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L’Aquila, violenza e minacce all’ex compagna: arrestato 30enne

30enne finisce in manette per violenza e minacce all'ex compagna. La donna aveva già segnalato un episodio di violenze a gennaio. Per il giovane è scattato il divieto di avvicinamento.

30enne finisce in manette per violenza e minacce all’ex compagna.

Nella serata di ieri il personale della Squadra Volante ha tratto in arresto un 30enne, residente a L’Aquila, responsabile di violenza e minacce nei confronti dell’ex compagna.

Il giovane, nella serata di ieri, in forte stato di agitazione, si è presentato sul luogo di lavoro della donna, minacciandola di morte e cercando di forzare la porta d’ingresso, prontamente chiusa dalla vittima, per poterla raggiungere.

Il tempestivo intervento degli operatori di Polizia, particolarmente attenti al fenomeno della violenza di genere, ha evitato che la situazione potesse degenerare.

La donna già nel mese di gennaio di quest’anno aveva denunciato un episodio di violenza fisica per cui era stata costretta a ricorrere alle cure sanitarie e dal quale era scaturita la decisione di interrompere la relazione con il compagno.

L’uomo è stato tratto in arresto e posto a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Nella giornata di oggi, il gip Guendalina Buccella, ha convalidato l’arresto e disposto la misura cautelare del divieto di avvicinamento alla persona offesa, così non aderendo alla richiesta del sostituto procuratore della Repubblica, Fabio Picuti, che aveva chiesto gli arresti domiciliari con braccialetto elettronico.

Il giovane è difeso dall’avvocato Vincenzo Calderoni, del foro dell’Aquila.

“Il giudice ha assunto un provvedimento equilibrato, adottando una misura cautelare meno afflittiva rispetto a quella richiesta dal pm. Infatti il divieto di avvicinamento contempera l’esigenza di tutela della denunciante e non incide in maniera inutilmente afflittiva sull’indagato”, ha spiegato il legale, sentito dal Capoluogo.

“Dal contesto del provvedimento, adottato all’esito dell’interrogatorio dell’imputato, reso all’udienza di convalida, emerge la necessità di compiere approfondite indagini che saranno utili per far luce su una vicenda che contiene degli aspetti da chiarire”. 

“Per tutti ne valga uno – continua l’avvocato Calderoni – dopo l’episodio dello scorso gennaio, il giovane ha dovuto sottoporsi ad un elaborato intervento chirurgico per la frattura del setto nasale. Ciononostante non ha sporto denuncia, la persona offesa invece ha sporto denuncia per modeste escoriazioni”. 

“Se questo vuol dire essere violenti, lo dovrà accertare il processo”.