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L’Aquila 2009 – 2021: io ricordo, 12 anni dopo per i vicoli del centro

L'Aquila 2009 - 2021: a dodici anni dalla scossa delle 3:32 che sancì il nostro prima e il nostro dopo, il Capoluogo vi porta per i vicoli del centro storico insieme a tre compagni di viaggio.

L’Aquila 2009 – 2021: a dodici anni dalla scossa delle 3:32 che sancì il nostro prima e il nostro dopo, il Capoluogo vi porta per i vicoli del centro storico insieme a tre compagni di viaggio.

Con me, tre rappresentanti di tre generazioni diverse: il diciottenne Leonardo Manna, studente del Liceo Cotugno, alla “ricerca della normalità” da quando, a 6 anni, la sua città è cambiata drasticamente.

l'aquila io ricordo: leonardo manna

Poi c’è il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, con i ricordi della gioventù, della movida, degli esercizi commerciali di una volta e della militanza politica vissuta vicolo per vicolo.

l'aquila pierluigi biondi

Infine, spazio a un commerciante storico della città dell’Aquila, Peppe Colaneri, titolare da 40 anni de La Luna: lui, che ha visto generazioni di ragazzi passare per il suo negozio, è uno dei commercianti che non ha mai abbandonato la città, nemmeno dopo il terremoto e, ancora oggi, resiste nonostante la crisi economica legata al secondo anno consecutivo di pandemia.

l'aquila peppe colaneri

Una passeggiata fra i vicoli del centro che racchiude i ricordi e le esperienze anche precedenti al 2009: dove si andava a prendere il caffè, lo struscio sotto i Portici, il bar preferito, la scuola. “L’Aquila bella me'”, per intenderci: con i rumori della ricostruzione, i cantieri aperti e le strade strette fra i ponteggi e i teli.

L’Aquila, 2009 – 2021: anche quest’anno niente fiaccolata

Per il secondo anno consecutivo, non ci sarà la fiaccolata la sera del 5 aprile, causa Covid19: non per questo mancherà il ricordo delle 309 vittime che hanno perso la vita quella notte. Io ricordo: questa la frase breve, significativa, con la quale in tanti sui social stanno invitando a riunirsi, seppur virtualmente, nel ricordo di questa ferita ancora aperta per la città.

Ognuno è invitato ad accendere una luce, una candela in casa, sul balcone, alla finestra: “Che sia di speranza, di memoria e di volontà di rinascita”.

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