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Teatri, la beffa della ripartenza mancata: lo spettacolo resta in emergenza

Teatri, ma quale ripartenza? L'intervista a Luca Serani, di Spazio Rimediato. "Si naviga a vista, senza alcuna programmazione. Nessuno aveva creduto alla ripartenza del 27 marzo".

Capienza al 25% e posti preassegnati. Avrebbero dovuto riaprire così teatri e cinema a partire dal 27 marzo. Poi è andata diversamente. È arrivato un nuovo decreto. Come sta il settore artistico e come stanno i lavoratori dello spettacolo? “Sospesi, in attesa di avere informazioni certe. Nessuno aveva creduto alla promessa ripartenza di fine marzo”.

I Teatri sono tra le vittime di una crisi Covid di cui, sembra, si pagheranno ancora a lungo le conseguenze, in tutto il Paese.

“Gestisco un teatro in centro a L’Aquila – ci spiega Luca Serani, di Spazio Rimediato – dopo lo stop della primavera 2020, con fatica ma ottimismo avevamo riorganizzato una stagione teatrale la scorsa estate, allestendo spettacoli sia per bambini che per adulti. Un lavoro che facciamo ogni anno. Poi, ad ottobre, tutto si è nuovamente fermato. Da quel momento in poi non abbiamo ricevuto alcun tipo di comunicazione su eventuali ripartenze. Anche per questo non abbiamo mai creduto ad una possibile ripartenza per i teatri e tutto il settore il 27 marzo. Ci è sembrato un annuncio finalizzato a tenere buona la categoria, un contentino. La ripartenza, del resto, non è stata mai ufficializzata. Poi c’è stata l’ennesima stretta”.

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Una stretta che si è portata via anche quelle poche illusioni che qualcosa potesse cambiare, non solo per i teatri, ma per l’intero settore, ferito, dello spettacolo. Per quelle poltrone vuote da più di un anno e quei sipari chiusi ormai da troppo tempo. Spazio Rimediato, intanto, va avanti, senza arrendersi.

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Teatri, nessuna ripartenza. Qual è la situazione della vostra realtà, dopo un anno di blocco quasi totale?

“Il nostro è un teatro privato, – evidenzia Luca Serani – continuiamo a pagare l’affitto ininterrottamente dal marzo scorso, mentre l’attività ordinaria è ferma. Sono fermi i corsi in sede, quelli scolastici ed è, ovviamente, ferma la nostra stagione teatrale vera e propria. Riusciamo ad andare avanti grazie a vecchi crediti che ci vengono saldati periodicamente. Solo questo ci permetterà di tenere pronta la struttura per la ripartenza futura, sperando possa arrivare presto e con modalità ben precise”.

E i ristori?

È tutto fermo. Io e il mio socio nella gestione di Spazio Rimediato risultiamo fuori da qualsiasi tipo di ristoro. Siamo al palo in quanto lavoratori atipici, con contratti di prestazione occasionale. Ora, c’è un ristoro regionale a cui abbiamo partecipato, che restituirebbe il 15% degli affitti pagati da marzo. Una misura insufficiente per le spese della gestione ordinaria e straordinaria, ma è comunque meglio di niente. Si è trattato, tuttavia, di un bando poco pubblicizzato e durato solo 7 giorni. Noi ne siamo venuti a conoscenza quasi per caso. Tra l’altro pensavamo sarebbero stati ristori immediati, invece ancora non riceviamo informazioni in merito”.

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Che tipo di lavoro di preparazione vi è possibile svolgere, al momento, in vista della stagione estiva?

“Stiamo già preparando, per fine primavera/inizio estate, alcuni spettacoli all’aperto. L’obiettivo è recuperare la grossa fetta della stagione saltata quest’anno e, in parte, anche quella dello scorso. Non è facile, però, lavorare senza poter fare riferimento a una programmazione precisa per una ripartenza, che dovrebbe stabilire il Ministero. È stata affrontata un’emergenza, ma superata la fase in cui si è stati colti impreparati dall’epidemia, adesso bisognerebbe pensare a come rimettersi in marcia. Solo attraverso una programmazione definita si può riuscire a non sprecare risorse. Perché la prima ripartenza ci è costata soldi e sforzi attualmente sprecati. Abbiamo acquistato sanificatori, abbiamo investito per adeguare i luoghi alle nuove misure anti contagio. Poi c’è stata una chiusura che ancora non ha ancora visto la fine. Cosa si vuole fare? Prorogare lo stato di emergenza all’infinito? Ci aspettiamo che vengano quantomeno proposte delle soluzioni”.

In attesa di riaprire le porte dei teatri, allora, Spazio Rimediato si porta avanti programmando una rassegna artistica all’aperto per grandi e piccoli, verso la bella stagione. I luoghi che ospiteranno gli spettacoli in programma sono ancora da definire.

Quell’arte – troppo spesso etichettata come non essenziale, nel corso dell’ultimo anno – continua a mancare. E gli effetti si fanno sentire, tra giovani e meno giovani. Lo testimoniano gli effetti avuti dal lockdown e dalle prolungate chiusure Covid sul benessere psicofisico delle persone: stress alle stelle, ragazzi che trascorrono sempre più ore sui social e che si sentono persi, privi di ogni aspettativa. Ne parlano gli psicologi, lo sottolineano indagini statistiche sul tema e lo raccontano, in tv, i telegiornali. Anche l’arte, del resto, crea socialità e condivisione: non solo la rimpatriata in piazza o un caffè al bar con gli amici. Lo fa anche una serata a teatro, un nuovo film da vedere al cinema, il concerto del proprio beniamino.

“Lo stare insieme è sempre stato l’obiettivo del nostro progetto artistico, fin da quando lo abbiamo concepito. Come i Teatri Off dei tempi d’oro romani. Noi puntiamo su un rapporto diretto con gli artisti. Abbiamo sempre cercato di dare un’alternativa culturale al territorio e di creare un polo di aggregazione che non fosse il solito bar. Un modo per passare il proprio tempo in maniera diversa, recuperando un angolo di bellezza da restituire alla popolazione”.