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L’Aquila, una casa per le api solitarie

Una casa per le api solitarie, a L’Aquila un innovativo progetto per salvare gli impollinatori. Due oasi urbane a San Sisto e località Acquasanta.

Una casa per le api solitarie, a L’Aquila un innovativo progetto per salvare gli impollinatori. Due oasi urbane a San Sisto e località Acquasanta.

Il tentativo è quello di salvare le api promuovendo l’apicoltura urbana, nasce da qui il progetto di dare “casa” alle api solitarie e ad altri insetti impollinatori, con il fine di salvarli dall’estinzione che minaccia ormai da alcuni anni la loro specie. “L’impollinazione” – come ci riferisce l’assessore all’Ambiente Fabrizio Taranta, che insieme all’assessore con delega all’Agricoltura Francesco Cristiano Bignotti ha preso a cuore la realizzazione di questo progetto – “rappresenta uno dei servizi ecosistemici più importanti forniti dalla natura: delle circa 1.400 piante che nel mondo producono cibo e altri prodotti, quasi l’80% richiede l’impollinazione da parte di animali. Considerando le sole api selvatiche si tratta di un vero e proprio esercito di oltre 20.000 specie che insieme garantiscono l’impollinazione dei fiori da cui dipende il 35% della produzione agricola mondiale. Oggi più del 40% delle specie di invertebrati, in particolare api e farfalle, rischiano di scomparire per sempre a causa dell’agricoltura intensiva e della crescente urbanizzazione, in quanto diventa sempre più difficile per loro trovare luoghi dove poter nidificare: si stima che negli ultimi 30 anni abbiamo perso il 75% delle api. Prendersi cura delle api e degli altri impollinatori vuol dire prendersi cura del nostro cibo.”

Anche l’Europa e gli Stati Uniti, hanno di recente deciso di agire in modo preventivo per capire, prevenire e salvare gli insetti impollinatori dal declino, a vantaggio della salute umana e a salvaguardia dell’ambiente. “Obiettivo del progetto” – spiega l’assessore Bignotti – “è creare nella città dell’Aquila aree di elevato valore ecologico per api solitarie ed altri insetti impollinatori (p.e. bombi, api solitarie), dimostrative e finalizzate a promuovere ulteriormente l’impianto di verde urbano e di giardini di elevata valenza ecologica, sensibilizzando i cittadini al tema della vita degli insetti impollinatori, oggi fortemente minacciati dall’agricoltura intensiva e dalla perdita di habitat, nonché per aumentare la consapevolezza dei cittadini sull’importanza che oggi le città possono rivestire per favorire lo svilupparsi di una maggiore diversità nel verde urbano, proponendo alberi ed aiuole fiorite, esteticamente belli e che possano diventare habitat favorevoli per gli insetti impollinatori, favorendo l’incremento delle risorse trofiche e la creazione di aree rifugio per le api e per gli impollinatori in genere. A tale scopo verranno create due oasi all’interno della città, con lo scopo di corridoi ecologici tra gli ecosistemi urbani e periurbani.”

Il Progetto prevede la realizzazione di 2 oasi urbane per gli impollinatori, situate in due aree verdi della Città dell’Aquila, in zona S. Sisto ed in zona Acquasanta. Le due aree verranno allestite in maniera leggermente diversa. All’interno dell’area di S. Sisto verranno impiantate specie arboree autoctone a diffusione locale (in particolare ciliegi e mandorli), le cui fioriture sono gradite agli insetti impollinatori selvatici, e verranno realizzate delle aiuole costituite da piante erbacee ed arbustive, perenni, come Lavanda, Timo e altre piante mellifere, che, con le loro fioriture possono offrire un ambiente molto decorativo ed adatto ad ospitare insetti utili. All’interno di questa oasi verranno quindi inseriti i bee residence per le api solitarie, facendo particolare attenzione ad individuare la migliore collocazione all’interno dell’area. Essi sono realizzati interamente in legno ed al loro interno sono riposti materiali di varia natura come foglie, mattoni, canne di bambù, tronchetti forati ecc. graditi a specie diverse che iniziano il loro ciclo riproduttivo a Febbraio/Marzo per concluderlo in autunno. Queste api, dette solitarie proprio perché, a differenza delle api da miele, non sono “sociali” ma ognuna depone e nutre la propria prole, dipendono quasi esclusivamente dai fiori per approvvigionarsi di proteine, lipidi e zuccheri durante tutto il loro ciclo vitale.

L’Area di Acquasanta verrà interamente dedicata all’impianto di specie arboree autoctone a diffusione locale (in particolare ciliegi e mandorli), le cui fioriture sono gradite agli insetti impollinatori selvatici, e anche qui verranno realizzate delle aiuole costituite da piante erbacee ed arbustive, perenni, come Lavanda, Timo e altre piante mellifere, che, con le loro fioriture possono offrire un ambiente molto decorativo ed adatto ad ospitare insetti utili.

Le oasi urbane verranno corredate da cartellonistica informativa che illustrerà i criteri dell’intervento, gli insetti che ci si aspetta di attirare e le specie autoctone utilizzate, nonché da pannelli e totem informativi che andranno a costituire un percorso didattico all’aperto, fruibile anche dalle scuole e destinato alla conoscenza degli insetti impollinatori e delle api in particolare, nonché alla loro importanza all’interno dell’ecosistema; mentre altri pannelli verranno dedicati all’importanza delle piante.

“La particolarità dell’idea – come sottolineano gli assessori Taranta e Bignotti – è quella, non solo di creare un habitat per le api, ma anche di realizzare un arredo urbano da collocare in un’area verde, in modo da attirare l’attenzione dei passanti ed avere così uno scopo didattico, per far comprendere l’importanza delle api ed invitare tutti alla salvaguardia di questi essenziali impollinatori. La semplicità dell’oggetto e l’uso dei materiali di recupero ha l’obiettivo, poi, di invogliare i cittadini a costruirne anche uno simile presso le proprie abitazioni.”