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L’Aquila, l’epicentro del 41-bis

Sono 167 i reclusi in regime di 41-bis nel carcere dell'Aquila. Permesso premio chiesto da 3 boss.

Sono 167 i reclusi in regime di 41-bis nel carcere dell’Aquila. Permesso premio chiesto da 3 boss.

A L’Aquila sono ben 167 i reclusi in regime di isolamento del 41-bis, tra questi, diversi boss che hanno fatto richiesta di un permesso premio. Come ricostruisce Marco Lillo sul Fatto Quotidiano, “solo nel carcere di L’Aquila risultano tre richieste di permesso premio da parte di boss detenuti al 41bis”.

“Il primo è Maurizio Capoluongo, 59 anni boss di San Cipriano d’Aversa dalla fine degli anni Ottanta, vicino a Michele Zagaria, recluso al 41-bis. Capoluongo ha chiesto un permesso ad agosto, ma pur non avendo avuto risposta sa che comunque uscirà tra sei mesi per fine pena”.

“Più lontana la libertà per Giuseppe D’Agostino, 51 anni, boss della camorra salernitana. Ha chiesto un permesso di tre giorni il 23 settembre scorso. Dovrebbe uscire comunque per fine pena nel 2023″.

Pasquale Gallo, 64 anni, detto “’O Bellillo”, boss di Torre Annunziata che per anni ha conteso lo scettro a Valentino Gionta, ha fatto richiesta di permesso il 17 ottobre del 2020. Gallo in cella ha preso tre lauree magistrali e l’istanza l’ha scritta da solo. Si accontenterebbe di 8 ore di permesso”.

“L’Aquila è l’epicentro del 41-bis: sono 167 in tutto i reclusi con questo regime”.

Il tutto nasce dalla sentenza della Corte costituzionale che ha di fatto eliminato l’articolo 4 bis che prima vietava i permessi ai boss e ha portato a diverse richieste che “sono basate sul cambiamento di personalità e sul comportamento corretto in carcere. La dissociazione è la nuova frontiera. Per ora compare nella richiesta di Filippo Graviano, classe 1961, recluso dal 1994. Il boss palermitano ha presentato la sua richiesta, scritta dall’avvocato Carla Archilei, il 5 gennaio del 2021. Graviano chiede un giorno di permesso”.