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Tagli alle tasse non per tutti, settore matrimoni: Noi, gli invisibili della crisi

Dopo un 2020 nullo, nel 2021 continua a non vedersi nemmeno l'ombra di matrimoni a causa del Covid. "Nessun aiuto dallo Stato e ora nessuna agevolazione dal Comune dell'Aquila. Perché siamo invisibili?"

L’AQUILA – Un bilancio di previsione formato Covid a L’Aquila, con lo sguardo rivolto alle categorie più colpite dalla crisi e dalle chiusure Covid. Qualcuno, però, resta fuori dai tagli alle tasse. Lettera al sindaco Biondi da alcuni operatori del settore wedding.

“Siamo le titolari dell’Atelier Romantica di abiti da sposa, sposo, cerimonia e bomboniere nella nostra città, sulla S.S. 80. Abbiamo preso questa mattina, tramite il web, della manovra da 800.000 euro di tagli sulle tasse comunali per le attività sofferenti per la crisi Covid. E abbiamo constatato che è stata stilata una percentuale di merito in base al danno subìto. Pure apprezzando la sua iniziativa, con estrema amarezza, abbiamo preso atto di appartenere ad una categoria invisibile agli occhi dello stato e di tutti. Possibile che nessuna istituzione centrale e periferica abbia presente la drammatica sofferenza che ci è stata inflitta da questa pandemia?”.

“Il 2020 era l’anno che più di tutti, dal 2009 in poi, prevedeva una netta ripresa. Il nostro settore è uno di quelli che ha bisogno di una programmazione di acquisti di un anno rispetto all’anno commerciale di riferimento. Le nuove collezioni vengono quindi da noi acquistate un anno prima, per essere pronte a soddisfare le richieste più alla moda ed in continua evoluzione dei futuri sposi. L’8 marzo 2020 abbiamo finito di ricevere la merce dai nostri fornitori. Il 10 marzo 2020, ecco il lookdown e noi? Decine e decine di cerimonie rimandate, altre annullate ed oggi ancora non abbiamo certezza di quando si potrà riprendere a festeggiare“.

“I nostri magazzini – continuano – sono pieni di merce nuova invenduta e merce prenotata da saldare. E come abbiamo vissuto in questo anno? Abbiamo dato fondo a tutti i nostri risparmi per onorare i nostri debiti, ma ora abbiamo raschiato il fondo e non ce la facciamo più! Noi non abbiamo aiuti economici e ci preoccupiamo anche per le nostre dipendenti, che hanno famiglia e prendono un esigua cassa integrazione: neanche loro possono andare avanti così. Ogni giorno che alziamo la nostra saracinesca, abbiamo solo spese e zero incassi. Spese che sono tanto maggiori quanto più grande è l’attività”.

“Non abbiamo ricevuto ristori a causa del nostro codice Ateco. Nel 2020, tra tutti i matrimoni inizialmente previsti ne sono stati celebrati meno del 20%, una battuta d’arresto improvvisa per il mercato nuziale che ha comportato perdite ingenti e la chiusura di molte aziende del settore. Quest’ultimo ha riportato perdite per il valore di 3,2 miliardi di euro nel 2020 e nel 2021, per il quale si sperava una stagione record considerando la parte delle celebrazioni del 2020, più di 5,45 miliardi di euro sono a rischio, così come i 400.000 posti di lavoro diretti del settore“.

“Migliaia di coppie che avevano programmato di sposarsi nel 2020, hanno dovuto posticipare la data al 2021, aggiungendo il loro matrimonio agli eventi già previsti per quest’anno. Attualmente, tutte queste coppie guardano con incertezza il calendario, poiché a causa dei continui e repentini cambi normativi non sanno se saranno in grado di celebrare la loro unione, anche con gravi conseguenze psicologiche. L’organizzazione di un matrimonio nel rispetto delle attuali restrizioni e misure sanitarie richiede molti preparativi e coinvolge molte imprese, pertanto la situazione di costante incertezza sta avendo gravi ripercussioni su tutti gli operatori del wedding“.

“Non possiamo permetterci un’altra stagione di matrimoni annullati e posticipati, poiché le imprese che hanno resistito a quest’ultimo anno di crisi, si trovano in una situazione estremamente delicata: per molte di esse gli ultimi matrimoni risalgono alla stagione 2019. Che ne sarà di noi? Il settore del wedding è in ginocchio e delle cerimonie del 2021 non c’è nemmeno l’ombra in questa situazione di estrema criticità. Ancora cerimonie rimandate”, lo sfogo.

“Cosa ne facciamo della nostra merce e cosa facciamo del nostro lavoro? Oggi non abbiamo altro che pagare tasse ed utenze: il nostro settore si avvia al secondo anno di paralisi totale. Noi, operatori del wedding perché siamo così invisibili?”.