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Crisi settore matrimoni, la speranza è ripartire in primavera

Durante il lockdown in fumo miliardi di euro per il settore matrimoni: tutto il comparto, dopo un anno, è in ginocchio. La speranza ora è di poter ricominciare a lavorare in primavera.

Il settore dei matrimoni è un’altra “vittima” della crisi conseguente all’emergenza Covid 19. Miliardi di euro in fumo e un settore letteralmente in ginocchio che spera di poter ripartire in primavera.

Dopo aver fatto il calcolo dei parenti fino al quarto grado, inserito amici e sfogliato il calendario fino a scegliere il periodo perfetto per dirsi sì, scoppia a marzo 2020 l’emergenza Coronavirus: “Questo matrimonio non s’ha da fare”, avrebbero detto i bravi di don Rodrigo.

Le cerimonie nuziali, così come si conoscono, sono bloccate da quasi un anno ormai.

I rinvii, le prenotazioni cancellate hanno portato a perdite imponenti e incolmabili per tutto il comparto: dalle sale ricevimento chiuse, ai fotografi, ai fiorai, ai noleggi auto, il sistema del wedding è in profonda crisi con perdere di miliardi di euro.

Un anno veramente nero, il 2020, per la “wedding industry”, che ha registrato un crollo di circa il 90% del fatturato rispetto all’anno precedente. Eppure il 2020, palindromo e presumibilmente fortunato, era considerato l’anno perfetto per convolare a nozze.

I numeri però parlano chiaro: dai 15 miliardi del 2019 si è passati ai soli quasi due del 2020. Rinviata, infatti, oltre la metà dei matrimoni, celebrate in forma ridotta le nozze delle coppie che hanno deciso comunque di non rinunciare a convolare a nozze.

Secondo l’Unione europea delle cooperative (Uecoop) sono circa un milione i posti di lavoro, fra diretti e indotto, messi in crisi dal crack delle cerimonie. Nell’anno della pandemia è stato cancellato 1 matrimonio su 2 rispetto al 2019.

Se da una parte è vero che la funzione civile si può officiare alla presenza dei soli testimoni, nel “giorno più bello” soprattutto le spose non vogliono le foto con le mascherine, a 2 metri di distanza, senza l’allegria, il calore e l’affetto di amici, parenti e genitori.

La situazione quindi ha portato a uno stop forzato ed inevitabile che ha generato lo slittamento dei matrimoni previsti nei mesi primaverili ed estivi del 2020, a metà 2021 o al 2022. Dunque, con un blocco degli incassi anche del 100% per alcune categorie legate al settore matrimoni. Incassi che, in un settore stagionale come quello del Wedding, si riducono proprio ai mesi ora in corso.

Gli operatori del settore matrimoni adesso sperano nella bella stagione.

Adesso, gli operatori del settore, si preparano a presentare al Governo un piano che contiene protocolli e regole per poter permettere la ripresa dei matrimoni già dalla primavera, dal mese di aprile.

Da maggio le agende degli operatori del settore sono piene anche se al momento vige incertezza.

Intanto, secondo i dati di Federmep, è crollata di circa il 90% la “wedding industry”. E parte dalla Sicilia la richiesta di un confronto con la Regione per un piano di azione che vada incontro agli operatori. La Federmep è la Federazione che raccoglie imprese e professionisti del settore matrimoni.

 

Matrimoni saltati causa Covid, in fumo miliardi di euro

Stime ben peggiori delle anticipazioni pubblicate pochi giorni fa dall’Istituto nazionale di statistica, che riportano una variazione negativa dei matrimoni del 50,3% nei primi dieci mesi dell’anno: dai 170mila del 2019 agli 85mila del 2020.

“I dati Istat sulla nuzialità dimezzata sono drammaticamente fin troppo rosei – spiega la presidente di Federmep, Serena Ranieriperché non tengono conto né degli sposi che hanno deciso di unirsi civilmente rinviando la festa, né di coloro che hanno allo stesso modo celebrato le nozze ma non nelle modalità sognate. Senza poi contare l’azzeramento del ‘destination wedding’: eventi ad alto budget e altissimo indotto. Il risultato é che si é volatilizzato circa 13 miliardi di fatturato, con previsioni veramente pessime per almeno la prima metà del 2021. Prova ne è che fino al 5 marzo le attività resteranno chiuse per decreto, con l’aggravante che stanno arrivando numerose richieste di rinvio per i matrimoni in programma in primavera”.

Un panorama drammatico, quello prospettato, che giustifica il fatto che i 50mila operatori economici della filiera oltre agli aiuti concreti, finora miseri, pretendono che si faccia chiarezza sul futuro, perché gli eventi richiedano programmazione.

Ricevimenti da aprile e la proposta al Governo

“Abbiamo realizzato un consiglio regionale, e abbiamo avuto la certezza di poter riprendere il protocollo ancora valido, elaborarlo e integrarlo per poter ricominciare a svolgere i ricevimenti già dai primi giorni di aprile”.

A dirlo è stato Michele Boccardi, presidente di Assoeventi che ha donato, nel corso di una conferenza stampa, un nuovo ottimismo alle coppie e agli operatori del settore, dopo un anno di attese e di magra.

Assoeventi Confindustria e le categorie del settore wedding sono già da un anno al fianco di aziende e sposi per organizzare una ripartenza che possa rivedere sale e professionisti, ma soprattutto gli sposi, a tornare a sognare l’evento che hanno sempre desiderato nella loro vita. “Da sei mesi ci impegniamo per far in modo di ottenere i risultati migliori possibili”, aggiunge Boccardi.

Un piano di protocolli per matrimoni sicuri

Le aziende stanno lavorando e stanno elaborando un piano al fine di farsi trovare preparati una volta arrivato il momento delle riaperture. “Dobbiamo riuscire a far diventare il momento più bello di una coppia un momento sicuro”.

Fino al 5 marzo tutti gli eventi sono inibiti ma con il prossimo Dpcm del Governo Draghi la situazione potrebbe iniziare a volgere verso un cambiamento. Non è escluso, infatti, che il settore degli eventi possa iniziare a programmare una riapertura, con i dovuti accorgimenti, certo, ma con molta positività.

“Non possiamo ripetere gli errori del passato, dobbiamo tornare a svolgere i matrimoni con allegria ma non dobbiamo commettere gli errori della scorsa estate – queste le parole del presidente di Assoeventi -. Noi stiamo lavorando solo per il bene dei matrimoni e significa tutelare strutture, sposi, invitati e personale”.

L’obiettivo è non snaturare l’evento matrimonio e garantire la sicurezza degli ospiti.

Secondo il presidente Assoeventi, “le coppie di aprile e maggio avranno delle condizioni aggiuntive un po’ più serie rispetto a quelle di giugno. L’estate permetterà di applicare il protocollo estivo che ha visto svolgere in sicurezza i matrimoni”.

Infine l’appello alle coppie che attendono di sapere se da aprile potranno sposarsi è di “non avere nessuna fretta e nessuna ansia”.

“Non abbiate fretta di rimandare – aggiunge Michele Boccardi -. In estate le coppie che ci hanno creduto si sono sposate in tranquillità. Il mio invito è di restare calmi. So che ansia e preoccupazione sono altissime ma dobbiamo resistere”.

(La foto allegata all’articolo è stata concessa al Capoluogo dal fotografo abruzzese Giacomo Barbarossa)