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L’Aquila, cassiera insultata: aveva solo chiesto a un cliente di indossare la mascherina

L'AQUILA - La "guerra invisibile" nei supermercati al tempo del Covid 19: cassiera pesantemente insultata solo per aver chiesto a un cliente di indossare la mascherina.

L’AQUILA – La “guerra invisibile” nei supermercati al tempo del Covid 19: cassiera pesantemente insultata solo per aver chiesto a un cliente di indossare la mascherina.

Una scena che purtroppo si ripete spesso all’interno dei supermercati: arriva il cliente alla cassa e magari ha la mascherina beatamente appoggiata sul mento, lasciando scoperti naso e bocca, o proprio non la indossa, e la cassiera chiede gentilmente di indossarla. Basta questo per scatenare la furia contro la stessa cassiera, che si ritrova insultata e minacciata, quando non si arriva alla vera e propria aggressione fisica. Succede anche a L’Aquila, dove nei giorni scorsi una cassiera di uno dei supermercati Conad della città, ha subito pesanti insulti e minacce. Sulla vicenda è scatta una denuncia.

A raccontarlo è Marcello Vivarelli, segretario di categoria terziario della Confsal dell’Aquila, che punta l’attenzione anche sulla questione vaccini: “Parliamo di una categoria che né Governo centrale, né regionale hanno riconosciuto come categoria a rischio in questa emergenza Covid. Una categoria di cui fa parte anche gente con patologie importanti. Eppure, nonostante questo, di vaccini non c’è neanche l’ombra”.

Ma Vivarelli punta anche il dito sul lavoro nella grande distribuzione: “Tutto ciò è possibile perché ormai le grandi aziende si siedono soltanto con le grandi sigle sindacali, che però non risolvono né problemi di questa natura, né quelli che riguardano ad esempio la logistica e la turnistica. In uno degli ultimi verbali firmato da Cgil e Cisal si discute di tutto, ma non dei problemi dei lavoratori. La grande distribuzione da tempo approfitta della ‘debolezza’ dei dipendenti ed ecco che, ad esempio, i riposi vengono dati utilizzando i giorni festivi. Nel silenzio dei ‘grossi’ sindacati, insomma, la grande distribuzione continua a fare scempio dei diritti dei lavoratori persino in un momento drammatico come quello che viviamo”.