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Iliad: stop alle antenne, la sentenza del Tar Abruzzo

Stop alle antenne Iliad: il Tar Abruzzo da ragione al Comune di Silvi e blocca l'installazione di 3 antenne e 3 parabole.

Stop alle antenne Iliad: con sentenza dello scorso 26 marzo il Tar Abruzzo ha rigettato il ricorso proposto dalla compagnia telefonica avverso il provvedimento con cui il Comune di Silvi aveva vietato l’installazione, in località Pianacce, di una stazione radio-base per rete di telefonia mobile.

L’oggetto del contendere riguardava l’installazione di una stazione radio base Iliad con un basamento in cemento armato sormontato da un pennone alto 18 metri, sul quale dovevano essere installate tre antenne e tre parabole.

Iliad ha citato in giudizio anche l’Arta, la Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio per le province dell’ Aquila e Teramo e il ministero dei beni culturali.

Riceviamo e pubblichiamo la nota inviata alla redazione dall’avvocato Marco Colantoni, del foro dell’Aquila che ha difeso il Comune di Silvi contro il ricorso presentato da Iliad.

“La sentenza ha particolare importanza – spiega l’avvocato Colantoni – anche perché si tratta di uno dei rari casi in Italia in cui una Amministrazione Comunale risulta vittoriosa nei confronti del colosso delle telecomunicazioni Iliad“.

“Il Tar, facendo buon governo dei principi elaborati dalla Giurisprudenza, ha negato la formazione del silenzio assenso sulla istanza avente ad oggetto l’installazione dell’antenna, sul presupposto dell’assenza di informazioni e documenti che necessariamente dovevano essere allegati all’istanza”.

“Il Tar, poi, evidenziata la rilevanza di interessi sensibili quali paesaggio, ambiente, sicurezza, pianificazione urbanistica, ancora una volta concorda con la difesa laddove evidenzia che, sebbene la legge riconosca alle reti di telecomunicazione natura di opere di urbanizzazione primaria, tuttavia allorché queste costituiscano una nuova costruzione determinando una trasformazione del territorio, dovranno rispettare le previsioni urbanistiche ed edilizie”.

“Sono comprese anche quelle eventualmente aventi ad oggetto la previsione di strumenti di pianificazione intermedia e, quindi, come nel caso del Comune di Silvi, il preventivo consenso della maggioranza dei proprietari del comparto urbanistico”. 

La foto allegata all’articolo è di repertorio