Quantcast

Sottosegretario d’Abruzzo, una poltrona per UNO

Governo Draghi, almeno un sottosegretario sarà abruzzese. Sono 36 i sottosegretari da nominare. La ripartizione tra Lega, Pd, Fi, Italia Viva o Idea-Cambiamo. Tutti i nomi papabili.

Sottosegretario d’Abruzzo, una poltrona per UNO.

I magnifici 36 scaldano i motori e tra i sottosegretari restanti da nominare uno sarà sicuramente abruzzese.
I papabili adeguati ad una nomina di sottosegretario potrebbero essere:
Per la Lega, Luigi D’Eramo;
Per il Pd, Luciano D’Alfonso;
Per Italia Viva, Camillo D’Alessandro;
Per Forza Italia, Nazario Pagano;
Per Idea-Cambiamo, Gaetano Quagliariello.

La carica dei sottosegretari pronti a sedere negli ambìti studi romani è partita.

Anzitutto ci sarà da vedere che cosa intende fare il premier Draghi delle deleghe che sembrano scomparse: gli affari europei, lo sport, le riforme. Erano Ministeri guidati proprio da ministri, probabilmente toccherà a sottosegretari presso la presidenza del Consiglio. Poi, i numeri, i criteri, la ripartizione.
I magnifici super 36 restanti – essendo 23 i ministri, il numero totale non può superare per legge i 60, a meno di un decreto legge che ne modifichi la quantità – dovranno essere assegnati con molta oculatezza.

Difficile capire come sarà stabilito quanti ne toccheranno ad ogni forza politica, ma sicuramente uno sarà nominato tra le fila degli abruzzesi. Largo spazio nei ministri ha avuto il nord, è quindi prevedibile un’ampia «pesca» nella rappresentanza politica centromeridionale, dunque almeno uno toccherà all’Abruzzo. Sapendo già che bisogna dare ampio spazio alla presenza femminile sacrificata (soprattutto dalla sinistra) potrebbe fare capolino l’inossidabile Stefania Pezzopane, le cui quote tra le stanze romane, però, sembrerebbero in ribasso, quindi la questione di genere dovrebbe aspettare nelle fila del Pd Abruzzese, lasciando indiscusso spazio all’ex presidente Luciano D’Alfonso.

Tra le fila di Italia Viva una speranza è riposta per l’abruzzese Camillo D’Alessandro, a restituire un po’ di spazio ai renziani, vista la rappresentanza limitata tra gli scranni dei ministri. Altro criterio che potrebbe prevalere quello della cosiddetta marcatura. Dove c’è un ministro di sinistra, potrebbe essere scelto un vice di destra e idem nel caso opposto. Difficile pensare ad una filiera dello stesso partito politico.

Ancora: fare attenzione ai numeri complessivi di deputati e senatori. I gruppi parlamentari sono preziosi. Ma come si muoveranno le singole forze politiche? Se ci sono da distribuire 36 caselle, probabilmente potrebbero andarne 18 verso Lega e Forza Italia e altrettante in direzione delle forze della vecchia maggioranza di Giuseppe Conte, con l’attribuzione dei «pesi» diversi al loro interno.

Matteo Salvini ancora non scopre le carte, anche se ad esempio ha già fatto sapere di puntare sicuramente su almeno due ministeri simbolici: Interno e Salute, perché non vuole lasciare a Luciana Lamorgese e Roberto Speranza la titolarità delle decisioni. L’onorevole abruzzese Luigi D’Eramo, già commissario di Puglia e Abruzzo, potrebbe giocarsi questa carta di sottosegretario. Non sono passati inosservati, agli occhi più attenti, i suoi ripetuti attacchi al governatore d’Abruzzo, nonché tesoriere di Fratelli d’Italia, Marco Marsilio degli ultimi giorni; che siano figli di questa campagna?

E poi il resto. In casa azzurra, pare ci sia un punto fermo. Forza Italia vuole sicuramente una responsabilità di governo nella Giustizia: in quel ministero potrebbe arrivare Paolo Sisto, deputato pugliese e affermato giurista. Poi, visto che i ministri di Fi – Renato Brunetta, Mara Carfagna e Maria Stella Gelmini – sono deputati, i sottosegretari dovrebbero essere scelti nel gruppo di Palazzo Madama. Ed ecco l’ipotesi Nazario Pagano affacciarsi nella lista dei papabili. L’ex presidente del Consiglio Regionale d’Abruzzo, ora Senatore della Repubblica, Nazario Pagano potrebbe essere uno dei sottosegretari del Governo Draghi. Alla Camera del resto sono in distribuzione la guida del gruppo, dove c’era la Gelmini, e la vicepresidenza dell’assemblea, dove era stata eletta la Carfagna.

Un partita specifica potrebbe giocarla il Senatore, eletto in Abruzzo ed abruzzese d’adozione, Gaetano Quagliariello per Idea-Cambiamo, che ha giocato il ruolo di ago della bilancia tra il Conte Ter ed il nuovo Governo Draghi.

Una bussola certa pare orientare le mosse di Nicola Zingaretti: il Pd ha la grana delle donne rimaste escluse dai Ministeri e il segretario non vuole deluderle. Del resto, anche la sua giunta regionale nel Lazio ne vede molte protagoniste. Ma sceglierebbe la sua sottosegretario proprio in Abruzzo? Sembra improbabile che la scelta possa ricadere su Giovanni Legnini che, nominato Commissario alla Ricostruzione, si è dimesso da Consigliere regionale e quindi farebbe una forzatura inutile, lasciando a metà un prezioso lavoro. Il Pd attingerebbe, quindi, sempre sulla costa abruzzese con l’ex sindaco di Pescara nonché ex governatore Luciano D’Alfonso.

Insomma, una battaglia tutta da godere con birra e popcorn davanti alla tv.