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Vaccino anti Covid, malata per un giorno

Le vaccinazioni anti Covid sono iniziate anche per gli insegnanti. Il racconto di una docente che ha ricevuto la prima dose di vaccino.

Le vaccinazioni anti Covid sono iniziate anche per gli insegnanti. Astrazeneca il vaccino inoculato, con un richiamo dopo qualche settimana. Il racconto di una insegnante che ha ricevuto la prima dose di vaccino.

“Sono una insegnante e sono stata chiamata per sottopormi al vaccino anti Covid 19 di Astrazeneca. Ho fatto domanda con un atteggiamento molto fatalista, non ero convinta fino in fondo di volermi sottoporre al vaccino. Per quella paura di andarti a cercare da sola dei guai e allora valuti il male minore tra il rischio di essere contagiata dal Covid e quello di avere degli effetti collaterali dovuto al vaccino. A distanza di meno di una settimana dalla richiesta, verso le 22, mi è arrivata la telefonata del contact center della Asl1 che mi dava appuntamento alle 17:20 di sabato 20 febbraio. Non so se la cosa vi sembrerà comprensibile, ma sono stata dilaniata dalla scelta… sono fatalista, se deve succedere, che succeda! E poi il richiamo alla ragione, se non ci vacciniamo tutti, non supereremo mai questa maledetta pandemia! Mi sento una privilegiata a potermi sottoporre al vaccino!”

Il vaccino Astrazeneca è a vettore virale: quello di Pfizer e di Moderna sono invece a mRna. La differenza è sostanziale: quello di AstraZeneca è composto da un adenovirus di scimpanzé incapace di replicarsi (ChAdOx1 – Chimpanzee Adenovirus Oxford 1) e modificato per veicolare l’informazione genetica destinata a produrre la proteina Spike del virus SARS-CoV-2.

Vaccino Astrazeneca: come funziona e chi può farlo

“Sono uscita di casa sabato pomeriggio con il terrore di poter essere l’eccezione, quello zero virgola qualcosa, che comunque rappresenta qualcuno coinvolto nelle complicazioni. Ero pronta a non tornare a casa, anche solo per un ricovero.  Il pensiero di una reazione allergica, di un problema qualunque, anche solo di un ricovero al tempo del Covid, che significa isolamento! La solitudine dalla mia famiglia è la cosa che mi angoscia di più! In pochi minuti una giovane dottoressa mi poneva le domande ed una infermiera mi inoculava il vaccino. Un ago enorme rispetto al mio braccio!”

“Brucia… L’infermiera che mi dice ‘si rilassi!’. Ho aspettato mezz’ora in sala d’attesa, invece dei 15 minuti consigliati, e poi sono tornata a casa. Il giorno dopo mi sono svegliata a pezzi e con la febbre a 37,5. Sono andata peggiorando nell’arco della mattina e sono arrivata a ora di pranzo con la febbre a 38,5, le ossa a pezzi ed un grande peso sullo sterno… non riuscivo a respirare bene. Sono stata in dormi-veglia tutto il giorno. Verso le 16 ho iniziato a sfebbrare un pochino, ma la febbre non è scesa sotto a 38,3. L’unico pensiero a cui mi sono aggrappata è stata la sicurezza che il vaccino non portasse alla malattia, ma sono altrettanto certa di aver affrontato un giorno di Covid…

Gli effetti e qualche sintomo sono rimasti per pochi giorni, ma il vaccino resterà per sempre!

Facciamolo tutti è l’unico modo per sconfiggere questa tremenda malattia!”