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Framiva Metalli, riconfermato il fallimento

BAZZANO - Il Tribunale di Busto Arsizio dichiara per la seconda volta il fallimento della Framiva Metalli.

BAZZANO – Il Tribunale di Busto Arsizio dichiara per la seconda volta il fallimento della Framiva Metalli.

Dopo la revoca del provvedimento per la valutazione del concordato preventivo, il Tribunale di Busto Arsizio ha nuovamente dichiarato il fallimento della Framiva Metalli, che ha una sede operativa a Bazzano.

“La stessa società – ricordano Marco Cristina e Michele Calò di Fiom Cgil e Uilm Uil – fu già dichiarata fallita lo scorso 24 luglio 2020, ma la proprietà, in seguito al ricorso presentato presso la Corte di Appello di Milano, ottenne la revoca del provvedimento fallimentare e, nella sentenza, la disposizione al Tribunale di Busto Arsizio di valutare le eventuali condizioni di ammissibilità al Concordato Preventivo presentato dall’azienda qualche giorno prima della sentenza fallimentare. Il Tribunale d Busto Arsizio, dopo attenta valutazione, ha motivato e ritenuto inammissibile la domanda di Concordato presentata e, quindi, con sentenza n. 29/2021 dichiara nuovamente fallita la società Framiva Metalli srl. Si chiude la speranza, almeno a breve termine, di vedere ripartire le produzioni – seppur in modalità ridotta – e si perdono circa 60 posti di lavoro. A breve faremo il punto della situazione con il Curatore Fallimentare e, successivamente, convocheremo un’assemblea dei lavoratori per informarli adeguatamente sulle circostanze. Come FIOM CGIL e UILM UIL, anche se la situazione è molto complessa e grave, riteniamo che possa esserci ancora la speranza di vedere ripartire l’attività produttiva. Per questa possibilità, è necessario arrivare ad un veloce bando pubblico e messa all’asta dell’azienda al fine di ricercare imprenditori che manifestino interesse alla riattivazione del sito produttivo”.

A Bazzano, invece, i sindacati locali avevano annunciato che “ci è stata rappresentata la disponibilità di un’azienda, che già opera in affitto all’interno del sito e che aveva partecipato alla gara, di acquisire gli stabilimenti e reintegrare le maestranze, soluzione che potrebbe dare immediata continuità produttiva a garanzia dei salari e della dignità delle Lavoratrici e dei Lavoratori e delle loro Famiglie”.

A questo punto resta l’unica soluzione praticabile.