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Covid 19 e aree interne, Paolo Federico: Vaccini ai residenti anche a domicilio

Aree interne, l'appello del Commissario della Comunità Montana Montagna di L'Aquila: "Molti gli anziani del circondario in difficoltà: vanno tutelati".

NAVELLI – “Aumentare le vaccinazioni recandosi a casa delle persone e dei tanti anziani che non possono farlo e risiedono lontano dai grandi centri urbani”. Il messaggio è del sindaco di Navelli e commissario della Comunità Montana Montagna di L’Aquila, Paolo Federico.

Aree interne, quell’isolamento dei centri urbani che costituisce un problema in più, soprattutto ai tempi di una pandemia e delle oggettive difficoltà di spostarsi, anche per sottoporsi al vaccino. L’appello per tutelare i residenti, soprattutto tutte quelle persone anziane impossibilitate a spostarsi.

Spiega Paolo Federico: “Ci sono tanti paesi del circondario aquilano che sono in zona rossa e per loro, anche a giudicare dall’ampia presenza di anziani soli, credo sia il caso di fare molto di più andando, appunto, a vaccinare, quanto più possibile, casa per casa”.

“Il mio”, continua Paolo Federico, “è un appello che nasce dal confronto con tanti sindaci del territorio che mi hanno autorizzato a parlare anche in loro nome, oltre che dall’ascolto di tante persone che sono preoccupate per il futuro dei proprio cari nella maggior parte dei casi rimasti nei paesi di origine. A tal proposito, come comunità di amministratori, abbiamo accolto con favore l’iniziativa del sindaco dell’Aquila e presidente del comitato ristretto ASL1 Avezzano – L’Aquila – Sulmona Pierluigi Biondi di chiedere al Gen. Francesco Paolo Figliuolo, commissario emergenza Covid-19, di effettuare le vaccinazioni a tappeto nei 56 comuni con popolazione sotto i 1000 abitanti, in considerazione delle difficoltà geomorfologiche e infrastrutturali”.

Covid 19 L’Aquila, vaccinazioni a tappeto nei centri montani e nelle aree interne

“Auspichiamo – conclude Paolo Federico – che l’appello venga ascoltato dai vertici del Governo, in quanto le condizioni delle persone che vivono nelle zone interne non siano solo uno slogan da utilizzare al bisogno, ma proprio ora si dia un segno tangibile vaccinando tutti coloro sopra i 60anni. Ricordo che i cittadini delle aree interne non sono persone di serie B, ma hanno gli stessi diritti di coloro che abitano in centri più grandi”.