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Palomar, Massimo Cialente assolto: l’ex sindaco voleva conoscere i problemi dell’impresa

Nessun reato di induzione indebita per l'ex sindaco Massimo Cialente e il funzionario comunale De Carolis. Pubblicate le motivazioni dell'assoluzione

“Il quadro normativo esclude che tra sindaco e funzionario amministrativo sia configurabile quel rapporto organizzativo di sovra ordinazione”. Un passaggio chiave nelle motivazioni dell’assoluzione, con formula piena, dell’ex sindaco dell’Aquila Massimo Cialente e del funzionario Fabrizio De Carolis dal reato di induzione indebita.

Pubblicate le motivazioni dell’assoluzione di Cialente e De Carolis, rispettivamente ex primo cittadino dell’Aquila e funzionario comunale. I due erano accusati del reato di induzione indebita, in relazione a presunte pressioni esercitate da Cialente al funzionario, per far ottenere all’impresa Palomar il terzo Sal sui lavori post sisma nel condominio Cappelli, a Pettino.

Così riporta il Messaggero. “La telefonata che il sindaco Cialente fece al funzionario comunale dimostra come lo stesso cerca soltanto di comprendere quali problemi avessero impedito all’impresa di ottenere il pagamento dei Sal. Non è configurabile nessun abuso, ma solo il fisiologico esercizio di specifiche competenze sindacali. Tutto ciò emerge chiaramente dal contenuto della telefonata, che non è affatto diretta a ottenere, abusivamente, dal funzionario comunale l’indebito rilascio dei nulla osta, ma appare più semplicemente finalizzata a sollecitarlo a farsi carico del problema rappresentato legittimamente dalla ditta al sindaco e a risolverlo velocemente. Nella telefonata, infatti, il sindaco invita il funzionario a risolvere il problema, ma senza entrare nel merito della questione, avendo addirittura confessato, lo stesso Cialente, di non aver neanche capito il problema che gli era stato rappresentato”.

Massimo Cialente era assistito dall’avvocato Carlo Benedetti, De Carolis dal legale Francesco Camerini.