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Vaccini Covid 19, Biondi: l’esercito per i punti mobili nei comuni montani

Covid 19, Biondi: "Mobilitare l'esercito per attivare punti mobili di vaccinazione nei comuni montani e delle aree interne". La nota all'assessore Verì.

Covid 19, Biondi: “Mobilitare l’esercito per attivare punti mobili di vaccinazione nei comuni montani e delle aree interne”. Nota del presidente del comitato ristretto dei sindaci all’assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì.

Mobilitare l’esercito italiano per attivare punti mobili di vaccinazione nei comuni montani e delle aree interne. È la richiesta formulata dal presidente del comitato ristretto dei sindaci della provincia aquilana, Pierluigi Biondi, all’assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì.

Nei giorni scorsi, il presidente e sindaco del Comune dell’Aquila ha inviato una nota al Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, Francesco Figliuolo, e al Capo Dipartimento della Protezione civile, Fabrizio Curcio, affinché fosse promossa una campagna vaccinale “a tappeto” nei centri più piccoli del territorio, estendendola a tutti cittadini over 60, per consentire a coloro che risiedono in centri distanti dai maggior centri di somministrazione di aderire massicciamente al processo di immunizzazione da covid-19.

Nella missiva di risposta il capo gabinetto della struttura commissariale diretta dal generale Figliuolo, colonnello Gabriele Cosimo Garau, ha sottolineato come sia stato “recentemente chiesto alle Regioni di implementare il proprio modello organizzativo di distribuzione e somministrazione con l’attivazione di punti vaccinali minori che si andranno a sommare ai grandi hub, prevedendo, ove ritenuto necessario, anche l’impiego di team mobili delle Forze armate”.

“Ritengo – scrive il presidente Biondi all’assessore regionale Verì – che la Regione debba attivare l’Esercito italiano al fine di creare punti mobili a servizio delle aree interne della provincia aquilana che, ricordo, occupa la metà del territorio abruzzese con un’estensione di circa 5mila chilometri quadrati, 56 comuni al di sotto dei mille abitanti e dunque una condizione di disagio che, allo stato attuale, impedirebbe di procedere con una somministrazione capillare”.

“Credo che avere attenzione verso le comunità locali più piccole sia un dovere istituzionale in qualità di presidente del Comitato ristretto dei sindaci, morale come sindaco del Comune capoluogo di regione e in linea con il programma di governo di città-territorio” conclude il primo cittadino nella sua missiva inviata anche al presidente della Regione, Marco Marsilio, all’assessore regionale alle Aree interne, Guido Liris, al direttore del Dipartimento sanità Abruzzo, Claudio D’Amario, al responsabile per le vaccinazioni della Regione, Maurizio Brucchi, e al comandante del Cme Abruzzo, colonnello Marco Iovinelli.