Vaccino Covid, insegnanti rispediti a casa: indagano i Nas

Vaccino anti Covid: gli insegnanti over 55 convocati e poi rimandati a casa diventano un caso. Gli investigatori sospettano che le dosi non somministrate siano state destinate a persone fuori lista

Vaccini, inchiesta dei Nas su presunti favoritismi a Pescara. Si sospettano corsie preferenziali, senza rispettare i criteri di priorità: gli insegnanti over 55 convocati e poi rimandati a casa diventano un caso.

Si accende l’inchiesta sui vaccini che il Nas di Pescara sta portando avanti da almeno un mese. Sabato al Pala Becci erano stati convocati gli insegnanti over 55 per effettuare la vaccinazione, poi cancellata all’ultimo minuto. Il motivo? La mancata autorizzazione del Ministero della Salute per l’impiego del vaccino AstraZeneca sulla fascia d’età che va dai 55 ai 65 anni.

Le fiale a disposizione, allora, sarebbero state redistribuite, senza alcun rispetto per i criteri di priorità delle categorie da vaccinare.

Anche in provincia dell’Aquila, come Il Capoluogo aveva riportato, molte erano state le segnalazioni e le denunce su vaccinazioni somministrate a persone fuori lista. 

Sul fronte pescarese, uno specifico rapporto sul caos di sabato al Pala Becci sarà inviato questa mattina alla Procura della Repubblica. Quanto avvenuto, del resto, non è passato inosservato: molti i professori che hanno denunciato il fatto sui social.

Immediate sono partite le verifiche da parte dei Carabinieri. Uno il punto poco chiaro: l’imprevisto dichiarato. Se il vaccino AstraZeneca è stato già autorizzato per gli over 65, pur se non ancora esplicitato in un’apposita circolare ministeriale, com’è stato possibile convocare gli insegnanti e il personale scolastico under 65 senza un precedente via libera? Su questo stanno indagando le forze dell’ordine.

La versione ufficiale della Asl – secondo quanto riporta Il Messaggero – è che il personale addetto all’organizzazione delle vaccinazioni anti Covid presumeva l’arrivo della circolare proprio tra i giorni di venerdì e sabato, 19 e 20 febbraio. Una motivazione che probabilmente non basterà a giustificare il rischio corso, quello di sprecare centinaia di dosi di vaccino.