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Agenzia regionale di Protezione civile, transizione difficile: occorre chiarezza

Agenzia regionale di Protezione civile, avviata la transizione del personale. Dubbi e preoccupazioni di un passaggio in piena pandemia.

L’AQUILA – Con l’istituzione dell’Agenzia regionale di Protezione civile avviata la transizione del personale. I dubbi e le preoccupazioni di un passaggio in momento delicato di piena pandemia.

È stata approvata a dicembre 2019 dal Consiglio regionale d’Abruzzo, dopo il via libera della Giunta Marsilio, l’istituzione dell’Agenzia regionale di Protezione civile. Secondo la legge approvata a maggioranza, con l’astensione del centrosinistra e del M5S, l’Agenzia, con sede all’Aquila, viene dotata di piena autonomia organizzativa, gestionale, contabile e finanziaria. La Giunta ha poi nominato Mauro Casinghini direttore dell’Agenzia, ma la transizione dalla struttura regionale a quella autonoma preoccupa non poco i dipendenti, giungendo in una fase delicata, quella della pandemia Covid 19, nella quale ogni rallentamento o intoppo dovuti al passaggio in essere potrebbero intralciare l’operatività di un settore strategico.

Accanto all’aspetto operativo, poi, emerge la preoccupazione dei dipendenti per la poca chiarezza relativa ai passaggi principali, tant’è che gli stessi dipendenti hanno inviato alla Regione, dal presidente Marsilio al direttore dell’Agenzia, una richiesta di chiarimenti relativa sia agli aspetti finanziari che a quelli relativi al personale.

“Sembrerebbe – si legge nella nota – che l’Agenzia regionale di Protezione Civile possa contare sulle sole risorse ‘certe’ previste nella richiamata legge regionale 46/2019, ossia con risorse ordinarie regionali per il funzionamento e l’espletamento dei compiti assegnati dalla legge, che appaiono invero assai limitate rispetto alle reali esigenze ed alle aspettative operative della costituenda struttura. Tutte le altre risorse finanziarie previste dall’art. 16 sono, del resto, ‘incerte’ sia nella loro effettività sia nel loro ammontare”. D’altra parte, scrivono i lavoratori, manca “un piano economico finanziario che evidenzi il personale assegnato, l’ulteriore personale da assumere” e tutto il corredo relativo agli “spazi” dove allocare lo stesso personale, con relative spese di manutenzione o ristrutturazione.

Relativamente alla questione personale e all’autonomia economica e finanziaria, poi, si sottolinea che “il personale attualmente in forza ai servizi di protezione civile regionale non è minimamente organizzato per la gestione e programmazione economica e finanziaria, per la necessaria gestione del personale né tanto meno per la copertura di tutti i ruoli previsti per la gestione di una struttura autonoma (es. ufficio del datore di lavoro, RSSPP, ufficio del patrimonio etc.), aspetti attualmente demandati ai competenti servizi della Regione Abruzzo”.

“Permangono, del resto, – prosegue la nota – molte perplessità circa le modalità di ‘transito’ del personale titolare di contratto, dalla Regione Abruzzo alla istituenda Agenzia che, senza una previa fase di concertazione sindacale finalizzata alla tutela del lavoratore, potrebbe comportare modifiche contrattuali “in peius”, peraltro espressamente vietate, e comunque non condivisibili da parte del personale”.

Da qui la richiesta “di voler porre in essere ogni utile iniziativa tesa alla discussione delle problematiche evidenziate e che tenga in debita considerazione la tutela dei lavoratori da coinvolgere adeguatamente nel processo di trasformazione”.

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