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Lavoratori abruzzesi protestano: “Le briciole non bastano”

L'AQUILA - Il Comitato spontaneo di lavoratori abruzzesi torna all'Emicilo. La protesta continua: "Le briciole non bastano".

L’AQUILA – Il Comitato spontaneo di lavoratori abruzzesi torna all’Emicilo. La protesta continua: “Le briciole non bastano”.

In occasione dell’odierna seduta del Consiglio regionale, il Comitato spontaneo dei lavoratori abruzzesi è tornato a protestare davanti al Palazzo dell’Emicilo. “A distanza di un mese dal primo presidio – spiega Annalori Barbati, una delle referenti del Comitato – ancora non vengono erogati i ristori fermi dal Maggio scorso. Siamo stati invitati a vari tavoli con la Regione, ci siamo presentati con proposte e progetti concreti per collaborare allo sblocco di questa situazione statica che inizia ad avere del paradossale. Dal Presidente del Consiglio regionale Sospiri abbiamo avuto parole di solidarietà e sembrava essersi impegnato in prima persona a portare all’ordine del giorno del Consiglio di oggi i due punti del Manifesto che sembravano essere stati recepiti: lo sblocco dei ristori e il prestito ponte, ma così non è stato; è stata invece tutta una presa in giro e da imprenditrice non lo accetto! In Regione sembrano avere sempre qualcosa di più importante di cui discutere, che non del collasso di interi settori produttivi”.

lavoratori abruzzesi emiciclo

“Chiediamo all’assessore Liris – proseguono dal Comitato – come mai a distanza di un anno ancora i sui uffici non sono stati in grado di erogare i bonifici dei suddetti ristori visto che i soldi per coprirli ci sono. E chiediamo all’assessore al Turismo e a quello della sanità se è pronto un piano per le riaperture almeno estive, in altre regioni i protocolli sono già pronti”.

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“Oggi – prosegue Igor Antonelli – abbiamo messo in atto un flash mob pacifico,lanciando in aria le briciole vogliamo raffigurare il trattamento riservato alle P.I. sino ad oggi. Le briciole non saranno la risoluzione alla crisi, vogliamo tornare ad esercitare il nostro diritto costituzionale cioè quello di lavorare. Non siamo più disposti a sentire chiacchiere di rimbalzo, continueremo a protestare in tutti i modi che ci saranno possibili. Avvieremo azioni legali a persona e per responsabilità e continueremo a scendere in piazza!”.

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