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Le nuove stanze della poesia, Remo Di Leonardo

Remo Di Leonardo: il ritratto del poeta dialettale di Pianella, per l'appuntamento con la rubrica di Valter Marcone.

Remo Di Leonardo, il poeta dialettale di Pianella, per l’appuntamento con la rubrica Le nuove stanze della poesia, a cura di Valter Marcone.

Sul sito personale di Remo Di Leonardo si legge : “Giornalista pubblicista, scrittore e poeta dialettale nasce a Pianella (Pe), l’11 febbraio 1955 dove risiede, da Vincenzo di Leonardo, antica famiglia pianellese di allevatori e commercianti di carni e Anna Zappone, sorella del poeta Vincenzo da Caramanico”.

Sin da ragazzo la passione per l’arte lo porta, giovane studente, a frequentare, per breve tempo, contemporaneamente il Liceo Artistico ed il Conservatorio Musicale L. D’Annunzio di Pescara iniziando a studiare violino con il maestro Perpich, padre, grandissimo esempio dell’ insegnamento violinistico in Italia.

Lasciati, momentaneamente, gli studi per ragioni familiari nel 1970 si trasferisce a Varese dove consegue l’Attestato di Programmatore Elettrronico su macchine IBM. Nel 1971, tornato in Abruzzo trova lavoro prima come operaio presso una industria metalmeccanica e successivamente nel 1977, come Collaboratore Scolastico nella Scuola Media Statale di Pianella dove resta fino al suo congedo che avverrà nel 2017.

L’interesse per la natura, in particolare per le piante officinali, lo porta a conseguire l’attestato il Diploma di Agrotecnico e la Qualifica Professionale di Erborista collaborando con aziende del settore ed associazioni naturaliste ed ambientaliste.Padre di Augusta e Francesca avute dalla prima moglie, sposa in seconde nozze Patrizia Di Girolamo dalla quale avrà due figlie Lucrezia e Fiamma.Nel 1980, con la ricostituzione della Banda Musicale “Associazione Musicanti Pianellesi” riprende gli studi musicali cimentandosi prima come strumentista di Clarinetto e poi di Clarinetto Basso sotto la guida dei Maestri: Luciani Littoriano, Gerardo Fusco e Lucio d’Urbano.

Grazie all’impegno, allo studio da autodidatta, apprende una discreta esperienza musicale, che lo porta a suonare con diversi gruppi bandistici, sinfonici, cameristici a fianco dei più rinomati strumentisti abruzzesi e sotto la direzione dei Maestri: Fiorangelo Orsini, Antonio Cericola, Leondino Iezzi, Donato Di Martile, Vittorio Cerasa, Lucio D’Urbano, apprezzandone le loro doti umane ed artistiche.

Tra i tanti amici e apprezzati musicisti l’incontro con “Bepi D’Amato”, uno dei più grandi clarinettisti di jazz, sarà motivo di arricchimento umano e di apprendimento musicale.

Remo di Leonardo ha esordito in poesia nel 1979 con una silloge di opere giovanili in lingua.

Nel 1985 pubblica a prima raccolta di poesie in vernacolo pianellese Lu Cogne, la benevola critica ricevuta dal Prof. Giuseppe Porto, poeta-letterato di fama nazionale e del Prof. Vittorio Morelli, studioso, storico-letterato saranno motivo di stimolo per la futura attività di appassionato poeta, scrittore dialettale e folklorista.

Nel 2003, partecipa alla 26^ Edizione della Settembrata Abruzzese Rassegna Regionale di Teatro dialettale “Francesco Teodori” presentando le opere: N’amore sbajate, tragedia dialettale e due farse abruzzesi Federiche lu pustene e Meserie e Salute, portate in scena dalla “Piccola Compagnia Teatrale del Corridoio di Pianella”.

Remo di Leonardo è tra gli operatori culturali più attivi e costanti dell’area vestina. Lui stesso si definisce “operaio della Cultura abruzzese” E’ presente in diverse antologie dei poeti Abruzzesi e nei cataloghi, riviste, giornali di abruzzesistica.

Ha pubblicato oltre a collane di poesia dialettale, ricerche di storia patria e sulle tradizioni popolari abruzzesi con particolare riferimento all’area vestina- pianellese.

Nel corso degli anni, riceve numerosi riconoscimenti in diversi campi letterari, tra i più prestigiosi ricordiamo:
– Per le tradizioni popolari: Premio Nazionale Rosone d’Oro Lettere – Arte – Scienze, (Pianella, 1997).
– Per il miglior testo teatrale in dialetto: Premio Nazionale Letterario, (Civitella del Tronto, 2000).
– Per la Poesia Religiosa in dialetto Certame poetico di poesia dialettale “Lu volte de lu Segnore”, (Manoppello, 2006).

Dopo: Le Vvja Cruce, (La Via Crucis), Lu lamende della Beate Marije e de lu Feje, (trascrizione e adattamento testuale in dialetto abruzzese del testo originale duecentesco della Lamentatio Beate Marie de Filio), Lu Cande cchjù bbelle (Cantico dei Cantici), è uscito l’ultimo lavoro editoriale di Remo di Leonardo: Il Discorso della Montagna traduzione in vernacolo pianellese, Lu Descorse de La Mundagne, stampato presso Rotmaile Italia S.p. A, per il Gruppo GEDI, Gruppo Editoriale S.p.A. Prefazione di Vittorio MORELLI, intervento di Teddy MANELLA.

“Lu Descorse de la Mundagne” in vernacolo pianellese, come la traduzione del testo sacro il “Cantico dei Cantici”, con le sue caratteristiche fonomorfologiche e lessicali, si veste di autenticità per la scelta di una trasposizione letterale, stilistica e sintattica, contestualizzata tra i monti d’Abruzzo.

L’opera vede la sua pubblicazione in un momento storico molto difficile a livello economico e sanitario. Come spesso accade, ogni crisi, per quanto terribile, è sempre indice di un cambiamento che sta per accadere; il gesto simbolico, da parte di Gesù, di salire sulla montagna sta a significare proprio il momento in cui è utile e necessario attivare un cambio di stato, di innalzarsi al di sopra delle parti, delle dualità che dividono.