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Lavoratori d’Abruzzo, nasce il Comitato spontaneo: il Covid non esiste solo in montagna

Obiettivo: scendere in piazza per alzare la voce. La protesta di ristoratori e gestori di attività nei Comuni montani non si ferma. "Questa estate il Bonus Vacanze. Per noi?"

Aperti, chiusi, aperti e poi di nuovo chiusi. Nell’anno delle serrande alzate a intermittenza, i lavoratori abruzzesi dicono basta. Nasce il Comitato spontaneo dei lavoratori della Montagna abruzzese: “Pronti a scendere in piazza. Facciamo appello ai sindaci della provincia dell’Aquila: sostenete la nostra causa”.

Il mancato San Valentino e l’ennesimo rinvio di una stagione sciistica ormai andata. Sono questi i carichi da novanta su una categoria, quella dei ristoratori, flagellata dalla crisi Covid. Restarsene nel silenzio, però, non serve a molto. Per questo in provincia dell’Aquila i ristoratori hanno deciso di fare fronte comune per un’unica forma di protesta. 

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Sono già oltre 100 i ristoratori che hanno aderito all’iniziativa. Il Comitato Spontaneo Lavoratori Abruzzo si prepara a scendere in piazza per manifestare contro una crisi pesante, che non accenna a placarsi, soprattutto con i continui restringimenti delle misure anti contagio, dovuti alla diffusione delle varianti del virus, registrate anche in Abruzzo. Un nuovo movimento che richiama, soprattutto, quei gestori di attività nei Comuni montani, passati da un’estate di riscatto (o almeno così sarebbe dovuta essere) delle aree interne, a un inverno in cui i continui lockdown hanno bloccato l’intero settore: nessuno escluso.

“La formazione del Comitato nasce dopo l’ennesima presa in giro. Capiamo l’eccezionalità della situazione, ma programmare una ripresa dell’attività – in concomitanza all’ok sulla riapertura degli impianti sciistici – e poi venire a sapere. all’ultimo momento, del cambiamento dei piani da parte del Governo non è rispettoso nei confronti di una categoria che vorrebbe soltanto lavorare, o quantomeno essere tutelata nel suo diritto al lavoro“. Lo spiega alla redazione del Capoluogo Annalori Barbati, tra i promotori del Comitato spontaneo.

Due pesi, due misure. Questo è il giudizio che la categoria dà alle misure adottate dal Governo per il contenimento del contagio da Covid 19. Da un lato il Bonus Vacanze per incentivare la ripresa turistica nella stagione estiva, dall’altro lato una chiusura dopo l’altra per gli impianti sciistici.

“Nella settimana di zona gialla – ci spiega Annalori Barbati a nome di tutto il Comitato – abbiamo lavorato con la possibilità di tenere aperto solo per il pranzo. Ma cosa cambiava tra il pranzo e la cena? Subiamo misure contraddittorie, di fronte alle quali non abbiamo alcun modo di opporci. Lungi da noi criticare una gestione sicuramente complicatissima, ma non possiamo essere vittime indiscriminate: il settore è allo stremo. Noi, e parlo per tutte quelle attività che lavorano in zone di montagna, viviamo di turismo e comprendiamo tante professionalità: dai gestori di bar ai titolari di ristoranti, fino alle scuole di sci. Tutta una serie di attività collaterali al sistema montagna. Dovremmo dimenticare che questa estate, dopo la prima ondata Covid, sono stati assegnati Bonus Vacanze alle famiglie? Perché la costa viene tutelata e la montagna no?“.

“Il Covid non esiste solo d’inverno”, attaccano i rappresentanti del Comitato, che hanno lavorato alla stipula di una Carta di 19 punti. Il documento racchiude tutte le richieste da presentare ai Comuni di appartenenza, alle Regioni e al Governo. Una carta studiata ed approfondita da tutti i partecipanti, che presenta “nozioni facilmente applicabili dalla macchina amministrativa e anche molto scontante, ma che purtroppo, ad oggi, ancora nessuno applica”.

Tra queste “la cancellazione della Tari, per quelle attività che non hanno potuto svolgere il proprio lavoro per tutto il 2020. Del resto stiamo parlando di una tassa relativa alla produzione: cosa abbiamo prodotto nell’anno appena trascorso? Inoltre chiediamo, tra i punti elencati, di pagare i Bonus previsti per le attività ricettive turistiche. Circa 5mila euro promessi lo scorso anno e mai ricevuti”.

Il Comitato conta già 500 partecipanti: tutti gravitano intorno al settore turismo.

Sono rappresentati i Comuni di: Ovindoli, Rocca di Mezzo, Rocca di Cambio, Pescasseroli, Roccaraso, Lucoli, Celano, Pescina, San Benedetto dei Marsi, Scanno, Trasacco, Collelongo, Villavallelonga, Civitella Alfedena, Avezzano, Santo Stefano di Sessanio, Tagliacozzo, Capestrano, Pescocostanzo, Castel di Sangro, Ortucchio, Ocre, Capistrello, L’Aquila, Carsoli, Calascio.

“Abbiamo ricevuto adesioni anche dal comprensorio di Passo Lanciano”. Il Comitato ha già lanciato un appello a tutti i sindaci del territorio aquilano, a cui viene richiesto di fare da tramite per far arrivare la loro protesta anche in Regione. Contiamo di scendere in piazza entro febbraio, con una manifestazione in ottemperanza a tutte le disposizioni anti Covid. Siamo determinati a trovare una soluzione a difesa del nostro diritto al lavoro: vogliamo far capire che ci siamo e che chiediamo agevolazioni e misure di sostegno”.