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Vaccini Covid Abruzzo, poche dosi ma usate bene: dati e previsioni

La campagna di vaccinazione accelera in Abruzzo. Nell'ultima settimana in regione sono stati somministrati circa 7mila vaccini al giorno. A questo ritmo la campagna si concluderebbe entro 38 settimane.

Covid, vaccini e polemiche. La campagna di vaccinazione continua e accelera bruscamente in Abruzzo. Basti pensare che nell’ultima settimana in regione sono stati somministrati circa 7mila vaccini al giorno.

Se mantenessimo questo ritmo, pari a circa 50mila vaccinazioni settimanali contro il Covid 19, “impiegheremmo 38 settimane per completare la campagna”, ci spiega l’esperto aquilano Riccardo Persio. Secondo le ultime dichiarazioni del Presidente Marsilio, si arriverà a vaccinare 10mila persone al giorno nell’intero territorio regionale. In questo caso, al ritmo di 70mila vaccinazioni a settimana, servirebbero 27 settimane per completare la campagna di vaccinazione: cioè 6 mesi e mezzo. 

Tralasciando, almeno al momento, le previsioni, andiamo a guardare i dati delle dosi somministrate ad oggi (dati aggiornati al 7 marzo 2021).

Abbiamo analizzato l’andamento della campagna di vaccinazione contro il Covid 19 dell’Abruzzo, osservando il confronto con le altre regioni italiane. Il grafico riportato illustra la strada verso l’immunità, con la percentuale di dosi utilizzate rispetto al numero totale di vaccini a disposizione per ciascuna regione.

tragico vaccinazioni 1 persio

L’elaborazione è a cura del dottorando Riccardo Persio, che spiega al Capoluogo:

“Le regioni che si trovano nella parte alta sono quelle che hanno lasciato in magazzino una minor quantità di vaccini rispetto alla media nazionale. Cioè sono le regioni che sono al di sopra della media nazionale di vaccinazioni eseguite, calcolata intorno all’82% circa. Da questo primo grafico – sottolinea Persio – possiamo vedere che l’Abruzzo ha una media di somministrazione superiore rispetto alla media nazionale. Quindi ha una strategia vaccinale più efficiente. Cosa che non si può dire, ad esempio, della Lombardia“.

Continuando a leggere il primo grafico, Persio precisa: “le regioni che si trovano nella parte destra hanno una strada percorsa verso l’immunità di gregge superiore alla media nazionale. Il percorso fatto è meno ampio mano a mano che le posizioni occupate (indicate dai pallini rossi) si allontanano dal quadrante a destra. Ma come si calcola la strada per raggiungere l’immunità di gregge? Si considera il 70% della popolazione residente per 2: poiché sono due le dosi di vaccino previste. Quindi si va a vedere quante dosi sono state somministrate in base alla quantità di persone da vaccinare, prevista per ogni regione (per l’Abruzzo si parla di oltre 1 milione e 900mila dosi necessarie). È evidente quindi, osservando il grafico, che la Valle D’Aosta è la regione ad aver percorso la maggiore strada verso l’immunità, poi a seguire Friuli, Trentino, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana e così via”.

Per una lettura competa del grafico, però, occorre considerare tutti i quattro quadranti.

“Partiamo dal quadrante in alto a destra. Comprende le regioni in cui il percorso verso l’immunità sta procedendo in maniera più spedita. Queste regioni, infatti, somministrano una quantità di vaccini superiore alla media nazionale e, di conseguenza, hanno percorso più strada verso l’immunità di gregge. Poi passiamo al quadrante in alto a sinistra, dove si colloca l’Abruzzo. Queste regioni hanno usato i vaccini meglio rispetto alle altre prese in considerazione, tuttavia restano indietro con il percorso dell’immunità. Perché? Poiché hanno ricevuto meno dosi di altri territori. Per quanto riguarda il quadrante in basso a sinistra, poi,comprende quelle regioni che hanno ricevuto meno dosi rispetto alla media nazionale e ne trattengono di più in magazzino, senza accelerare la campagna di vaccinazione. Tra queste la Sardegna è quella ad avere percorso meno strada verso l’immunità. La posizione ‘peggiore’, però, è quella delle regioni in basso a destra, cioè Liguria e Molise. Queste, pur avendo percorso già un discreto margine per raggiungere l’immunità di gregge, a fronte delle dosi ricevute avrebbero potuto fare meglio. La Liguria, ad esempio, ha ancora il 30% delle dosi assegnate da utilizzare”.

grafico 2 riccardo vaccini

Il secondo grafico, nell’immagine, conferma quanto già detto. “Lo si può notare nelle posizioni dei riquadri alti e bassi che, fondamentalmente, non cambiano. Le regioni variano di posizione da destra a sinistra, poiché la curva verticale tratteggiata rappresenta le dosi ricevute per raggiungere l’immunità di gregge e non più la strada percorsa”.

La media italiana è del 7,3%, ma ci sono regioni che hanno ricevuto quasi il 9% di queste dosi, come la Liguria, che potenzialmente dovrebbe avere più strada percorsa rispetto agli altri territori. Ma non è così: lo abbiamo visto nel grafico precedente.

L’Abruzzo conferma di essere tra le regioni ad avere assegnate meno dosi di vaccino Covid:

“Occupa la quartultima posizione e, nonostante questo, è nella sestultima posizione per il raggiungimento dell’immunità di gregge. Ciò vuol dire che la campagna vaccinale sta procedendo meglio rispetto ad altre regioni. È un dato evidente”.