Quantcast

Antonio Sabatino, in Polonia su un carro bestiame: “Rubavo zucchero per i compagni”

25 Aprile - Da Castelguidone alla prigionia in Polonia: la storia di Antonio Sabatino, il reduce abruzzese che ama la musica.

Da Castelguidone alla prigionia in Polonia: la storia di Antonio Sabatino, il reduce abruzzese che ama la musica.

Ha compiuto 100 anni pochi giorni fa Antonio Sabatino, reduce abruzzese finito in un campo di prigionia in Polonia al termine della Seconda Guerra Mondiale. Pochi giorni prima del compleanno, il reduce di guerra ha ricevuto anche il vaccino anti Covid 19, dopo l’interessamento diretto del generale Figliuolo. Un “caso mediatico” salito alla ribalta nazionale dopo l’appello lanciato dalla stampa locale e immediatamente raccolto dal commissario per l’emergenza Covid 19, il generale Figliuolo, naturalmente sensibile alla questione, che ha mandato direttamente i militari a vaccinare il reduce.

Clarinettista provetto, nell’intervista al giornalista Giuseppe Ritucci di Zonalocale, ripercorre con estrema lucidità il periodo della guerra: “Nel 1938 suonavo con le grandi bande e mi trovavo in Puglia quando Mussolini dichiarò guerra a Francia e Inghilterra. La banda si sciolse e tornai a Castelguidone; dovevo partire militare e quindi feci domanda nella Grande banda del Corpo d’Armata di Trieste“. Qui Antonio continuò a seguire la sua passione per la musica, almeno fino a quando, durante la ritirata tedesca, fu preso dai soldati, mentre si trovava a Bolzano: “Vennero i tedeschi e ci portarono a Trieste nei carri bestiame e da lì in Polonia”. Fu destinato a lavorare in un zuccherificio: “Passavo tre controlli, ma avevo capito dove i militari non mi perquisivano, così ogni sera ribavo 1 chilo di zucchero per i miei compagni di prigionia. In quel periodo mangiavamo pochissimo ed eravamo tutti sotto i 50 chili”.

Poi il ritiro dei tedeschi dalla Polonia e la lunga strada verso casa, passando per la Danimarca. Infine il ritorno a Castelguidone, dove Antonio si è sposato.

Sono passati molti anni da quel periodo, ma Antonio, 100 anni, non ha perso la lucidità e la voglia di vivere che lo ha spinto a “chiedere” il vaccino come “regalo di compleanno”.

antonio sabatino

(Foto e video zonalocale.it)