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Sabatino Trotta morto suicida in carcere, Cifaldi sceglie il silenzio

Sabatino Trotta, morto suicida nel carcere di Vasto, poco dopo l'arresto per gli appalti alla Asl di Pescara. Il Garante dei Detenuti: Vicino alla famiglia

Poche ore in carcere a Vasto, in isolamento per le disposizioni Covid, mentre fuori dilagava la bufera sugli appalti alla Asl di Pescara. Si è tolto la vita intorno alla mezzanotte di mercoledì sera Sabatino Trotta, noto psichiatra e Direttore del Dipartimento di Salute Mentale della Asl di Pescara.

“Conoscevo Sabatino Trotta quale professionista medico e come persona. Oggi, in questa giornata triste, preferisco non rilasciare dichiarazioni in merito a quanto accaduto, anche nel rispetto della sua famiglia. Proprio ai familiari di Sabatino Trotta va la mia sentita vicinanza per la perdita subita”.

Preferisce non esprimere un commento sull’accaduto – contattato dalla redazione del Capoluogo – il professor Gianmarco Cifaldi, Garante dei Detenuti per l’Abruzzo.

Sabatino Trotta, l’arresto e il gesto estremo

sabatino trotta

La cronaca delle ultime ore di Sabatino Trotta è convulsa. La Guardia di Finanza, nella mattinata di mercoledì 7 aprile, esegue i provvedimenti disposti dal Gip di Pescara: tra i quali l’arresto di Trotta, anche candidato alle scorse elezioni regionali, in quota Fdi. I reati ipotizzati, a vario titolo – a carico del direttore, del legale rappresentante e di una rappresentante della cooperativa sociale “La Rondine” – sono: corruzione, istigazione alla corruzione e turbata libertà degli incanti.

Gli accertamenti investigativi sono partiti nell’estate 2020, a seguito di alcune segnalazioni giunte agli inquirenti in merito a comportamenti volti a turbare illecitamente lo svolgimento di una significativa gara pubblica dell’importo di oltre 11 milioni di euro, indetta dall’AUSL di Pescara e ancora in corso di svolgimento all’epoca degli esposti, ed il cui iter procedimentale si sarebbe compiutamente concluso in pieno periodo di emergenza pandemica.

La vicenda giudiziaria, appena iniziata, subisce uno scossone già alla mezzanotte di mercoledì, quando trapela, dalle celle del Carcere di Vasto, la notizia drammatica. Le accuse erano tutte da dimostrare, ma Sabatino Trotta non ce l’ha fatta. Ha deciso di togliersi la vita, mentre fuori dalla sua cella di bufera ne è scoppiata immediatamente un’altra. Quella sulle esigue unità di polizia penitenziaria presenti nelle carceri d’Abruzzo. Una criticità ribadita con forza, ancora una volta, dalla UIL.

Sono mediamente 5 le unità di personale su 135 detenuti negli orari notturni a Vasto.Dov’è la sorveglianza di cui c’è bisogno?“, ha sottolineato la UIL, attraverso i suoi rappresentanti.

Suicidio Sabatino Trotta: a Vasto di notte 5 agenti per 135 detenuti

Sulla tragica notizia che ha risvegliato l’Abruzzo, dopo il primo terremoto dell’inchiesta e dei tre arresti di mercoledì mattina, si è espresso anche il Presidente della Regione, Marco Marsilio.

“Ho conosciuto Trotta in un’occasione di altissimo valore etico e sociale, ossia una cena di beneficenza di un’importante associazione, della quale era uno dei principali animatori. In quella circostanza mi manifestò l’intenzione di candidarsi e ne fui ben contento visto il suo livello professionale. Riusciva a risolvere le situazioni quando un ragazzo voleva lanciarsi da un viadotto o qualcuno si barricava in casa con il fucile”.

“Ho conosciuto una persona di grandi qualità professionali e umane. Ero già sconvolto dal quadro accusatorio perché, se è vero quello che si legge, stiamo parlando del dottor Jekyll e mister Hyde. E questo in qualche maniera ti lascia scioccato perché scopri una persona totalmente diversa da quella che appare pubblicamente e che tutti hanno conosciuto. Le anticipazioni emerse sono molto dure e lasciano pensare il peggio del peggio. E ciò – ribadisce– già ti tocca perché ti interroghi sulla vera natura delle persone che conosci. Poi, scoprire che questa notte si è suicidato, a questo punto non si sa se perché innocente che si sente stritolato da un macchinazione e dall’ingiustizia o perché in un sussulto di dignità non regge l’onta della vergogna di questa scoperta della sua personalità. Questo francamente non lo so, difficile anche a questo punto saperlo”.