Quantcast

Arresti Celano, no al processo Social: deciderà la vera giustizia

Arresti Celano, è già partito il processo via Social. Ma c'è chi dice NO. "No alla gogna mediatica, le accuse saranno tutte da dimostrare".

Ha scosso il Comune di Celano e l’intero territorio marsicano l’inchiesta su presunti appalti truccati. Un Sistema Celano emerso dall’inchiesta Acqua Fresca e sul quale gli investigatori dovranno far luce. Arresti, commissariamento in Comune e polemiche…soprattutto sugli incontrollati social. Qualcuno, però non ci sta.

“Le persone coinvolte nell’inchiesta stanno subendo oggi un linciaggio popolare e mediatico che non ho mai visto prima (e che forse va ben oltre le intenzioni della stampa)”. 

L’ex componente del Gal Marsica (quando era denominato Gal Terre Marsicane), Augusto Cicchinelli, scende in campo da semplice cittadino marsicano, per denunciare la gogna mediatica che è nata immediatamente dopo la pubblicazione della notizia degli arresti. Ricordiamo che Carabinieri e Investigatori stanno portando avanti le indagini e che le accuse, quindi, sono tutte da provare. 

Questo il contributo di Augusto Cicchinelli.

Da semplice cittadino marso non ho resistito a non intervenire sulle vicende di Celano. So di andare controcorrente e non voglio difendere nessuno. Però vorrei esprimere alcuni concetti. Le persone coinvolte ed indagate a vario titolo subiscono oggi un linciaggio morale, popolare e mediatico mai visto e ciò è scandaloso ed indegno di un paese civile che si definisce garantista. Ancora più scandaloso il linciaggio sui presunti reati sessuali, che vanno provati e giudicati. Tant’è che è indagata la stessa donna (che anch’essa ha la mia solidarietà, perché prima vittima della “sentenza popolare” e dei leoni da tastiera) che avrebbe subito le pesanti avances.

Tanto più scandaloso per il fatto che gli indagati non hanno subito alcuna condanna; hanno subito misure restrittive, è vero, ma ciò non prova nulla. Ma la nostra ipocrisia e la morbosa ricerca della notizia e dei dettagli (soprattutto in relazione al sesso) sono veramente disgustose ed indegne di una comunità che si dice civile e rispettosa dei diritti di tutti, anche degli indagati, per una vicenda tutta da chiarire.

Forse i cittadini marsicani non dovrebbero scandalizzarsi più di tanto e gridare subito all’untore, o lo abbiamo dimenticato? Perché abbiamo avuto, recentemente, già due casi di arresti di Sindaci (e professionisti e dipendenti al seguito), con relativo linciaggio mediatico (Maurizio Di Marco Testa e Francesco Ciciotti) e poi successiva assoluzione. Con Ciciotti rieletto poi Sindaco di Capistrello e Di Marco Testa rieletto consigliere comunale di Tagliacozzo.

Ma un danno enorme alla loro immagine è stato fatto. Chi li ripagherà mai? La giustizia italiana malata e corrotta essa stessa?

Quindi queste due vicende ed il linciaggio pubblico di due onesti cittadini, che hanno compiuto il loro dovere, non ci hanno insegnato nulla: non ci hanno insegnato che le cose spesso non sono così semplici e come appaiono e che ciò dovrebbe indurci alla prudenza, perché il linciaggio popolare mediatico riguarda anche figli, mogli, parenti ed amici degli indagati e tutto ciò non è giusto.

In questi giorni i cittadini hanno emesso le sentenze su Piccone, Santilli e gli altri indagati: al punto che la vera sentenza, quella dei giudici, sarà poi ininfluente e passerà inosservata. Io a tutto questo non ci sto. E chiedo a tutti di non fare lo stesso errore.

Quanto ai politici che strumentalizzano la vicenda – vorrei ricordare loro solo Craxi in parlamento “chi è senza peccato scagli la prima pietra” – consiglierei un rispetto silenzioso, in attesa che la giustizia faccia il suo corso. I cittadini non abboccano al loro “al lupo, al lupo”.

Io prendo le distanze ed esprimo in questa fase la mia solidarietà a tutti gli indagati, al Consiglio comunale e a tutti i cittadini di Celano, tutti oggi danneggiati. Non voglio essere complice di un assurdo linciaggio prim’ancora che siano accertate e giudicate le responsabilità di ciascuno: perché sono certo che le cose non saranno accertate così come oggi appaiono, con una stampa che è andata ben oltre il semplice diritto di informazione. 

Invito anche tutti i cittadini, ma anche gli organi di stampa che sia chiaro fanno il loro lavoro, a riflettere un po’ di più ed essere più cauti e moderati: ne va anche l’immagine dell’intera comunità di Celano e dei Marsi di fronte all’Italia. La morbosità e il pettegolezzo lasciamolo ai giornaletti da barbiere.