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Valter Angelo Specchio, dagli appalti post sisma a Celano: presto davanti al Gip

L'ex Direttore della provincia, Valter Angelo Specchio, ai domiciliari per l'inchiesta che ha colpito Celano. Per anni braccio destro di Piccone, già coinvolto nell'inchiesta sugli appalti per la messa in sicurezza delle scuole nel post sisma.

Tra gli indagati per l’inchiesta sugli appalti al Comune di Celano c’è anche Valter Angelo Specchio, dirigente Ufficio Urbanistica e Suap. Specchio, ex direttore generale della Provincia dell’Aquila, ai tempi di Del Corvo, sarà dinanzi al Gip lunedì 1 marzo.

Sono cominciati ieri e andranno avanti per cinque giorni gli interrogatori di garanzia dinanzi al Giudice per le indagini preliminari, Maria Proia. Questa mattina è stato il turno, tra gli altri, dei due nomi eccellenti coinvolti nell’inchiesta Acqua Fresca, che ha colpito il Comune di Celano: il sindaco Settimio Santilli e l’onorevole Filippo Piccone, vice sindaco comunale. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Intanto, però, Piccone ha annunciato le sue dimissioni. Risulta al momento sospeso il primo cittadino Santilli: a Celano da martedì è arrivato momentaneamente il Commissario Giuseppe Canale.

L’inchiesta è entrata nel vivo con l’ordinanza del Gip Maria Proia, con cui sono state disposte 25 misure cautelari e 31 denunce. Nei confronti del dirigente comunale Valter Angelo Specchio è scattata la misura degli arresti domiciliari.

A difendere Specchio l’avvocato Stefano Rossi.

Valter Angelo Specchio, 66enne originario di Roseto, si ritrova di nuovo ad avere guai con la giustizia. Già in passato, infatti, fu coinvolto in un’altra inchiesta, nel post sisma.

Uomo di fiducia del Pdl abruzzese e dello stesso Senatore Piccone, per il quale è stato autentico braccio destro ai tempi dell’era Piccone al Comune di Celano.

Dal 2004 al 2010 al fianco dell’allora Presidente della provincia dell’Aquila, Antonio Del Corvo, quindi promosso, proprio nel 2010, ai vertici del Pdl, come amministratore competente per la provincia, fino all’arresto, avvenuto il 3 dicembre 2012 nell’ambito dell’inchiesta relativa a una presunta speculazione sugli appalti per la messa in sicurezza delle scuole, dopo il terremoto del 2009.

Oggi l’ex manager provinciale si trova ad affrontare una nuova inchiesta.

Le accuse, relative alle 25 misure emesse dal Gip del Tribunale di Avezzano Maria Proia – nel filone d’inchiesta partitone 2018,  dalle indagini condotte dai Carabinieri del Comando provinciale dell’Aquila, coordinati dal maggiore Edoardo Commandè – sono a vario titolo di: induzione indebita a dare o promettere utilità all’istigazione alla corruzione, tentato peculato, turbata libertà degli incanti, turbata libertà del procedimento di scelta del contraente, falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici e rivelazione e utilizzazione di segreti di ufficio.