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Matteo Salvini rinviato a giudizio per il caso Open Arms

Caso Open Arms, il leader della Lega Matteo Salvini sarà processato a Palermo.

Caso Open Arms, il leader della Lega Matteo Salvini rinviato a giudizio.

L’ex ministro dell’Interno e leader della Lega, Matteo Salvini, sarà processato a Palermo per sequestro di persona e rifiuto d’atti d’ufficio, per la vicenda della nave umanitaria Open Arms. Lo ha deciso, nell’aula bunker del carcere palermitano dell’Ucciardone, il giudice dell’udienza preliminare Lorenzo Jannelli, al termine di una camera di consiglio durata un paio d’ore e cominciata nella tarda mattinata, dopo il lungo intervento dell’avvocato Giulia Bongiorno.

matteo salvini

La senatrice, avvocato difensore di Salvini, aveva chiesto il «non luogo a procedere»: «Non lasci che le sentenze si sostituiscano alle urne», aveva detto in conclusione al gup Jannelli. Il processo sarà celebrato davanti alla seconda sezione penale del tribunale di Palermo, si comincia il 15 settembre.

«La difesa della patria è sacro dovere del cittadino – ha commentato subito dopo Matteo Salvini sui social – Articolo 52 della Costituzione. Vado a processo per questo, per avere difeso il mio Paese? Ci vado a testa alta anche a nome vostro. Prima l’Italia. Sempre».

È una decisione dal sapore politico più che giudiziario. Mi spiace per i miei figli, ma non torno a casa preoccupato“.

🔴 Rinviato a giudizio.
“La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino”. Articolo 52 della Costituzione. Vado a…

Pubblicato da Matteo Salvini su Sabato 17 aprile 2021

Matteo Salvini – Open Arms: i fatti

Il senatore del Carroccio Matteo Salvini risponde di sequestro di persona e rifiuto di atti d’ufficio per avere impedito, secondo la Procura illegittimamente, alla nave della Ong catalana Open Arms, con 147 migranti soccorsi in mare, di attraccare a Lampedusa. Per giorni i profughi rimasero davanti alle coste dell’isola.

Il processo comincerà il 15 settembre davanti ai giudici della seconda sezione penale del tribunale di Palermo. La Procura di Palermo aveva chiesto il rinvio a giudizio del senatore. In aula per l’ufficio inquirente c’erano il Procuratore Francesco Lo Voi, l’aggiunto Marzia Sabella e il pm Gery Ferrara.

Il caso Open Arms venne sbloccato dall’intervento della Procura di Agrigento che, dopo avere accertato con un ispezione a bordo le gravi condizioni di disagio fisico e psichico dei profughi trattenuti sull’imbarcazione, ne ordinò lo sbarco a Lampedusa.

La difesa di Salvini nel corso dell’arringa ha sostenuto che la decisione del senatore era stata dettata dall’esigenza di tutelare i confini nazionali e che, comunque, fosse stata presa dall’intero Governo. Inoltre, secondo l’avvocato Giulia Bongiorno, difensore del leader della Lega, alla Open Arms era stata offerta la possibilità di attraccare sia a Malta che in Spagna: la ong avrebbe rifiutato entrambe le opzioni dirigendosi verso Lampedusa.

All’udienza preliminare si sono costituite 21 parti civili: oltre a 7 migranti di cui uno minorenne, Asgi (Associazione studi giuridici immigrazione), Arci, Ciss, Legambiente, Giuristi Democratici, Cittadinanza Attiva, Open Arms, Mediterranea, AccoglieRete, Oscar Camps, comandante della nave e Ana Isabel Montes Mier, capo missione Open Arms.