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Collegamento ferroviario Pescara Roma, L’Aquila vuole esserci

L'AQUILA - Consiglio comunale straordinario sul collegamento ferroviario veloce Pescara Roma. Approvato un documento per non lasciare fuori il capoluogo di Regione.

L’AQUILA – Consiglio comunale straordinario sul collegamento ferroviario veloce Pescara Roma. Approvato un documento per non lasciare fuori il capoluogo di Regione.

Con 24 voti favorevoli è stato approvato dal Consiglio comunale riunito oggi in seduta aperta e straordinaria il documento che impegna presidente del Consiglio e sindaco ad attivarsi per cercare di modificare il progetto di collegamento ferroviario veloce Pescara Roma, prevedendo anche L’Aquila all’interno della rete di collegamento. Nello stesso documento l’impegno anche a sostenere il progetto della Military Mobility Initiative, che potrebbe essere una valida alternativa per non lasciare L’Aquila fuori dalla grande partita delle infrastrutture. In pratica il Consiglio si è impegnato a sostenere un progetto di modifica, ma anche una sua alternativa.

Ad avviare la discussione, il presidente del Consiglio Roberto Tinari, che ha ricordato il progetto da 6 miliardi e mezzo per il collegamento Roma Pescara, che attualmente prevede il passaggio da Avezzano e Sulmona, un progetto “che rimarrebbe monco e penalizzante se L’Aquila non venisse considerata nel quadro progetto definitivo e finirebbe per isolare città”.

Parola quindi ai proponenti dell’odg, Lelio De Santis e Ferdinando Colantoni, con l’obiettivo di “prendere in esame il progetto di collegamento veloce Roma Pescara e mettere in campo le esigenze del territorio aquilano”. Un progetto, che come sottolineato da Colantoni, dovrebbe passare da Teramo per giungere a Sassa, in modo da “utilizzare come scalo merci l’aeroporto di Preturo”.

Per il comitato promotore, è stata Roberta Gargano a chiedere alla politica “di essere leale con i cittadini e parlare per atti, uscendo con odg che impegni i rappresentanti istituzionali a un nuovo protocollo tra Abruzzo, Lazio e Ministero: “L’Aquila non può essere esclusa dal ragionamento sul collegamento ferroviario”.

Intervenuto nel dibattito anche il deputato aquilano Luigi D’Eramo che ha parlato di una “battaglia di civiltà che rimette al centro del dibattito la necessità di garantire infrastrutture alle aree interne” con un “messaggio distensivo che elimini lotte di campanile: se non cresce L’Aquila non cresce nemmeno la Marsica, e se non cresce la Marsica non cresce la Valle Peligna”. L’invito di D’Eramo è quello di avviare da subito un tavolo di confronto con il Governo, per non trovarsi poi con un progetto approvato ma senza coperture.

Un’alternativa però è stata proposta dal vice presidente del Consiglio regionale, Roberto Santangelo, che ha ricordato i 13 miliardi presenti nel programma europeo per la sicurezza militare, la logistica e le infrastrutture della Military Mobility Initiative sulla quale lo stesso vice presidente è impegnato da tempo e che andrebbe a migliorare la linea L’Aquila Roma, con progetto e risorse indipendenti da quello della linea Pescara Roma.

Per il Pd, invece, il capogruppo Stefano Palumbo occorre considerare “l’ambizione dei territori con la limitata disponibilità di risorse”, sottolineando come le normative dei lavori pubblici impongano la valutazione di costi e benefici per individuare la migliore soluzione possibile, mentre sulla Pescara Roma sono state fatte microvalutazioni tenendo però come punti fermi i passaggi su Pescara, Sulmona, Avezzano e Roma: “Bisogna fare lo sforzo per mettere in campo tutte le ipotesi e valutare la migliore, non vorrei che nel tentativo di accontentare tutti si scrivesse un libro dei sogni irrealizzabile”.

Risultato, con 24 voti favorevoli il Consiglio comunale ha approvato un ordine del giorno che mette dentro sia la modifica progettuale che consideri il passaggio a L’Aquila, sia l’alternativa della Military Mobility Initiative, impegnando il presidente Tinari ad attivarsi per la condivisione del documento con gli altri consigli comunali del territorio aquilano e teramano; il documento impegna anche il sindaco ad attivarsi per ottenere sostegno idea progettuale nel Programma strategico delle opere pubbliche e a sottoporre alla giunta regionale e alla Conferenza Stato Regioni lo studio di studio prefattibilità per la Military Mobility Initiative.