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Zone rosse nell’aquilano, restrizioni a blocchi: sindaci presi in contropiede

Emergenza Covid 19, comuni con pochi contagi si ritrovano in zona rossa. La perplessità dei sindaci: "Comunicazione assente".

Emergenza Covid 19, comuni con pochi contagi si ritrovano in zona rossa. La perplessità dei sindaci: “Comunicazione assente”.

È giunta come un fulmine a ciel sereno – e tramite stampa – la comunicazione ai sindaci delle nuove zone rosse nell’aquilano. Per qualcuno non è stata una sopresa, considerato il numero dei contagi, ma per molti, soprattutto in Valle Subequana e piana di Navelli, è stato un provvedimento inaspettato. Da Fagnano Alto a Poggio Picenze, infatti, sono diversi i comuni dove si registrano davvero pochissimi casi, ma si ritrovano ugualmente in zona rossa. Quattro le persone contagiate a Poggio Picenze, due i nuclei familiari coinvolti a Fossa, una decina i casi ad Ocre (alcuni legati all’asilo di San Gregorio) mentre sono circa una ventina i contagiati a San Demetrio.

La decisione, naturalmente, è stata accolta con perplessità: “Appena si è sparsa la notizia tra i sindaci – spiega a IlCapoluogo.it il primo cittadino di Fagnano Alto, Francesco D’Amore – ho cercato di mettermi in contatto con i vertici regionali e mi è stato detto che a fronte di alcuni focolai sono andati a tutelare le aree complessive e non i singoli comuni, bloccando quindi anche quelli limitrofi, una linea che in passato avrebbe pagato in termini di contenimento”.

“Non entro nel merito della decisione – aggiunge il sindaco Francesco D’Amore – ma certamente è mancata la comunicazione istituzionale, evidentemente arrivata prima alla stampa e poi agli amministratori. Se quella era l’intenzione, sarebbe stato opportuno avvisare le amministrazioni locali, anche perché ci siamo ritrovati a non poter dare risposte ai cittadini che ci chiedevano i motivi di questa decisione”.