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Covid 19 L’Aquila, picco di ricoveri in Terapia Intensiva a Pasqua: sos Marsica

L'Aquila, a Pasqua e Pasquetta il picco di ricoveri Covid in Terapia Intensiva. "Ad oggi la Marsica è il punto più critico. Vietate le disattenzioni".

117 casi in provincia dell’Aquila. È il dato del bollettino Covid di giovedì 8 aprile. Quasi la metà dei casi registrati nell’intera Regione nelle ultime 24 ore. Al San Salvatore molti i ricoveri dalla Marsica.

Siamo in una fase di gestione dell’emergenza Covid 19ma se fino ad adesso siamo riusciti a mantenere la situazione sotto controllo, purtroppo ora siamo al limite e le varianti in circolazione, più aggressive del virus che ormai conoscevamo, si sviluppano soprattutto tra i giovani“, ci spiega il professor Franco Marinangeli, contattato dalla redazione del Capoluogo. 

“C’è stato un nuovo picco in Terapia Intensiva a cavallo di Pasqua e Pasquetta. Siamo arrivati a 13 pazienti  Covid ricoverati, qualcuno purtroppo è deceduto”. Il dato che salta all’occhio, però, è che tanti pazienti continuano ad arrivare dalla Marsica. “Fino a tre giorni fa – precisa Marinangeli – su 12 pazienti ricoverati, dieci erano arrivati da Avezzano. Oggi ne contiamo 10, di cui 8 giunti da Avezzano… e i ricoveri stanno continuando”.

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I contagi restano alti e i reparti sono affollati. In provincia dell’Aquila a preoccupare è soprattutto la Marsica, “al momento il punto più caldo della nostra provincia. Basti pensare anche solo a un dato di per sé particolarmente significativo: nelle ultime tre settimane la Marsica, come area, ha superato il numero di ricoveri in Terapia Intensiva avuti a L’Aquila città. E i ricoveri che abbiamo fatto sono stati tantissimi in questa terza ondata, più di 130: tra questi più avezzanesi che aquilani, appunto, mentre prima era il contrario. Si è invertita la tendenza“.

Come possiamo leggere questo boom di casi registrato anche nei giorni immediatamente precedenti alla Pasqua?

All’origine di questa situazione ci sono evidentemente troppe disattenzioni, si nota soprattutto andando a vedere che si tratta, nella maggior parte dei casi, di focolai familiari. La speranza è che il dato non peggiori ulteriormente, ma inutile negare che ci siano stati assembramenti e riunioni familiari anche tra Pasqua e Pasquetta, quindi il timore che il quadro possa aggravarsi, purtroppo, c’è“.

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Anche a L’Aquila “intere famiglie sono risultate positive al Covid“, specifica il professor Marinangeli.

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Intanto la Sanità, ridisegnata dall’emergenza Covid, continua a risentire di un’emergenza ancora lontana dalla fine. “Stiamo lavorando in maniera ridotta nel blocco operatorio, facendo soltanto interventi oncologici e i Classe A, cioè quelli improcrastinabili, proprio perché abbiamo orientato le forze nella gestione della pandemia. Siamo ligi alle indicazioni dateci dalla Regione e cerchiamo di ottimizzare le forze. L’equilibrio di questo momento, però, non ci lascia tranquilli, perché i contagi continuano ad essere alti”. Alti, soprattutto, per un’Azienda Sanitaria impegnata con enorme sforzo di risorse ed energie nella campagna di vaccinazione al Covid, categoria per categoria.Proprio nella giornata di oggi (ieri per chi legge ndr) abbiamo superato i 2500 vaccini programmati come Asl1. Dati molto importanti, anche se confrontati a quelli di altre regioni”. 

covid

Infine, l’appello a un senso di responsabilità che non va accantonato dopo aver ricevuto il vaccino. “Non vanifichiamo tutti gli sforzi del personale. Essere vaccinato non vuol dire non essere più portatore del virus. Non bisogna vaccinarsi e pensare di potersi comportare come si vuole: bisogna comunque indossare la mascherina e mantenere il distanziamento sociale.