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Processo Caligola, dopo 9 anni di errori arriva la prescrizione

A quasi 10 anni dalle misure cautelari e dopo oltre 9 di lungaggini ed errori processuali, si chiude per prescrizione la vicenda relativa all'indagine "Caligola".

A quasi 10 anni dalle misure cautelari e dopo oltre 9 di lungaggini ed errori processuali, si chiude per prescrizione la vicenda relativa all’indagine “Caligola”.

Una lunga serie di errori e lungaggini nella gestione dell’esercizio dell’azione penale hanno portato a decadere per prescrizione le accuse per tutti gli imputati del processo ‘Caligola‘. Nella giornata di ieri, infatti, il GIP ha decretato la fine del processo per prescrizione. Incredibilmente, la sede era quella dell’udienza preliminare.

A seguito di indagini della Squadra Mobile di Pescara, sotto processo erano finiti Giovanna Andreola, ex dirigente del servizio Attività internazionali della Regione Abruzzo, l’ex sindacalista Camillo Cesarone, l’allora presidente del cda di Ecosfera, Duilio Gruttadauria, Anna Maria Teodoro, ex socia della stessa società e il consulente Lamberto Quarta; con loro, Michele Galdi, ex consulente di due società che, secondo i pm, potevano essere ricondotte a Ecosfera, Corrado Troiano, socio della società Cyborg Srl,  Mario Gay, ex vicepresidente dell’Osservatorio interregionale cooperazione sviluppo e Domenico Peca, ritenuto prestanome per alcune attività di Ecosfera. Pesanti le accuse, in parte derubricate dopo l’avvio del primo processo, in sostanza collegate a presunte attività corruttive e falso per favorire importanti aziende per alcuni appalti. Nella prima fase, il processo aveva riguardato anche l’ex vice presidente della giunta regionale, Alfredo Castiglione e Luciano D’Alfonso (assolto in precedenza a seguito di rito abbreviato), all’epoca dei fatti contestati sindaco di Pescara.

A 8 anni dall’avvio del primo processo, il Tribunale dell’Aquila all’inizio del 2019 aveva fatto regredire lo stesso processo alla fase preliminare, a causa di errori nella gestione delle indagini e processo, stigmatizzati dallo stesso tribunale.

Ieri l’atto finale, incredibilmente coincidente con il “nuovo inizio”. In udienza preliminare, infatti, il GIP ha chiuso il processo per prescrizione.

“Dopo 10 anni di sofferenza inaudita – commenta al microfono de IlCapolugo.it l’ex dirigente Giovanna Andreola, difesa dall’avvocato Francesco Carli – purtroppo a causa delle lungaggini del processo non siamo riusciti a dimostrare l’infondatezza delle accuse, essendo sopraggiunta la prescrizione. Ad ogni modo è finita e provo un senso di liberazione, dopo tutto questo tempo che ha rappresentato per noi una pena infinita. Di fatto, è stato come aver scontato comunque la pena”.