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Ricostruzione, aggregato via Bone Novelle: il TAR ferma tutto

Ricostruzione L'Aquila, il TAR annulla la delibera comunale che dava il via libera al piano di recupero di un aggregato in via delle Bone Novelle.

L’AQUILA – Il TAR annulla la delibera comunale che dava il via libera al piano di recupero di un aggregato in via Bone Novelle.

Era stato presentato dal ministero Beni e attività culturali e turismo, Soprintendenza archeologia belle arti e paesaggio città dell’Aquila e Comuni del cratere il ricorso al TAR contro la delibera comunale che avallava il piano di recupero di un aggregato in via Bone Novelle, a L’Aquila, che prevedeva l’abbattimento e ricostruzione per gran parte dello stesso aggregato.

Secondo il TAR, infatti, “per l’area in questione sia il piano regolatore che il piano di ricostruzione consentono solo interventi di restauro e risanamento conservativo che non contemplano la demolizione totale. Il piano di recupero impugnato con il ricorso prevede invece la demolizione di 5 delle 6 unità strutturali del comparto e il restauro e risanamento conservativo di una sola parte sottoposta a tutela. In base alla normativa quindi le demolizioni devono essere limitate ad alcuni casi specifici (non possono essere la modalità di intervento predominante) e possono essere individuate solo al fine di eliminare gli elementi in contrasto con i valori corali prevalenti nel contesto d’intervento. Nel caso di specie risulta evidente che nel piano di recupero in discussione non vi è una prevalenza degli indirizzi conservativi, bensì una predominanza di quelli demolitori. In definitiva, dunque, il piano non è conforme alla normativa urbanistica vigente e doveva essere adottato e comunque approvato dal consiglio comunale in conseguenza. […] Inoltre, prevede la demolizione di unità tutelata e di apparati decorativi senza l’autorizzazione della Soprintendenza”.

Ma non è l’unico problema che riguarda quell’aggregato: la ditta aggiudicataria dei lavori, infatti, è fallita dopo l’aggiudicazione e il Consorzio, contrariamente a quanto previsto dalla normativa, non ha indetto una nuova gara, aggiudicando direttamente alla compagine arrivata seconda in graduatoria.

Comune e USRC, quindi, valutando se far ricorso al Consiglio di Stato contro la decisione del TAR, dovranno anche cercare di prevedere l’impatto che una scelta del genere potrebbe avere sul processo di ricostruzione dello stesso aggregato, considerato l’iter poco lineare seguito dall’aggiudicazione dei lavori.

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