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Matrimoni e cerimonie: il settore scalpita per ripartire

Matrimoni e cerimonie: c'è tanta voglia di ripartire e di normalità. Dopo lo stop causato dalla pandemia e un buco da miliardi di euro, gli esperti del settore guardano al futuro con velato ottimismo.

Il settore dei matrimoni sta vivendo un periodo nero: tutto il comparto, che muove un indotto da miliardi di euro, è stato una delle “vittime” della crisi conseguente all’emergenza Coronavirus.

Il settore matrimoni e cerimonie in genere è in crisi da oltre un anno: da inizio pandemia con feste e banchetti bloccati sono andati in fumo miliardi di euro.

Una crisi che non ha risparmiato nessuno: fotografi, ristoratori, stiliste, fiorai, wedding planner che non lavorano da mesi con perdite che si aggirano ad oggi intorno ai 60 miliardi di euro.

matrimoni ocre

Adesso però c’è tanta voglia di ripartire, anche con ottimismo. È il caso ad esempio di Gianluca Sordini, imprenditore aquilano “eremita” nel settore cerimonie. Gestisce da 16 anni, insieme al socio e chef stellato Marcello Spadone, il Monastero Fortezza Santo Spirito di Ocre.

Il monastero è un luogo molto suggestivo, scelto da tantissime coppie anche da fuori regione e dall’estero come location per il giorno del “sì, lo voglio”.

Gianluca Sordini, sentito dal Capoluogo, ha portato una ventata di ottimismo e positività, quella che non fa male. Lui è pronto per ripartire perchè “questi matrimoni s’hanno da fare”, citando Manzoni.

“Il momento non è dei migliori, ci sono state tante difficoltà, ma abbiamo voglia di andare avanti. Aspettiamo e vediamo cosa accadrà a metà maggio, perchè sicuramente cambierà qualcosa”, dice Sordini sentito dal Capoluogo.

“La nostra è un’azienda consolidata, non ci sono solo i matrimoni, anche tantissime altre tipologie di eventi. Le cerimonie sono saltate, ma la scorsa estate in cui il mondo sembra aver riscoperto l’Abruzzo, abbiamo lavorato molto bene con l’accoglienza. Il monastero è un luogo magico e chi viene si innamora”.

matrimoni ocre

Accoglienza sì, cerimonie no: qui viene proprio il problema e il paradosso che lascia Sordini un po’ perplesso.

“Non riusciamo a capire perchè se vai a mangiare con la tuta allora al ristorante, all’aperto, ci puoi andare. Se ti vesti da sposo diventi una specie di ‘untore’. Ci sono dei protocolli da seguire, delle linee guida: con un po’ attenzione si può tornare a lavorare in serenità e senza problemi“.

“Il settore è stato messo in ginocchio, sappiamo che ci sono proteste corali, anche a livello nazionale, stavano pensando addirittura a una class action. Le perdite in un anno e mezzo di stop ai matrimoni sono diventate incalcolabili“.

Solo noi registriamo un calo di fatturato nel 2020 di circa 300 mila euro che corrisponde al 92 per cento. Se avessimo fatto solo ricevimenti oggi saremmo rovinati. Siamo un’azienda sana solida, insieme con le nostre famiglie ancora riusciamo a tamponare, ci sono colleghi disperati però in seria difficoltà”.

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Sordini però vuole essere ottimista, come sempre. “Il settore wedding è una molla che se la carichi e la fai partire poi non la fermi. C’è tanta voglia di tornare alla normalità, di festeggiare, di fare quello che si faceva prima. Abbiamo ricevuto tante prenotazioni sia per questa estate che per il prossimo anno: siamo sicuri che con tutte le cautele a breve sarà tutta una festa”.

Per ripartire con le cerimonie si stanno stilando delle linee guida. Secondo quanto trapelato e riferito da Sordini, Assoeventi ha pensato, tra le varie soluzioni, a una sorta di “via libera” per vaccinati e guariti dal Covid, per gli altri invitati ad un evento che sia matrimonio o battesimo, un tampone da fare 48 ore prima dell’evento.

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“Poi ci sono tutti i dispositivi di sicurezza, dopo un anno e mezzo ormai li conosciamo tutti, e sappiamo come vanno usati. In ogni caso, i contagi si stanno abbassando, andiamo incontro all’estate e con la campagna vaccini che sta marciando, speriamo davvero di uscire presto dal tunnel”.

“Non ci sono solo i matrimoni, sta arrivando l’estate e dai segnali che percepisco anche nel 2021 l’Abruzzo è una meta molto ambita. Organizziamoci come si deve, in modo da poter fare una grande accoglienza, sicura e senza disservizi”.

Ottimista e pronto con la sua macchina fotografica in mano, anche Andrea Calvano, fotografo professionista di Sulmona, tra i più richiesti per il giorno del grande sì anche all’estero.

C’è movimento, tutti hanno voglia di pensare a cose liete e i matrimoni sono una di queste”, spiega Calvano al Capoluogo.

“Dalla conferenza Stato Regioni sono uscite le prime direttive: un evento si può fare con delle attenzioni e un protocollo da gestire. In ogni caso sono convinto che il ‘vecchio’ matrimonio da 250 persone per il momento non sarà possibile. Per il settore ci sarà un cambio epocale”.

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Anche una cerimonia più intima per Andrea non è un dramma. “Vorrà dire che recuperiamo anche in questo settore il suo simbolismo più intimo. Ci si sposa non tanto per la festa, ma perchè si ha il desiderio di farlo. Saranno festeggiamenti più intimi, matrimoni meno chiassosi, ma ricchi di sentimento. Io sono pronto per immortalare tutto ciò, anche perchè ci sono tante richieste e io ammiro moltissimo le coppie che vogliono comunque convolare, nonostante il momento”.

monastero  ocre panorama

Andrea è un “inguaribile positivo”, non si è mai fermato, anche senza le sue amate cerimonie. 

“La professione del fotografo è molto versatile, ti consente di cambiare abito e pelle a seconda delle esigenze. Non potevamo celebrare i matrimoni? Pazienza, mi sono spostato sul settore del momento, quello legato ai delivery, al food, agli e-commerce”.

La fotografia può abbracciare svariati campi, non soltanto matrimoni e feste. Era tutto fermo: che dovevo fare? Aspettare e tirarmi indietro? Giammai! Vediamo che succede… Per questa estate ho delle prenotazioni, mi dispiace un po’ che le coppie straniere adesso abbiano molta paura”.

monastero ocre

“Proprio in questi giorni ho avuto la disdetta da una coppia inglese che doveva sposarsi qui da noi. Lì stanno avanti con i vaccini, qui ancora no. Dobbiamo solo aspettare un altro po’ e avere pazienza!”.

Le foto allegate all’articolo sono di Andrea Calvano