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Insulti sessisiti alla consigliera Roberta Salvati, le scuse non convincono

SULMONA - Udienza davanti al Giudice di Pace per gli insulti sessisti alla consigliera Roberta Salvati. Dopo tre anni arrivano le scuse di Di Masci, ma non convincono.

SULMONA – Udienza davanti al Giudice di Pace per gli insulti sessisti alla consigliera Roberta Salvati. Dopo tre anni arrivano le scuse di Di Masci, ma non convincono.

Ci sono voluti 3 anni e le sollecitazioni del Giudice di Pace per le scuse da parte dell’ex sindaco di Sulmona, Bruno Di Masci, per gli insulti sessisti a Roberta Salvati, consigliera comunale e capogruppo della Lega.

Era infatti il 2018 quando venne diffuso un video con Di Masci intento a parlare al telefono e ad apostrofare la consigliera comunale con un insulto sessista molto pesante. Venuta a conoscenza del video, Roberta Salvati aveva attaccato Di Masci nell’ambito del Consiglio comunale, in modo ritenuto offensivo dallo stesso, che aveva sporto denuncia. La sua denuncia era stata però archiviata, in quanto il giudice aveva ritenuto che le espressioni utilizzate dalla consigliera erano riferiti ai comportamenti e non alla persona e comunque “reazione a un fatto ingiusto”, quello appunto degli insulti.

Archiviata la querela di Di Masci, quindi, è stata la volta della consigliera Salvati rivolgersi al giudice per quegli insulti sessisti, anche perché lo stesso Giudice di Pace della precedente denuncia, archiviando la richiesta dell’ex sindaco, aveva sottolineato: “L’espressione utilizzata dal Di Masci non può in alcun modo essere interpretata come una critica all’operato politico e in ogni caso supera il necessario contegno linguistico tipico del diritto di critica”.

Oggi, quindi, l’udienza relativa alle espressioni ingiuriose rivolte alla consigliera Salvati, assistita dall’avvocato Donatello Gentile dello studio Marchese. Durante l’udienza, il giudice ha chiesto a Di Masci se volesse chiedere scusa. La scuse in effetti sono arrivate, seppur dopo tre anni e l’archiviazione di una denuncia, anche se con espressioni considerate non convincenti, soprattutto dalla consigliera Salvati, che al momento preferisce non rilasciare dichiarazioni, ma è intenzionata ad andare a fondo alla vicenda.

A luglio si tornerà in udienza.

Insulti sessisti a Roberta Salvati, Luigi D’Eramo e Sabrina Bocchino: “Piena solidarietà”.

Non ci sono colori politici quando si tratta di sessismo, atteggiamento da condannare in ogni sua forma ed espressione”. Lo dice il coordinatore regionale della Lega, il deputato Luigi D’Eramo, in merito alla vicenda che riguarda la consigliera comunale del partito, Roberta Salvati, costretta a denunciare le offese dell’ex sindaco Bruno Di Mascio. “La Lega – aggiunge D’Eramo – esprime piena e convinta solidarietà al consigliere comunale capogruppo e stigmatizza con fermezza attacchi gratuiti che nulla hanno a che fare con la politica. Comportamenti di questo genere finiscono solo per alimentare divisioni, tensioni e una cultura misogina anti-storica”.

“Piena solidarietà alla consigliera comunale di Sulmona, e capogruppo della Lega, Roberta Salvati” è stata espressa dalla consigliera regionale Sabrina Bocchino, “Basta sessismo, violenza verbale e offese gratuite. L’ex sindaco sindaco di Sulmona Bruno Di Masci aveva dato della z***a alla consigliera: la questione si risolverà davanti al giudice il prossimo 25 febbraio dopo la denuncia di Roberta Salviati. È giusto così, non si può pensare sempre di offendere in modo volgare e sguaiato e restare impuniti!”.