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Ricordando il 25 aprile tra storia , attualità e solidarietà

Il 25 aprile del 1945 da quella lontana primavera ai giorni nostri.

Il 25 aprile del 1945, in quella lontana primavera, l’Europa vide la sconfitta del nazifascismo e dei suoi seguaci con il proprio carico di odio, sopraffazione, violenza.

La Festa del 25 aprile è conosciuta anche come anniversario della Resistenza; una ricorrenza dedicata anche al valore dei partigiani di ogni fronte che, a partire dal 1943, contribuirono, pagando un alto tributo di sangue, alla liberazione dell’Italia. Una pagina della nostra storia da non dimenticare per un futuro condiviso da tutti di pace, di progresso e di libertà. La tanto disumana quanto famigerata idea di potenza, di superiorità di razza,la mancanza di concordia, studiata a tavolino, sfociata nella sopraffazione di un popolo contro l’altro, all’origine della seconda guerra mondiale, cedette il posto a quella nobile di cooperazione nella libertà, nella giustizia nella pace e, in coerenza con quella scelta, pochi anni dopo nacque la Comunità Europea.

Oggi, che quei valori sono ben presenti nella gran parte di noi, celebriamo il settantaseiesimo anniversario della Liberazione, fatidica data fondatrice della nostra esperienza democratica di cui la Repubblica è presidio con la sua Costituzione. Tutti i Comuni d’Italia oggi, recependo quanto disposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, esporranno il Tricolore e la bandiera Europea per ricordare con forza il messaggio di sacrificio di coloro che si sono battuti, con decisione e coraggio fino all’estremo tributo della vita, per tramandare alle generazioni future lo straordinario valore della libertà. Nel nostro Paese le prime formazioni partigiane si costituirono infatti dopo l’armistizio dell’8 settembre 1943, per iniziativa di antifascisti e di militari del dissolto regio esercito. Inizialmente composta da poche migliaia di uomini, la Resistenza assunse consistenza grazie alla vasta partecipazione di operai, contadini e dei giovani renitenti alla leva della Repubblica di Salò che portarono nell’esercito partigiano circa 300.000 persone. Purtroppo la pandemia del virus che, da circa un anno, ha colpito i popoli del mondo ci costringe a celebrare questa giornata in sordina al chiuso delle mura domestiche. Anche se delle manifestazioni si possono seguire on line non è la stessa cosa partecipare ad una evento in ricordo di coloro che, giovanissimi, donarono la vita per la salvezza del Paese.

Ai familiari di ciascuna delle vittime vanno i sentimenti di partecipazione al lutto da parte della nostra Comunità nazionale e miei personali. Allo stesso modo desidero esprimere gratitudine e riconoscenza a tutti gli operatori sanitari, alle forze dell’ordine, ai tantissimi volontari del mondo dell’associazionismo che con la loro preziosa opera di assistenza, sostegno e collaborazione sono in prima linea per combattere il virus.

Penso ai volontari dell’associazione di Pubblica Assistenza di Montereale presieduta da Santina Corona in collaborazione con l’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco, Massimiliano Giorgi, per aver attivato il servizio “ Pronto Spesa e Pronto Farmaco” con il preciso intento di prestare sostegno ad anziani e famiglie alle prese con i mille problemi imposti dal Covid 19. Un grande grazie va a quanti permettono il funzionamento di filiere produttive e dei servizi essenziali il cui spirito di sacrificio e di servizio fa onore alla Repubblica e rafforza i grandi sentimenti di altruismo e solidarietà. Lusingati dalla nostra convivenza, nel segno della continuità dei valori che hanno reso straordinario il nostro Paese con tenacia, spirito di sacrificio e senso di appartenenza alla Comunità nazionale. Tante furono le energie positive sprigionatesi in quei tempi bui che determinarono la rinascita e la ripresa in mano del proprio destino. Il Paese, passo dopo passo, riuscì a migliorare rendendosi giusto, moderno e profondamente generoso: valori che lo resero degno di considerazione e rispetto nel contesto internazionale ove vennero chiaramente alla luce tutti quegli antidoti pronti a combattere il rigenerarsi di quei germi di follia e di odio di cui si era nutrito. Le risorse e le energie positive che seppero sprigionarsi in quel momento portarono alla rinascita. Il popolo italiano riprese in mano il proprio destino. La ricostruzione cambiò il volto del nostro Paese e lo rese moderno, più giusto, conquistando rispetto e considerazione nel contesto internazionale, dotandosi di antidoti contro il rigenerarsi di quei germi di odio e follia che avevano nutrito la scellerata avventura nazifascista. Fortunatamente quella pazzia della mente umana oggi è stata definitivamente sconfitta dalla storia e non dovrà mai più risorgere. Doveroso ricordare, affinchè non si arrivi al sonno della ragione, che la brutale ferocia nazi-fascista non si fermò neanche di fronte a donne, vecchi e bambini. Innocenti e inermi.

L’azione della Resistenza fu coordinata dai famosi CLN (Comitati di Liberazione Nazionali) il primo dei quali si costituì a Roma il 9 settembre 1943 mentre il Re e Badoglio fuggivano. Nei CLN erano rappresentati i partiti sorti e ricostituitisi durante il 1943. Le formazioni partigiane si distinsero successivamente per orientamento politico: vi erano le brigate Matteotti (socialiste), Garibaldi (comuniste) e Giustizia e libertà (del partito d’azione). Grazie all’attività di questi gruppi a cui si affiancò la partecipazione diretta della popolazione civile, molte zone furono liberate dai partigiani prima dell’arrivo degli alleati.

Programma a L’Aquila

All’Aquila il programma delle celebrazioni predisposto è necessariamente ridotto e contingentato, quanto al numero e alle presenze, per via delle misure di contenimento del contagio da coronavirus covid 19 che impone il divieto di assembramento. Alle 9.30 il prefetto Cinzia Torraco, alla presenza delle autorità comunali e dei rappresentanti delle associazioni combattentistiche e partigiane, depositerà una corona al Monumento dei Caduti della Villa comunale. Alle 10.30, alla presenza delle autorità civili e del comandante del Nono Reggimento Alpini, colonnello Gianmarco Laurencig, verrà deposta una corona di fiori al monumento ai Nove Martiri Aquilani all’interno della caserma Pasquali-Campomizzi, dove i giovani furono trucidati dai nazifascisti, e inizialmente sepolti il 23 settembre 1943.

Ad Onna

Alle 11 è prevista un’altra deposizione di corona al monumento ai Martiri davanti la Villa comunale di Onna. Quest’anno, nel settantaseiesimo anniversario della Liberazione, abbiamo bisogno più che mai di celebrare la nostra libertà. In un momento in cui siamo costretti all’isolamento forzato per combattere un nemico invisibile, in cui la distanza sociale ci rende più soli, possiamo e dobbiamo stringerci e sostenerci. Vogliamo riconoscerci gli uni negli altri, tornare a guardare al futuro con fiducia, speranza e coraggio, e soprattutto ricordarci che una volta passata questa bufera saremo chiamati a ricostruire un mondo più giusto, più equo, più solidale, più sostenibile. Per tutti. Dobbiamo rimanere uniti e coesi intorno al tricolore simbolo di civiltà giustizia ed unità nazionale. In questo contesto doveroso ricordare il grande e primario ruolo svolto dalle donne nella Resistenza con il coraggioso impegno svolto, in prima linea, dalle staffette partigiane che, sfidando il fuoco nemico, portavano documenti e informazioni alle unità combattenti. Si dedicavano inoltre alla cura e al ricovero dei feriti, svolgevano perlustrazioni e rifornivano i partigiani di armi, vestiti e viveri.