo festa dei serpari

Festa dei Serpari, di cosa si tratta e da dove viene

La Festa dei Serpari, che si tiene ogni primo maggio di ogni anno, ha una tradizione antichissima. San Domenico, monaco dell’XI secolo originario di Foligno, durante la sua permanenza in Abruzzo andò a sostituire il rito della Dea Angizia, divinità adorata dal popolo dei Marsi e addirittura secondo alcuni studiosi sorella di Medusa.

Angizia era adorata per i suoi poteri curativi contro il veleno dei serpenti: da qui, appunto, deriverebbe il collegamento con San Domenico, che proprio a Cocullo lasciò un dente che fu associato al dente avvelenatore tipico dei serpenti.

In questa giornata i serpari girano per le vie del paese con alcuni serpenti, che hanno catturato agli inizi della primavera e che hanno tenuto in scatole di legno per diversi giorni. Questi animali , ovviamente non velenosi, possono essere anche presi in mano dai passanti. Allo stesso tempo alcuni tirano con i denti una cordicella, proprio in memoria del dente di San Domenico e come atto simbolico che, secondo la tradizione, porta fortuna e buona salute.

Dopo questo rito, si crea una fila per poter prendere un po’ di terra da custodire in casa, come protezione dalle cattive influenze. Alla fine delle celebrazioni la statua del Santo viene posta fuori dalla chiesa e ricoperta di serpenti.