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Screening al seno, Renato di Marco: Fondamentale fare prevenzione

Screening al seno: l'importanza della prevenzione al tempo del Covid. A Teramo nel 2021 già eseguiti 60 interventi oncologici. L'intervista del Capoluogo al senologo aquilano Renato di Marco.

Screening al seno: è importante continuare la campagna di prevenzione nonostante la pandemia, soprattutto per la diagnosi precoce del tumore della mammella.

Il dottor Renato Di Marco spiega al Capoluogo come in Abruzzo, a Teramo, il sistema sanitario sia riuscito a fare prevenzione, nonostante i reparti in affanno e l’emergenza Covid in corso.

Renato di Marco è un medico senologo aquilano, già dirigente medico presso l’u.o dei senologia del San Salvatore dell’Aquila e attuale dirigente medico presso l’u.o. di senologia dell’ospedale Mazzini di Teramo.

All’ospedale di Teramo dopo uno stop di circa un mese durante il lockdown di marzo 2020, adesso screening e campagna di prevenzione stanno andando avanti e sono stati recuperati anche tutti gli appuntamenti lasciati inevitabilmente indietro. Quest’anno a Teramo sono stati già eseguiti circa 60 interventi chirurgici per neoplasia della mammella.

“Da inizio 2021 abbiamo operato circa 60 tumori al seno, nel 2020 sono stati eseguiti circa 150 interventi oncologici, oltre agli interventi di chirurgia ricostruttiva. Possiamo dire che quest’anno la media si è già alzata. Un dato che non deve allarmare, ma nemmeno lasciare indifferenti: è fondamentale fare prevenzione”, spiega il dottor Di Marco al Capoluogo.

“In ospedale l’attività ambulatoriale sta andando avanti senza sosta, implementata e incrementata per il recupero delle visite non fatte durante il primo lockdown e che sono state brillantemente recuperate con delle sedute aggiuntive”.

Lo screening al seno, così come altri esami specialistici durante l’emergenza ha subito dei rallentamenti. A una costante, legata alle paure che accompagnano le prime fasi eventualmente della malattia, si è aggiunta una minaccia nuova, data dal Covid, divenuta poco alla volta sempre più opprimente.

L'Aquila lotta contro il tumore al seno

Secondo i dati dell’Airc, 7 malati di cancro su 10 hanno avuto paura di recarsi in ospedale durante la fase più acuta della pandemia, un timore che non è cessato con l’attenuarsi dei contagi. I tumori al seno rappresentano il 30% della totalità di tumori maligni diagnosticati alle donne. Nel 2019 i nuovi casi di carcinomi della mammella stimati in Italia sono stati 53.200. La sopravvivenza a 5 anni delle donne con tumore alla mammella è pari all’87%.

I dati dell’Agenas sull’effetto Covid relativo alla capacità di tenuta dei sistemi sanitari regionali hanno dimostrato come in questo anno caratterizzato dall’emergenza, siano calati gli screening al seno, le mammografie e ricoveri programmati, mettendo così gravemente a rischio la prevenzione e le diagnosi precoci.

Effetto Covid, addio prevenzione: dimezzati i ricoveri programmati

Lo screening al seno è un passaggio fondamentale nella diagnosi delle lesioni tumorali non palpabili, per poter agire tempestivamente”, continua Di Marco.

Lo screening, spiega Di Marco, è una mammografia che si esegue ogni 2 anni a partire dai 50 fino ai 65 anni. “Nel caso di diagnosi di un nodulo sospetto si passa al secondo livello diagnostico con una visita senologica con ecografia mammaria ed eventuale biopsia”.

Per quanto riguarda invece lo screening in età inferiore, “è consigliabile che ogni donna che abbia superato i 40 anni si sottoponga a una mammografia ogni 18 mesi e ad una ecografia e visita specialistica senologia annuale”.

Quanto ha inciso allora l’effetto Covid su questo tipo di esami?

A Teramo l’attività ambulatoriale senologica si è interrotta per circa un mese a marzo 2020. Abbiamo ripreso tempestivamente, lavorando come sempre in equipe, di riportare una situazione di normalità nel più breve tempo possibile”.

Non bisogna sottovalutare altre problematiche a prescindere dal Covid. Gli ospedali sono in sicurezza e adottano tutte le precauzioni con accessi contingentati. Le norme igieniche vengono ovviamente rispettate, c’è il distanziamento in sala d’attesa e viene applicato tassativamente il protocollo”.

Per quanto riguarda le urgenze anche quelle continuano ad essere garantite. “Tutte le donne che hanno scoperto di avere un nodulo al seno sono state visitate subito con impegnativa del medico di base urgente e accettate presso l’ambulatorio di senologia, seguendo un’organizzazione capillare che ha mantenuto un ritmo nelle prenotazioni, assolvendo a tutte le richieste”.

“Si tratta ovviamente di un lavoro che non svolge il singolo medico, ma si fa squadra: per questo non posso che riconoscere e ringraziare l’ottima organizzazione del nostro ospedale, del personale medico e infermieristico, della direzione sanitaria del dottor Maurizio Brucchi e del direttore generale Maurizio Di Giosia, costantemente impegnati a far fronte a tutte le criticità, a prescindere dalla pandemia”.

Affrontare un tumore al seno anche durante la pandemia: quali sono i campanelli di allarme

“Il momento è sicuramente molto delicato, ma bisogna affrontarlo. Non bisogna sottovalutare innanzitutto eventuali sintomi come la presenza di tumefazioni palpabili, alterazione della cute del seno e del complesso areola-capezzolo (retrazione cutanea e arrossamenti), oppure secrezioni ematiche”.

In questi casi bisogna rivolgersi immediatamente al medico curante che si attiverà per richiedere una visita specialistica urgente. In caso di diagnosi, se una persona è già stata vaccinata ha uno schermo protettivo in più, ma in ogni caso i pazienti oncologici candidati all’intervento chirurgico o al ricovero ospedaliero vengono sempre sottoposti a tampone in entrata e in dimissioni, come da protocollo”.

I pazienti oncologici corrono più rischi di contrarre il Covid?

“In linea di massima no, a meno che il paziente non sia già immunodepresso o in trattamento chemioterapico. In questi ultimi casi ci vuole maggiore cautela, per il resto bisogna seguire le attenzioni di tutti”.

Il dottor Di Marco conclude rivolgendo un appello, invitando a non aver paura di fare prevenzione a prescindere dal momento e dalla pandemia.

Le risorse ci sono e gli ospedali sono in sicurezza. Quest’anno le campagne di prevenzione contro il tumore al seno sono forse più importanti che nel passato. Ora è il momento di recuperare”.