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La Festa del Papà oggi: tra difficoltà e sostegno in un’ottica di modernità

E’ la festa di tutti i papà del mondo soprattutto di quelli che, per motivi indipendenti da ogni volontà, non ci sono più e di coloro che vivono enormi disagi.

Per la Festa del papà, il contributo di Nando Giammarini

Immersi e travolti da un mondo in continua evoluzione dal tenore di vita altamente frenetico – ivi compresa la drammatica pandemia che sta sconvolgendo l’intero pianeta – in cui stanno scomparendo, piano piano, le poche certezze cui aggrapparci possiamo essere almeno sicuri del fatto che nella nostra vita ci sono delle strutture portanti, dei baluardi, ai quali far riferimento in ogni momento: sono i nostri genitori. In loro scorgiamo sempre i più bei trascorsi di vita costellati da un immenso amore, quel sentimento forte ed intenso che si trasmette di generazione in generazione e ci accompagna ogni giorno della nostra esistenza.

Come quando si alzano gli occhi al cielo cercando qualcosa di certo, rassicurante e scorgiamo che dall’azzurro immenso ed infinito sorgerà il sole pronto a riscaldare i giorni futuri. In tempi come gli attuali, uno scenario di incertezza globale, assume un valore di particolare importanza, per la sua grande valenza di rispetto ed umanità, la festa del Papà. Nella tradizione nazionale il 19 marzo si celebrano due importanti ricorrenze: San Giuseppe e la Festa del Papà’. La prima fu decisa per i Cristiani,per rendere omaggio al padre di Gesù, protettore dei falegnami, dei poveri e delle ragazze nubili. Codesta ricorrenza ha origine nei primi decenni del XX secolo, per festeggiare la paternità e i padri in generale.

Secondo fonti storiche, come tutti sanno, S. Giuseppe era sposo della Madonna e padre putativo di Gesù’ egli ci insegna a vivere con vera semplicità e letizia mettendo in primo luogo la valorizzazione delle realtà tipiche della terra legate alla primavera quando i prati iniziano a verdeggiare e sbocciano tra le siepi le prime violette. Questo dopo l’inaridimento dei mesi invernali, mentre le piantine di frumento germogliando iniziano a tingersi di diverse striature verdoline.

Alla fine dell’Ottocento la Chiesa Cattolica proclamò San Giuseppe protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa universale. Superiamo queste notizie, per così dire, di carattere storico ed addentriamoci in quello che rappresenta nel reale la festa del Papà sul profondo significato dell’ essere genitori ed educatori oggi.

Sono una moltitudine di cose insieme la parte migliore di me, la forza interiore che mi sostiene nei variegati e, a livello generale, sereni rapporti con i miei due rubini della vita.

Parlare, scrivere e dilungarsi sulla festa del Papà e del rapporto genitori figli oggi, a vent’anni dall’inizio del terzo millennio, significa affrontare una vasta tematica dai risvolti umani che coinvolge pensieri e sentimenti. Storicamente la cura dei figli era relegata alla donna, angelo del focolare domestico,mentre l’uomo con ruoli spesso di autorevolezza e comando, si prodigava per il sostentamento economico della famiglia.

L’avvento della rivoluzione industriale, ha decretato la fine di una figura paterna sempre assente e lontana e lo sgretolamento di uno schema rigido e patriarcale in cui il padre aveva “diritto di vita e di morte sui figli e sulla moglie”. Dopo il 68, la funzione del “padre-padrone”è andata sempre più sfumando, anche se restava sempre e comunque, il tutore dei diritti, delle regole e delle norme da rispettare.

Il suo ruolo troppo strutturato, si è rivelato nel tempo un fallimento poiché aveva generato nella prole, un’insicurezza tale da determinare una reale e dannosa incapacità di relazionarsi con gli altri Negli ultimi anni, con l’affermazione dei sacrosanti diritti di parità e l’aumento delle donne in carriera, i padri non svolgono più solo un ruolo di sostentamento, ma collaborano anche all’interno della famiglia: ciò ha risvegliato in loro un particolare istinto d’affetto latente. Da semplici genitori si stanno interessando sempre più all’educazione dei figli,attraverso un lento ma costante mutamento che li vede parte attiva e viva nella loro crescita e nella vita familiare, volta ad una migliore gestione della casa ed a una maggiore serenità. La società sta subendo una sorta di cambiamento ed anche l’essere genitori,sta divenendo sempre più un valore condiviso e paritario, rispetto alla donna.

Dinanzi a madri che corrono stanche,tra casa e lavoro,tra un impegno ed un altro,è necessario e soprattutto giusto che vengano supportate dai mariti in quelli che sono i normali impegni all’interno del nucleo famigliare.

Questo nuovo modo di vivere la quotidianità garantisce lo sviluppo di una famiglia – prima forma di organizzazione sociale che implica obblighi e responsabilità – sana e sicuramente più serena e mantiene verso i figli, una situazione d’appartenenza e di controllo. Il 19 marzo,non è soltanto il giorno in cui si rende omaggio ad una figura speciale, ma anche un’occasione per rafforzare e capire quanto sono importanti i nostri legami e le nostre radici.

E’ un giorno di festa, soprattutto per i più piccini che attendono con trepidanza e soddisfazione, il momento del dono realizzato con l’ausilio delle maestre che preparano lavoretti di carta colorata, pensieri, poesie e disegni ,dando libero sfogo alla loro fantasia e creatività.

E’ la festa di tutti i papà del mondo soprattutto di quelli che, per motivi indipendenti da ogni volontà, non ci sono più e di coloro che vivono enormi disagi.

Essi si trovano spesso di fronte a rapporti malsani e discontinui con i figli che diventano allora,vittime e strumenti di guerre tra adulti pieni di rancore, a discapito del loro equilibrio psico-fisico e del loro benessere interiore. Sia questo allora, il giorno giusto per esprimere stima e rispetto verso i genitori; augurando a tutti i papà del mondo,non solo in questa circostanza, di poter vivere sempre nell’unità,

nell’armonia e nella quiete del proprio ambiente familiare. Alcuni intellettuali, anche illuminati, sostengono sia in atto un’eclissi del padre con tutti i valori di riferimento che tale ruolo comporta: la distinzione tra bene e male, l’ordine, la norma, l’autorità. In pratica l’apertura verso nuovi orizzonti che li conduce alla futura autonomia quindi una maggiore preparazione.

Costoro sono dell’avviso che siamo nell’era del padre premuroso ed affettuoso in rotta con i pregiudizi del passato proiettato verso una dinamicità, di pensiero.

Si tratta di mediare, tra antico e moderno, tra severità e dolcezza, un ruolo tutto da costruire e riscoprire che richiede intelligenza, affetto e, sono convinto sia la più grande delle sfide dei nostri tempi.