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Governo Draghi, la scommessa salva Italia: ora tutti con l’Europa

Con la nomina dei Sottosegretari, inizia l'era Draghi in un'Italia ancora impelagata nell'emergenza Covid. Nessun posto per l'Abruzzo nelle rappresentanze scelte. Che governo sarà? Lo abbiamo chiesto alla deputata Stefania Pezzopane.

Con la nomina dei 39 Sottosegretari, inizia l’era Draghi in un’Italia ancora impelagata nell’emergenza Covid. Nessun posto per l’Abruzzo nelle rappresentanze scelte, nonostante diversi sembravano i nomi papabili ad ottenere la carica. Che governo sarà? Lo abbiamo chiesto alla deputata Pd Stefania Pezzopane. “Un Governo di emergenza era l’unica possibilità per l’Italia”.

Il nuovo Governo mette insieme forze politiche che, fino a poco tempo fa, si combattevano. Ciò costringe ad invertire numerosi ragionamenti interni alle stesse forze politiche. Ci sono personalità di tanti partiti diversi: per questo sarà una grande sfida per tutto il Paese“, dichiara la deputata Stefania Pezzopane, contattata dalla redazione del Capoluogo.

Una sfida che arriva a quasi un anno dall’inizio di tutto. Di quell’emergenza Covid che ha sorpreso l’Italia e il mondo e che continua a spaventare, soprattutto a causa della diffusione incontrollata delle varianti.

Nessun Sottosegretario abruzzese

“Oltre all’emergenza sanitaria – continua Stefania Pezzopane – corre parallelamente la grave emergenza economica. Urge prendere provvedimenti e concentrarsi su un corretto utilizzo dei fondi che il Presidente Conte ha conquistato. Quei 200 miliardi che dovranno rappresentare la ripresa per l’Italia“.

Un lavoro che non vedrà partecipare alcun rappresentante abruzzese.  

“È evidente che avremmo potuto giovare di un Sottosegretario abruzzese, il quale avrebbe potuto rappresentare le istanze del nostro territorio – precisa la deputata dem – Occorre, tuttavia, analizzare i perché di queste scelte. Ogni partito ha i suoi motivi e le sue logiche. Precisiamo che quando si portano i nomi al Presidente del Consiglio, questi nomi coprono diverse aree geografiche. Succede, però, che qualche territorio resti senza rappresentanza. Una situazione capitata anche alla stessa Regione Piemonte, che non ha alcun ministro tra le cariche assegnate dal Premier Draghi”.

Il nome di Stefania Pezzopane era arrivato, tra le fila del Pd, sul tavolo romano, come possibile profilo per la nomina da Sottosegretario, “ma al Partito Democratico sono stati ristretti di molto gli spazi, proprio per fare posto ad altri partiti“.

Basti pensare che il Pd contava otto Ministri e 17 Sottosegretari nel Governo Conte, in questo Governo ha 3 Ministri e 6 Sottosegretari. Poco spazio per poter inserire nuove figure, comprese figure abruzzesi.

Pd, manca un Ministro donna

Scelte e polemiche, che – come spesso accade – non sono mancate. Manca la quota rosa nei Ministri Pd.

Lorenzo Guerini alla Difesa, Dario Franceschini alla Cultura e Andrea Orlando per Lavoro e Politiche Sociali. Questi i nomi nella nuova squadra di Governo. “Un grave errore l’assenza di un Ministro donna – sottolinea Stefania Pezzopane – Ne stiamo ancora discutendo internamente al Partito. C’è una direzione nazionale che proseguirà anche lunedì, per prendere una decisione in merito. Comunque, considerando che tra i sei Sottosegretari le donne sono cinque, si è cercato di attuare un riequilibrio sicuramente necessario”.

Nuovo Governo e Antieuropeismo

“C’era un punto fondamentale sul quale le forze politiche divergevano, almeno fino a qualche settimana fa. Ed era l’europeismo.  Se il Pd ha sempre difeso la sua posizione e l’ìEuropa, altre forze, al contrario, hanno fatto dell’Antieuripeismo la loro bandiera. Ora abbiamo constatato che sono diventati tutti europeisti: nessuno parla più di Brexit all’italiana. Si sono resi conto che senza l’Europa noi oggi non avremmo potuto affrontare e gestire questa situazione complicata. E se oggi abbiamo 209 miliardi dal Recovery da poter immettere sul territorio è perché l’Europa ha fatto la scelta coraggiosa dei Bond“.

Scegliere l’Europa significa scegliere il futuro“, evidenza la deputata Pezzopane. “Il Presidente Draghi, nel discorso di insediamento del nuovo Governo, ha ribadito questa marcata impronta europeista. Fortunatamente le forze, fino a poco tempo fa, ostili a questa visione hanno cambiato idea: noi non possiamo che prenderne positivamente atto”.

Nessun allentamento delle misure Covid: quale strada per il Governo?

In molti attendevano un allentamento delle misure, nel post Governo Conte. Ad oggi la situazione Covid, però, non lo permette. “Il primo dato che si osserva è che le prime scelte del Governo Draghi dimostrano come quelle di Giuseppe Conte fossero scelte obbligate, pur se spiacevoli. Tutti coloro che gridavano contro le restrizioni, adesso sono gli stessi che nel Cdm le approveranno. Questo perché, purtroppo, il contagio non si ferma, nonostante tutti gli sforzi profusi. Solo fermando nel contagio salveremo l’economia: non servirebbe a nulla riaprire e poi chiudere nuovamente tutto, mandando gli ospedali in fibrillazione. Adottiamo le restrizioni di cui c’è bisogno, per poter garantire al paese una riapertura sicura e definitiva e ripartire dai 209 miliardi”.

“Finché non aumentano i vaccini – e su questo il Presidente Draghi è molto attivo con l’Europa – dobbiamo stringere i denti. Intanto servono misure urgenti che risollevino il tessuto economico del Paese. Ho inviato una lettera a Draghi: un vero e proprio appello in cui chiedo di accelerare sul Decreto Ristori. Perché, purtroppo, la crisi governativa che si è protratta per un mese ha interrotto l’attività politica. E i ristori, che sarebbero dovuti arrivare già a febbraio, non ci sono stati. Conseguenza diretta di tutto questo è la situazione delle aziende, tutte allo stremo delle forze. Bisogna intervenire quanto prima”.

Decontrubuzione Sud

Una buona notizia, che interessa le aree svantaggiate, c’è: si chiama Decontribuzione Sud. Cioè: agevolazioni contributive per l’occupazione in aree svantaggiate. La misura è applicabile a partire dal 1° gennaio 2021 e con la denuncia del prossimo mese le imprese potranno fruire dell’esonero parziale relativo sia al mese di febbraio che a quello di gennaio.

L’agevolazione spetta alle imprese per i rapporti di lavoro dipendente, con esclusione del settore agricolo e dei contratti di lavoro domestico. In particolare, è pari al 30% della contribuzione mensile dovuta fino al 31 dicembre 2025; al 20% dei contributi dovuti per gli anni 2026 e 2027; al 10% per gli anni 2028 e 2029.

“Una battaglia che ho condotto con altri parlamentari del Partito Democratico. Il Ministro del Sud del precedente Governo, Provenzano, ha portato avanti questa iniziativa. Oggi Provenzano non è più ministro, ma ha lasciato una buona eredità, che permetterà alle imprese della regioni del Sud, Abruzzo compreso – di utilizzare questo strumento per abbattere le spese. Con la decontribuzione Sud, infatti, si abbatte il costo del lavoro e si crea una sana competizione tra Sud e Nord. Un’azienda che vuole aprire, ad esempio, sa che in Abruzzo pagherà contributi minori rispetto ad altre regioni”.